07/01/2025 16:35
Lo Jesolo ha conquistato la fase regionale della Coppa Italia di Serie C superando il Marco Polo per 6-1. Una vittoria costruita da un gruppo tecnicamente mostruoso, come è stato chiaro a tutti nel corso delle tre partite disputate nella Final Eight di Tombolo, ma anche mentalmente solido. E' stata dopo tutto una finale dall’esito scontato? Terminato il match, direttamente sul parquet della BèlBoté Arena l’abbiamo chiesto “provocatoriamente” all'allenatore dei litoranei Alessandro Peruzzetto.
“No, non era per niente scontata - ci risponde il tecnico; - noi abbiamo fatto bene soprattutto nei primi minuti quando la squadra avversaria ha giocato altrettanto bene; lì è dove siamo riusciti a fare la differenza”.
Ma la differenza nell'arco di questa tre giorni che cosa l'ha fatta nello specifico: magari il portiere di movimento con l’Union Borgo ai quarti, per esempio, dove si era capito di poter arrivare fino in fondo, oppure una determinata mentalità messa in campo in un altro momento della rassegna?
“Sì, direi la mentalità – conferma Peruzzetto, - la mentalità che hanno questi ragazzi, perché anche nella prima partita vinta per 3-1, se c’era una squadra che voleva vincere, quella eravamo noi: i ragazzi hanno cercato di vincerla in tutti i modi e power-play o no, sono riusciti a portarla a casa. Anche nella semifinale abbiamo giocato con il desiderio di giocare bene, di fare gol e di conseguenza vincere la partita. Certamente la qualità dei giocatori ha avuto il suo peso, e non parlerei tanto della qualità nei piedi, quanto invece della qualità nella testa”.
Adesso lo Jesolo punterà anche a vincere il campionato? Mister Peruzzetto preferisce concentrarsi su quelle che sono le immediate priorità del momento.
“La società punta certamente a fare bene, però io, adesso come adesso, devo puntare invece a creare un’identità in questa squadra. Sono arrivato a campionato in corso, prima c’è stato l’ottimo lavoro di mister Baldresca (e se siamo giunti fin qui, in parte è anche merito suo); ci sono stati innesti nuovi, partenze, cambiamenti negli assetti societari, insomma tante cose diverse che adesso mi spingono a dovermi concentrare sulla creazione di un gruppo e sul giocare bene. Non mi sto nascondendo, i fatti sono questi; non sono qui dall’inizio dell’anno, l’obiettivo per me adesso, come detto, è quello di instaurare una filosofia diversa. Poi, per il campionato, ripeto esattamente quello che dicevo alla vigilia della finale di coppa: che vinca il migliore”.
Lorenzo Miotto