01/06/2025 23:10

La doppietta di Robocop stavolta non basta: una libera di Brunelli mette fuori gioco la Roma 1927

Non si può certo non definire una beffa l’eliminazione della Roma 1927, battuta per 4-3 dal Genzano nella “bella” del quarto di finale che ha confermato di essere il più equilibrato in assoluto del primo turno dei playoff scudetto: a decidere il derby laziale il tiro libero di Brunelli a dieci secondi dalla sirena, accordato da Chiara Perona per un fallo per certi versi anche ingenuo di Murilo Ferreira su De Oliveira. Discussioni animate, cartellini alla panchina romana e poi l’esecuzione del mancino di San Paolo che ha scritto la parola fine sulla stagione della Roma 1927.


Un’uscita di scena amara, inutile negarlo: ribaltato il risultato avverso di metà gara con la doppietta del solito Fortino, tornati avanti con Dimas (naturalmente con la lo zampino di Robocop) la sconfitta s’è concretizzata nei due minuti finali, giocati forse con eccessiva predisposizione difensiva davanti agli attacchi ospiti, atteggiamento che ha probabilmente aiutato la formazione di Marin, comunque spinta in semifinale da un tiro libero che con un pizzico di irruenza in meno da parte di Murilo, qualificazione che si sarebbe potuta giocare nei supplementari e magari scrivendo un finale diverso. Ma evidentemente non doveva andare così.


LA CRONACA - Il match inizia con grandissima intensità, com’è giusto che sia. Dopo una serie di occasioni non esattamente nitide, la prima vera opportunità pericolosa se la procura la Roma 1927, quando al 3’ Dimas prova a punire l’uscita libertina di Di Ponto deviando di petto il rilancio dalle retrovie di Murilo. Non ci mette molto la formazione castellana a rispondere a tono, con Bissoni che saggia i riflessi di Rodriguez. 


I giallorossi tentano di sfondare poi con un Biscossi tarantolato che però non trova fortuna; si accende intanto il talento imprevedibile di Isgrò che costringe i genzanesi a fermarlo come possono. A metà frazione il parziale è ancora inchiodato sullo 0-0, specie perché la Roma 1927 si dimostra più attenta in fase difensiva rispetto alle scorse uscite. Dopo un time-out, Fortino sotto i riflettori per la sua incornata che viene neutralizzata da un attendo Di Ponto, dall’altra parte nuovamente insidioso De Oliveira. 


All’11 brivido per gli uomini di Reali: gli ospiti sfiorano il vantaggio con il missile sparato dall’altezza del tiro libero da Nem che si stampa sulla traversa. In questo frangente, le due squadre faticano a incidere davanti, perdendo in precisione, come quando al 15’ Cutruneo va a colpire scivolando dalla sinistra. Fortino continua a rappresentare la principale ispirazione nelle manovre offensive della squadra di Reali, ma l’imprecisione impedisce ai capitolini di spezzare l’equilibrio del match. Che al tornano a farsi vedere in maniera più incisiva con Avellino che prova a piazzarla di destro.


Tuttavia sono i genzanesi a rompere l’equilibrio, quando Nem al 18’25” punisce l’uscita di Caique Rodriguez con una beffarda palombella. I padroni di casa subiscono il colpo, pochi secondi dopo Biscossi, proprio a danno di Nem, commette il quinto fallo. Sullo scadere del primo tempo c’è la clamorosa traversa di Fortino che colpisce da sottomisura sulla verticalizzazione di Avellino. Ma al riposo la squadra di Marin è avanti 1-0.


Ripresa che parte nel segno della Roma 1927, che nei primi 30” crea due chances con Biscossi, che prima centra il palo da posizione defilata e poi si vede deviare da Bissoni un sinistro destinato nello specchio della porta. Ma all’1’39” Nem scuote la difesa giallorossa con un destro che prende il palo: proteste giallorosse per un fallo di Nem che in effetti aveva controllato la sfera con la parte alta del braccio, fallo non rilevato dai direttori di gara. Ma la Roma 1927 ha un Fortino in più: al 3’17” Robocop, addirittura da terra, spinge in porta la sfera respinta da Di Ponto sulla conclusione ravvicinata di Cutruneo.


Al 5’05” Di Ponto si oppone in angolo alla cannonata di Dimas. Giallo al 5’49”: Fortino insacca il 2-1, ma gli arbitri non convalidano il gol per un fallo subito da Murilo. 6’20”: Di Ponto si oppone all’incursione per vie centrali di Isgrò. Al 7’46” bel taglio di Avellino, Cutruneo arriva in ritardo di un nulla per la deviazione vincente, poi è Isgrò che fa la barba al palo alla destra di Di Ponto. Ma è proprio il portiere castellano a commettere un fallo evidente su Fortino stendendolo in  area: rigore, tra i pali genzanesi va Mammarella che nulla può sul sinistro di Fortino che infila il 2-1 all’8’05” firmando la doppietta personale.


Ancora Biscossi al 9’49” sradica la palla dai piedi di Taborda ma Di Ponto ci mette il piede deviando in angolo. Ma al 10’18” la difesa giallorossa si fa sorprendere da un laterale di Brunelli, palla a Taborda che batte Rodriguez di precisione. Quinto fallo genzanese di Brunelli, che al 10’45” si inventa un colpo di testa sul rinvio di Di Ponto, ma Rodriguez è provvidenziale ripetendosi sulla successiva conclusione da fuori area di Fusari. Ma la Roma 1927 rimette la testa avanti all’11’11”: angolo di Avellino, gran tiro al volo di Fortino, Dimas raccoglie sul secondo palo è gonfia la rete per il 3-2.


13’42”: anticipo netto di Dimas su Nem, il capitano si presenta solo davanti a Di Ponto che intercetta il destro mirato. Al 15’ è Rodriguez che vola sul destro di De Oliveira dal vertice dell’area. Pochi secondi e il portiere giallorosso dice no a Taborda, che a 4’26” dalla fine subisce fallo da parte di Avellino: anche la Roma 1927 al bonus. Calcia la punizione De Oliveira, Rodriguez respinge con il corpo. Taborda quinto di movimento: Marin cerca il tutto per tutto per portare la sfida ai supplementari e ci riesce al 17’13” con Siddi, che indovina un diagonale quasi dalla lunetta del corner: 3-3. 


Dimas si mette in proprio allo scoccare dell’ultimo minuto, ma Di Ponto è pronto alla risposta. Ma a dieci secondi dalla fine accade l’incredibile: Perona punisce con il fallo l’intervento di Murilo su De Oliveira, tiro libero per il Genzano. Ducci tra i pali, Brunelli decide di andare sul dischetto dei dieci metri: l’ex Sala infila l’angolino e chiude la serie decretando un’amarissima eliminazione dei giallorossi.