12/07/2022 15:25
La possibilità di poter formare concretamente i giovani destinati ad un prossimo approdo in Serie A facendoli giocare in campionati composti da squadre esperte e giocatori già avvezzi alle categorie nazionali, è stata una delle proposte che il Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5 ha avocato a sé per rendersi promotore presso la FIGC tramite la LND, di un’istanza per ottenere l’avallo alla partecipazione (ovviamente facoltativa) al campionato di Serie B da parte delle seconde squadre dei club di Serie A.
Se ne discusse nella riunione del 12 maggio scorso, al termine della quale venne redatto un comunicato in cui, come si può leggere CLICCANDO QUI, si fece riferimento ad una richiesta “…per poter permettere alle Società di Serie A di partecipare con una Seconda Squadra al Campionato Nazionale di Serie B. Tale partecipazione sarà prevista esclusivamente in caso di carenza dei posti disponibili all’esito dei ripescaggi relativi al completamento degli organici”.
Da allora il niente. Di quell’iniziativa nessuno ha più saputo nulla ed oggi, quando mancano poco più di 72 ore alla scadenza delle iscrizioni ai prossimi campionati nazionali, le società di Serie A che avrebbero pronte le carte da presentare per iscrivere una loro seconda squadra al torneo cadetto (tre quelle in rampa di lancio, vale a dire Italservice Pesaro, Syn-Bios Petrarca e Pescara, oltre a un’altra pare fortemente tentata), ancora attendono indicazioni da piazzale Flaminio in merito al da farsi.
Una riforma regolamentare caldeggiata con forza dal presidente padovano Paolo Morlino e altrettanto bene vista dai suoi colleghi della costa adriatica: poter formare i ragazzi in uscita dall’Under 19 in una categoria controllata direttamente, con un roster che può comprendere giocatori fino ai 23 anni, giocatori di cui poter disporre immediatamente in prima squadra qualora sorgessero necessità, si tratta di una soluzione che indiscutibilmente avrebbe assicurato grandi vantaggi alle società decise ad intraprendere questo percorso.
Sul Comunicato numero 1, che dovrebbe vedere l’alba a metà di questa settimana, sempre in colpevole ritardo, riteniamo che possano esserci i richiami regolamentari per l’attuazione di questa iniziativa di cui tutte le società, almeno di Serie A per il momento, devono cogliere l’importanza. Nell’auspicio che questo progetto venga altrettanto cavalcato dalla Divisione Calcio a 5, che ne percepisca l’opportunità mettendo a disposizione dei club quegli strumenti utili per la formazione dei tesserati di cui oggi si manifestano solo buone intenzioni.