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11/05/2022 13:44

La linea di confine tra un giocatore ed una leggenda: Marcio Brancher, a te semplicemente grazie

Descrivere in un articolo e a parole cosa rappresenti Marcio Brancher per il mondo del futsal è complicato, così come è difficile raccontare cosa significhi l'addio al futsal giocato di un personaggio come lui. Un giocatore vincente e straordinario, dentro e fuori dal campo, capace di lasciare un segno in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo durante la sua carriera, 

Una carriera che si è chiusa sabato scorso quasi all'alba dei 55 anni. No, non è un refuso, un errore di scrittura, una cattiva conoscenza dei fatti. La passione di Marcio per il futsal lo ha portato ad onorare il campo e gli allenamenti fino a quasi 55 anni, un record assoluto per la nostra amata disciplina, ma un esempio rarissimo in generale nel mondo dello sport. Dedizione, abnegazione, volontà, mentalità. Tutto e ancora qualcosa in più, perché trovare la forza di continuare a mettersi in discussione non è scontato né tantomeno facile. 

Il suo palmares racconta tanto ma non tutto: 2 Scudetti, una Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane, oltre 250 presenze e 50 gol, e ultima presenza in una gara ufficiale a 54 anni, 11 mesi e 16 giorni. Marcio Brancher è una bandiera per il futsal italiano, ma lo è ancora di più per l'Arzignano. Una maglia che ha ormai veramente cucita sulla pelle, quella che sabato ha salutato quasi tra le lacrime, ma con la semplicità tipica dei grandi uomini. 

Al di là delle scelte che farà da ora in avanti, Marcio rimarrà per sempre icona, esempio, riferimento. E questo è solo un piccolo omaggio per un grande giocatore, un grande uomo, e un pezzo di storia del nostro futsal che decide di appendere le scarpe al chiodo. E NESSUNO più di lui può uscire di scena e dire... "Ho dato tutto, ho ricevuto altrettanto". 

Da appassionati di questo pazzo sport, non possiamo che dirti grazie.