19/05/2026 18:36
Dopo una sola stagione in Serie C2 il Città di Norcia ha riconquistato la massima categoria regionale dell’Umbria. Su quali prerogative la squadra nursina ha costruito il percorso che l’ha portata a primeggiare nel girone A davanti al Don Bosco ce lo spiega il presidente Alberto Allegrini.
“Dopo la grande delusione di una retrocessione con una squadra che non lo meritava, quantomeno per valori tecnici, ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di fare un reset parziale. Abbiamo escluso l’idea di chiedere il ripescaggio e abbiamo deciso di ripartire dai nostri veterani, dall’orgoglio di rappresentare la nostra amatissima Norcia e la consapevolezza che il calcio a 5 ha bisogno di realtà come la nostra che partono dai bambini e li formano, facendoli diventare uomini ancor prima che giocatori. Con un pizzico di superbia voglio ricordare che abbiamo in questo momento due giocatori che militano in A2 e tre in B che vengono dal nostro vivaio”.
- E' stato un campionato che si è risolto solamente in volata quello che ha riguardato il girone A della C2 umbra. Quali sono state le capacità che la squadra ha saputo far prevalere sulle rivali per riuscire a ottenere il primato e la conseguente promozione?
“Senza ombra di dubbio il gruppo, composto da ragazzi eccezionali che hanno vinto un campionato nonostante le tantissime difficoltà: basti pensare agli infortuni di Lepore, Salvatori, Funari, Boccolini e, ciliegina sulla torta, nelle ultime gare di campionato di entrambi i portieri Salimbeni e Maurelli. Se non ci fosse stato un gruppo compatto e solido con una grande voglia di riscatto, non saremmo mai riusciti a raggiungere un traguardo così importante”.
La domanda che viene spontaneo porsi è come lo sport, e il futsal in particolare, stiano tenendo alto il nome di una comunità, quella di Norcia, che ha subito pesantemente gli effetti del terremoto di una decina di anni fa. Cosa significa per un presidente come Alberto Allegrini e una società come il Città di Norcia, continuare a portare avanti un progetto sportivo nella consapevolezza delle difficoltà legate a un momento non certo idilliaco dell'economia anche territoriale?
“Questo è il decimo anno nel quale purtroppo resistiamo contro tutto e tutti per andare avanti - è la laconica osservazione del 45enne massimo dirigente nursino, imprenditore turistico nel settore alberghiero, fondatore e presidente della Polisportiva sin dal giorno della sua fondazione avvenuta nel 2010. - Per due anni siamo stati senza palazzetto e ci siamo dovuti allenare anche a cinque, sei gradino sotto lo zero, per tutto l’inverno, perché il nostro palazzetto era inagibile. Ma non abbiamo mai, neanche per un’istante, pensato di mollare, anzi ci siamo ancora di più sentiti responsabili di portare il nome di Norcia sul petto! E nonostante le numerosissime priorità che ci sono in questa terra martoriata, un grandissimo grazie lo dobbiamo alla Protezione Civile che ci ha ridato una ‘casa’ dove allenarci e giocare, alla precedente amministrazione Alemanno che ci ha sostenuto in tutto e per tutto per farci andare avanti e, soprattutto, all’attuale amministrazione Boccanera, che ci ha fatto compiere il salto di qualità cambiando il manto, l’illuminazione e ci ha concesso di realizzare gli spogliatoi”.
- Programmi per il futuro. Una presenza in C1 da consolidare, un settore giovanile da ampliare: sarà il cosidetto passo lungo quanto permette la gamba o ci sono allo studio iniziative per ragionare anche in prospettiva nazionale da qui a qualche anno?
“Il nostro credo non è cambiato in C2 e non cambierà in C1. Vogliamo fare un bel campionato con i nostri ragazzi, tutti di Norcia e dintorni, nessuno dei quali prende un euro ma che lo fa solo per l’orgoglio di portare in nome di Norcia in giro per l’Umbria. I nostri ragazzi di punta avrebbero potuto tranquillamente giocare in Serie B perchè le offerte non sono mancate, ma hanno preferito lottare con noi in C2 e per me questo non ha prezzo. Il settore giovanile rimane il nostro fiore all’occhiello, ci sta dando tantissime soddisfazioni, però su questo il movimento del calcio a 5 deve fare grandissimi passi avanti qui in Umbria. Si deve puntare di più sui giovani! Rispetto a regioni come le Marche, il Lazio, la Lombardia, siamo molto indietro”.