21/03/2024 00:50
La fine del quadriennio olimpico coincide con il momento in cui tutte le cariche istituzionali (di tutte le Federazioni affiliate al CONI) vengono rinnovate e viene loro attribuito il mandato per il successivo quadriennio che scadrà, ovviamente, con l’appuntamento olimpico del 2028. Una scadenza che comincia a essere percepita anche nelle decisioni che vengono assunte riguardo la programmazione della stagione del futsal che si svilupperà proprio a cavallo del “capodanno” istituzionale: e non ci si venga a dire che siamo gli unici che pensiamo che quasi d’incanto l’atteggiamento dei vertici di viale Tiziano sia mitigato, e che altrettanto d’incanto si inizia a parlare di tutto quello che scriveva Calcio a 5 Anteprima riguardo la sua idea di futsal. Sarà.
Il primo luglio prossimo lo avevamo cerchiato in rosso sul calendario. Era la data con la quale si sarebbe compiuto definitivamente il percorso della riforma votata il 15 febbraio del 2022. Era la data con la quale si sarebbe determinato il passaggio - o meglio la discesa - del numero dei formati che si sarebbero potuti impegnare nel venturo campionato di Serie A, dai quattro attuali a tre. Sarebbe stato il colpo di grazia al futsal apicale (e a tutto il resto a cascata), ma fortunatamente i presidenti delle società di Serie A hanno compreso che quell’ulteriore taglio sarebbe stato deleterio e hanno messo il paletto: stop, i “non formati” da portare in lista devono restare almeno quattro. E quattro resteranno. Perchè il Direttivo alla fine ha preso atto della volontà, e della richiesta, delle società di Serie A, cestinando (speriamo definitivamente) l’atto che avrebbe dilaniato la credibilità del nostro futsal.
Ma che al tempo stesso ha, secondo chi scrive, picconato la credibilità di coloro che la riforma l’avevamo partorita senza pensare agli effetti che avrebbe potuto produrre, ma che già dopo qualche mese, davanti al fronte comune dei club della massima serie, avevano dovuto correggere il tiro riportando a cinque il limite dei giocatori “non formati” (dopo il taglio forsennato da sette a quattro) e ritardando di un anno l’attuazione del percorso riformistico. La scorsa stagione il passaggio a quattro è stato digerito alla meno peggio, dovendo mettere però mano alla ridefinizione dei limiti della partecipazione al gioco nei campionati nazionali minori, resasi necessaria per l’istituzione di una categoria del tutto inutile come l’A2 Elite ma comunque sufficiente per portare un minimo di confusione nell’applicazione delle disposizioni del comunicato 772/2022. Stiamo parlando del varo del famoso “4-3-2-1” destinato ad essere spazzato via in vista della stagione 2024/2025, ma che invece non verrà presumibilmente toccato, visto che la Serie A ha chiesto e ottenuto di restare a quattro “non formati” e la conseguenza sarà che in Elite i “non formati” resteranno tre, due in A2 e uno in B. O almeno così dovrebbe essere. Quando si dice l’insindacabilità delle decisioni…
Era ora, si, che la Serie A facesse sentire la sua voce. E per noi, detto in tutta sincerità, è ancora troppo poco. Perchè chi ha deciso di attuare la riforma evidentemente non ha tenuto in conto che se c’è una categoria sulla quale bisogna lavorare seriamente per rendere appetibile (e vendibile) il nostro futsal, sulla quale non si possono operare interventi che ne limitano la qualità e ne smorzano la spettacolarità ma facendo esattamente l’opposto, quella è la Serie A. Per cui prendiamo questa decisione come la pietra miliare per una rivoluzione normativa: restiamo assolutamente convinti che la Serie A deve restare una categoria a sé stante rispetto all’intero sistema futsal, che deve essere gestita indipendentemente da tutto il resto. Arrivando presto ad avere nuovamente la possibilità di presentare in lista le quote di giocatori in linea con le disposizioni del CONI: che poi, curiosamente, il famoso “almeno il 50% di giocatori formati nei vivai italiani” vale per tutte le categorie nazionali di tutte le discipline ma non per il futsal. Questo, siamo sinceri, ancora non lo abbiamo capito: che qualcuno ci spieghi il perchè. Vorremmo comprendere…
E veniamo agli altri due aspetti salienti del Direttivo della vigilia di primavera, che chissà perchè si è svolto nel riserbo più assoluto e del quale nessuno si è preoccupato di fornire alla stampa specializzata la relativa comunicazione se non attraverso la solita pubblicazione a cose avvenute, sul sito ufficiale della Divisione Calcio a 5. Cominciamo a pensare che questo “silenzio” serva soprattutto per non darci l’occasione di dire la nostra sui contenuti di questi incontri, quasi a temere che quello che diciamo noi sia destabilizzante per la governance. Ma ormai non ci meraviglia più nulla. Comunque, per non perdere il filo del discorso, l’uno aspetto è agganciato all’altro: stiamo parlando della nuova formula che si adotterà per il campionato Under 19 nazionale e le cosiddette Squadre B.
Calcio a 5 Anteprima ha da tempo alzato la voce sulla necessità di cambiare radicalmente la strutturazione del campionato nazionale Under 19. Per un motivo oltremodo semplice: fatto così non serve a niente. E non vogliamo stare qui a tediare nuovamente sui perchè. Questo campionato Under 19 è totalmente inutile. Abbiamo snocciolato anche numeri e dati per supportare le nostre argomentazioni, sappiamo bene che ci sono state società che sono intervenute sulla questione sostenendo sostanzialmente le stesse cose che avevamo evidenziato nei nostri servizi, finché la “storia” è approdata nella stanza dei bottoni. Ed ecco la soluzione: il campionato Under 19 Nazionale si articolerà su due livelli. Ma come verranno definivi questi due livelli? Facile: le società di Serie A e A2 Elite parteciperanno di diritto al campionato d’élite assieme ad un tot di società ammesse per meriti sportivi; mentre quelle di A2 e B disputeranno la categorie inferiore. Si dirà: una soluzione che più salomonica di così non si poteva trovare. E qui casca l’asino.
Va bene, bisogna sempre pur partire da un punto, considerando le condizioni con le quali accedere alle due categorie, ma ci spiegate perchè attribuire una sorta di “wild card” per l’Elite a una società di Serie A che all’inizio di questa stagione si è ritirata dal campionato Under 19 e marginalizzare in quella inferiore Aosta e Cioli Ariccia che sono rispettivamente le società vincitrici degli ultimi due scudetti Under 19 (nazionale), con i castellani che ad aprile disputeranno la finale della Coppa della Divisione? Invece di attribuire loro il criterio di merito pagano quello di demerito solo perchè le prime squadre militano in Serie A2? Prima di partorire regolamenti per l’ammissione, coloro che prendono posto nella stanza dei bottoni si pongano un po’ di interrogativi sui reali effetti delle loro decisioni.
E siccome noi abbiamo sempre considerato (e ripetuto allo strenuo delle forze) che l’Under 19 non può essere considerata la massima categoria performante della filiera giovanile del futsal, ecco che - d’incanto, come detto in apertura - spunta nella discussione la parola Squadre B. Ma per non usare termini impropri riportiamo testualmente quello che dice il comunicato diffuso al termine del Consiglio Direttivo del 20 marzo. “Inoltre sono stati deliberati l’avvio di percorsi dedicati all’istituzione di Licenze Nazionali per la Serie A e la possibilità per la stessa di iscrivere una seconda squadra al campionato di Serie B”. Che vuol dire? Che finalmente ci si è resi conto, o almeno ci si è iniziati a rendere conto, che il livello dei giovani prodotti dalla trafila dei vivai hanno un impatto quasi insignificante con le categorie apicali della nostra disciplina (perchè, lo ricordiamo, il problema reale si pone solamente per Serie A e diciamo Elite, che sono le categorie nelle quali poi si pesca per le Nazionali). Per cui le famigerate Squadre B che diversi club avevano invano chiesto di poter iscrivere magari nel campionato cadetto, reputandolo formativo per il processo di crescita dei loro giovani, presto potrebbero diventare realtà.
Certo, non sarà una cosa da fare dall’oggi al domani, perchè già circola voce che ci saranno da interpellare i saggi, per sentirsi dire che il futsal è autorizzato a iscrivere Squadre B nel campionato cadetto, come se improvvisamente delle Squadre B che possono partecipare ai nostri tornei nazionali possa realmente fregare qualcosa a chissà chi! Eppure c’è sempre un’articolo 10 dello Statuto della FIGC che attribuisce autonomia organizzativa alla Divisione Calcio a 5, che pertanto può decidere di testa propria su come riorganizzare e strutturare i propri campionati senza dover rendere conto di nulla a nessuno. Però già il fatto che è stato deliberato “l’avvio di un percorso dedicato” ci porta a dire che, in fondo, qualche idea buona per il futsal che vorremmo ce l’abbiamo. E l’esprimiamo, argomentandola e non certo buttandola li. Ma soprattutto vogliamo sperare che l’iniziativa della Divisione sia una presa di posizione convinta: vorremmo evitare di richiamare l’attenzione sulla fine del quadriennio olimpico per darci una spiegazione plausibile.