14/12/2023 18:05
Ormai manca veramente poco. Tra quasi 24 ore (calcio d’inizio ore 18.30) l’Italia scenderà in campo alla Hall Tivoli di Lubiana per affrontare la Slovenia nel penultimo atto dell’Elite Round di qualificazione alla prossima edizione del Mondiale, Uzbekistan2024. Gli uomini del ct Max Bellarte dovranno vincere per blindare almeno l’accesso ai playoff e giocarsi poi con la Spagna il primo posto valido per l'approdo diretto in Uzbekistan; insomma, una situazione da cui non si scappa.
Alla viglia di questo importante match, Calcioa5Anteprima ha quindi avuto la possibilità di fare il punto della situazione scambiando due parole con Marcelinho, il bomber dell’Olimpus Roma che tra l’altro, nell’ultima sfida con la Repubblica Ceca, ha evitato una beffarda sconfitta mantenendo alto il morale degli Azzurri.
- Marcelo, in preparazione di partite così decisive, avete lavorato più sull’aspetto tecnico-tattico o su quello mentale?
“Per partite così importanti abbiamo lavorato su tutto, dalla tattica alla tecnica; però secondo me in questo tipo di sfide contano la grinta, la voglia, la motivazione quindi diciamo che dovremo essere pronti sotto tutti gli aspetti”.
- Si è parlato di come la Slovenia sia una squadra rognosa, molto fisica. Questo significa che dovrete prestare più attenzione in quali fasi e situazioni della partita?
“Ci aspetta una gara molto fisica, intensa. Sono sicuro che verranno a pressarci forte, perché questo è il loro stile di gioco: pressione forte sul pallone. Perciò, secondo me, non dobbiamo rischiare niente, anche spazzando via qualche pallone, restando concentrati principalmente in difesa perché secondo la nostra fase offensiva è buona, una delle nostre caratteristiche principali. Se difendiamo bene e forte, non regaliamo niente e troviamo i tre punti”.
- Siccome tutti sono potenzialmente pericolosi ti chiedo invece se c’è nella Slovenia un giocatore che ti piace particolarmente, per caratteristiche tecniche o per attitudine? Insomma, quello che preferiresti avere in squadra piuttosto che contro?
“Per caratteristiche, Hozjan, che gioca alla Sandro Abate, e Totoskovic, che ha giocato a Genova, sono due giocatori molto offensivi che trovano sempre il gol; dovremo stare molto attenti a loro. Poi hanno anche altri giocatori che corrono tanto, che cambiano sempre, alla fine sono sette-otto quelli che scendono in campo; hanno elementi di esperienza e sono una squadra che gioca insieme da tre-quattro anni. Dunque, dovremo essere pronti a tutto, anche se poi ti dirò la verità: alla fine non cambierei nessuno della nostra Nazionale con qualcuno di loro. Noi siamo questi e siamo pronti: siamo la Nazionale giusta per affrontare due sfide importantissimi”.
- In questo gruppo tutti possono essere decisivi; lo è stato Merlim all’esordio con la Slovenia, poi Calderolli con la Repubblica Ceca e infine tu nella seconda sfida appunto con la nazionale boema. Non a caso è stato sottolineato più volte quanto questo gruppo sia unito. Nel vostro caso specifico, quali sono stati gli ingredienti fondamentali o gli step compiuti per diventare così affiatati?
“Secondo me il fattore fondamentale è stata l’umiltà. Da Merlim fino all’ultimo arrivato, sono tutti giocatori umili. Da gente come lo stesso Merlim o come Calderolli che hanno vinto tutto e sono in Nazionale da un decennio, passando per capitan Musumeci, arrivando agli altri, tutti sono umili e pronti ad aiutare, sia quello che gioca un minuto sia quello che ne gioca trenta sia quello che sta in tribuna; a fine partita siamo sempre insieme sperando di festeggiare. Unione, umiltà e lavoro: con queste tre cose i risultati verranno. A volte ci mettiamo un po’ di più, altre volte un po’ di meno, ma la strada è questa ed è giusta”.
Lorenzo Miotto
Foto: FIGC/Getty Images