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20/08/2025 01:37

La #SerieB Femminile secondo Calcio a 5 Anteprima: una riforma necessaria da attuare in tre anni

Il pesante ridimensionamento che ha interessato nell’ultimo biennio il campionato di Serie B femminile (leggasi il -27 di squadre iscritte della stagione 2024/2025, relativamente bissato dal -13 di quest’anno) ha inevitabilmente aperto una riflessione sulla necessità di procedere con una rivisitazione del secondo torneo nazionale femminile apportando una ristrutturazione sulla composizione dell’organico e sulla formula di svolgimento. 


D’altronde, la costrizione di partorire quattro gironi da nove squadre ciascuno nella passata stagione alzando di una sola unità le partecipanti in due dei quattro raggruppamenti del prossimo campionato, obbligherà verosimilmente la Divisione Calcio a 5 a integrare il calendario, anche per questa stagione, con una serie di turni prodotti dall’articolazione della fase di qualificazione della Coppa Italia di categoria, che già l’anno scorso ha permesso alle squadre di giocare un numero di partite sufficienti per colmare il gap determinato dalla riformulazione in chiave ridotta dei singoli gironi. 


Serve più che mai, insomma, un intervento strutturale che deve ottimizzare non solo un numero adeguato di partecipanti al campionato che possano avere una capacità societaria solida e capace di durare nel tempo, ma anche determinare una crescita del livello di gioco in proiezione di una maggiore qualificazione del campionato stesso sul piano tecnico e competitivo. Per riuscire in questo obiettivo c’è una sola cosa da fare: riorganizzare la categoria cadetta attraverso un piano triennale che arrivi alla realizzazione di una Serie B in grado di sintetizzare la gestione delle risorse economiche con la selezione di squadre che abbiano effettivamente le capacità di emergere e diventare i prototipi per confrontarsi con le formazioni della massima serie del futsal rosa.


LA PROPOSTA DI CALCIO A 5 ANTEPRIMA - A questo obiettivo ci si deve arrivare almeno in tre anni, ossia deve essere la risultante del processo di ristrutturazione che deve partire possibilmente già dalla prossima stagione, pianificandola sin da questa: per arrivare allo scopo bisogna poggiare le basi sul primo aspetto di questa riforma, ossia i campionati regionali. 


Nella passata stagione ne sono stati disputati 17, solo in Friuli Venezia Giulia non è stato organizzato nulla mentre Emilia Romagna e Veneto hanno allestito un torneo congiunto. Dieci di questi (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna/Veneto, Lazio, Marche, Piemonte Valle d’Aosta, Sardegna, Toscana e Umbria) hanno registrato 10 o più partecipanti, con il campionato siciliano (22 iscritte) diviso in tre gironi; gli altri otto hanno fatto registrare un numero di iscritte inferiore alle dieci unità. 


Supponiamo che nella stagione 2025/2026 il quadro rimanga lo stesso. Alla conclusione dei campionati regionali ciascuna regione promuoverebbe al campionato di Serie B della stagione 2026/2027 un numero di squadre proporzionale al numero delle partecipanti di ciascun torneo regionale. In base ai numeri della stagione 2024/2025 la ripartizione sarebbe la seguente in ordine decrescente:


- Sicilia 22 squadre, 5 promosse in Serie B femminile

- Campania 16 squadre, 3 promosse in Serie B femminile

- Calabria  14 squadre, 3 promosse in Serie B femminile

- Abruzzo 13 squadre, 3 promosse in Serie B femminile

- Emilia Romagna/Veneto 13 squadre, 3 promosse in Serie B femminile

- Lazio 13 squadre, 3 promosse in Serie B femminile

- Marche 12 squadre, 2 promosse in Serie B femminile

- Piemonte Valle d’Aosta 12 squadre, 2 promosse in Serie B femminile

- Toscana 12 squadre, 2 promosse in Serie B femminile

- Umbria 10 squadre, 2 promosse in Serie B femminile

- Puglia    8 squadre, 1 promossa in Serie B femminile

- Sardegna         8 squadre, 1 promossa in Serie B femminile

- Trentino Alto Adige    8 squadre, 1 promossa in Serie B femminile

- Lombardia    6 squadre, 1 promossa in Serie B femminile

- Molise    5 squadre, 1 promossa in Serie B femminile

- Basilicata    4 squadre, 1 promossa in Serie B femminile

- Liguria    3 squadre, 1 promossa in Serie B femminile


Il totale delle promosse sarebbe di 35.


Dalla Serie B edizione 2025/2026, considerando (in attesa del regolamento ufficiale) la promozione delle quattro vincitrici dei gironi e la retrocessione di due squadre dalla Serie A (che dovrebbe tornare a 14 unità), passerebbero nell’organico della Serie B 2026/2027 37 squadre, che sommate alle 35 provenienti dai regionali porta il totale delle aventi diritto a 72 unità.


STAGIONE 2026/2027 - Il campionato della stagione 2026/2027, con 72 squadre in organico, può essere organizzato sulla base di 6 gironi da 12 squadre, con gare di andata e ritorno. Le squadre prime classificate di ciascun girone vengono ammesse alla poule promozione, impostata su un girone unico, con le formazioni che giungono ai primi due posti che vengono promosse direttamente in Serie A prendendo il posto delle altrettante che retrocederanno direttamente alla fine della “regular season”. A questo punto, le quattro “escluse” disputeranno due gare a eliminazione diretta di andata e ritorno, le cui vincenti affronteranno uno spareggio-promozione incontrando le squadre classificate all’undicesimo e dodicesimo posto in Serie A per giocarsi in doppia sfida l’eventuale promozione.


Per quanto riguarda l’interscambio tra retrocesse dalla Serie B e promosse dalla C regionale, verranno declassate le squadre che chiuderanno agli ultimi tre posti dei sei gironi, che verranno compensate dalle formazioni vincitrici dei 17 campionati regionali (supposto che il numero dei tornei territoriali rimanga invariato) più la vincitrice della Coppa Italia di Serie C.


STAGIONE 2027/2028 - Sarà questo il terzo step della riforma, quello che andrà a definire la strutturazione della Serie B. Si parte nuovamente da 6 gironi da 12 squadre ciascuno, ma rispetto alla stagione precedente si procederà alla determinazione della pianta organica definitiva della nuova Serie B. La formula non cambierà per le vincenti dei singoli gironi, che andranno a disputare la poule per la promozione in Serie A, mentre bisognerà stabilire come articolare la cadetteria per la stagione 2028/2029, ossia se ripartirla su due o tre gironi (almeno da 14 squadre nella prima ipotesi, da 12 nella seconda) premiando - nel primo caso - le squadre classificate dal secondo al quinto posto, oltre le migliori quattro seste, del campionato 2027/2028; oppure - nell’altro - quelle classificate dal secondo al settimo posto. Tutte le altre, escluse dai giochi per la nuova Serie B (44 nell’ipotesi dei due gironi cadetti, 36 nel caso si optasse per tre), andranno a creare una parte dell’organico della nuova Serie C, alla quale andranno a sommarsi le squadre vincitrici dei singoli campionati regionali e dei playoff interregionali, fino a raggiungere il tetto di unità previste per la definizione dell’organico della nuova categoria, che verrà varata, come detto, dalla stagione 2028/2029.


Un processo che potrebbe sembrare in apparenza complesso, ma che invece è in grado di ridistribuire nel giro di tre anni i valori del futsal femminile andando a ottimizzare non solo il livello di gioco delle partecipanti, ma anche le capacità gestionali dei club coinvolti. L’aspetto forse più delicato di questo percorso riformistico sarà la creazione di un nuovo campionato di Serie C a caratura interregionale, che dovrà basarsi in maniera importante sulla collaborazione tra la Divisione Calcio a 5 e i Comitati Regionali, dai quali come sappiamo dipende l’attività territoriale minore. Un problema che emergerà eventualmente solo nell’ultimo tratto di questo ciclo riformistico, fornendo dunque il tempo sufficiente per approntare un dialogo costruttivo a livello istituzionale, con le delegazioni regionali che a loro volta potranno procedere all’organizzazione di altri campionati nell’ambito delle rispettive giurisdizioni, finanche coinvolgendo le società impegnate nell’attività femminile di base. Senza trascurare il fatto che verrebbero rispettati gli obblighi dettati dalle NOIF, avendo un maggior numero di posti disponibili per lo scambio retrocessioni/promozioni tra la categoria interregionale e  quelle regionali.