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13/08/2023 21:11

La Serie A si muove compatta: chiesta la conferma dei 4 ''non formati'' per la stagione 2024/2025

Mentre si avvicina la ripresa e un po’ dappertutto è scattato il count-down in vista dell’inizio della preparazione alla stagione 2023/2024, per le società di Serie A sono già maturati i tempi per guardare un po’ più lontano e offrire un contributo propositivo per la programmazione dell’attività futura attraverso il miglioramento di una serie di aspetti organizzativi sui quali i club hanno già deciso di cominciare a discutere. E nella riunione che mercoledì 9 agosto ha visto la partecipazione in videoconferenza di ben 15 presidenti sui 16 titolari effettivi, si è trovata un’assoluta identità di vedute sugli aspetti analizzati e sui quali lavorare con largo anticipo proponendone l’attuazione ai vertici di piazzale Flaminio. 


Ma soprattutto, nel corso del confronto del 9 agosto, è emersa con chiarezza quell’unità di intenti necessaria affinché la Serie A faccia sentire il suo peso nelle future scelte istituzionali. Anzi, da questo punto di vista, l’unanimità raggiunta dal corpo presidenziale avvalora la convinzione che proprio da quella che è la categoria rappresentativa del futsal italiano sta finalmente affiorando la volontà di far rispettare i diritti che l’articolo 19 del Regolamento della Lega Nazionale Dilettanti attribuisce alle società militanti nei campionati nazionali, che appunto sono la componente basale sulla quale si fonda la Divisione Calcio a 5.


Un concetto che avremo modo di sviluppare in un prossimo servizio, ma che per il momento sembra supportare alla perfezione la lettera congiunta che i massimi esponenti della Serie A hanno scritto al presidente Bergamini e ai componenti del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5, nella quale tutti i primi dirigenti hanno voluto affermare la ferma intenzione di ottenere delle concessioni in funzione della prossima stagionalità sportiva, che coinciderà con l’ultima sessione legislativa della governance Bergamini in occasione della conclusione del quadriennio olimpico.


Al centro delle richieste la necessità di confermare per la stagione 2024/2025 il limite del quattro giocatori “non formati” entrato in vigore in questa annualità agonistica, evitando che gli effetti della Riforma Bergamini vadano ulteriormente a incidere sulla formazione delle rose già fortemente condizionate dal pesante e profondo taglio partorito dall’attuazione della riforma stessa. Quando il 15 febbraio dello scorso anno questa venne varata, per essere attuata a decorrere dal primo luglio 2022, le società di Serie A potevano utilizzare nelle liste di gara ben 7 giocatori “non formati” equivalenti al 50% degli atleti “formati” nei vivai giovanili italiani previsti dalla circolare 1276/2004 del CONI; un numero che a distanza di due anni, ossia il prossimo primo luglio 2024, verrebbe più che dimezzato limando a sole tre unità la forza dei giocatori “non formati” utilizzabili in occasione degli incontri dei campionati nazionali. Con le conseguenze facilmente immaginabili a livello di competitività e concorrenzialità internazionale.


E se la volontà della Riforma Bergamini era quella di puntare alla valorizzazione dei giocatori italiani provenienti specificatamente dai vivai di futsal, la realtà dei fatti dice di un vero e proprio mercenariato attuato dagli atleti italiani e “formati”, ad ogni livello e categoria, che ha provocato non solo un evidente impoverimento del livello tecnico di tutti i campionati nazionali, quelli apicali in particolare, comportando addirittura una crescita delle spese di allestimento degli organici a causa delle richieste eccessive, e talvolta sconsiderate, poste in essere sul piano economico proprio da quei giocatori che hanno dettato le proprie regole sul piano degli ingaggi indirizzando la gran parte delle operazioni del #futsalmercato interno.


Quindi, un sostanziale stop reso impellente non solo dalla carenza di giocatori “formati” in grado di poter affrontare un campionato di alto livello come la Serie A, oggi assolutamente limitato da questo punto di vista, ma anche dalla conclamata mancanza di giovani, prodotti dai vivai, che nel più dei casi approcciano alla prima squadra senza possedere quelle capacità formative in grado di poterli utilizzare già con un interessante grado impattante, andando a comporre le rotazioni di ripiego alle quali vengono solitamente concessi pochissimi minuti di gioco effettivo.


UNA NUOVA COPPA ITALIA - I presidenti, nel documento finale, hanno chiesto l’attuazione di una nuova formula della Coppa Italia per l’edizione 2023/2024, che arrivi a designare le quattro squadre partecipanti alla Final Four attraverso un tabellone preliminare che impegnerebbe inizialmente le formazioni classificate dal 5° al 12° posto, con le otto vincenti che si sfideranno tra loro in gara secca sul campo delle migliori classificate e le successive quattro vincenti che affronteranno le prime quattro della classifica al termine del girone di andata in campo avverso. Le vincitrici accederanno alla Final Four.


PLAYOFF - Si è parlato anche di playoff scudetto per l’assegnazione del 41mo titolo italiano, con una correzione della formula riguardante i primi due turni, sempre al meglio delle tre gare con la vincente in caso di parità indicata nella squadra meglio classificata, mentre nella sola serie finale il punto verrà assegnato alla squadra che vincerà sul campo.


Argomenti da discutere con il Consiglio Direttivo, ma con un disegno delineato e ben chiaro e, soprattutto, nella consapevolezza che il vento deve iniziare a cambiare direzione: le società sono la Divisione non il contrario, sono le società che devono decidere come indirizzare il loro futuro e quello della disciplina, determinando una “nuova” centralità che è statuita a tutti gli effetti dall’articolo 19 del Regolamento della LND. Che il futsal torni a prendere in mano il suo futuro, con la Serie A a fare da capofila.