23/09/2025 00:00
C’è una sola verità che accompagna (e precede) Kazakhstan-Italia di questo pomeriggio: sarà una delle partite più difficili mai sostenute da una nostra Nazionale. Ce ne sono state tantissime in passato che sono state elette al rango di “grandi sfide”: citiamo Italia-Ucraina, finale dell’Europeo di Caserta del 2003; citiamo Italia-Spagna, finale dei Mondiali di Taipei nel 2004; citiamo ancora Italia-Spagna, semifinale dei Mondiali di Rio de Janeiro del 2008; e poi Italia-Russia, finale degli Europei di Anversa del 2014. Ma Kazakhstan-Italia di oggi, che non sarà certo una finale per un titolo di pregio, la vogliamo accostare a questi grandi match perchè rappresenta uno degli esami più importanti che gli Azzurri abbiano potuto sostenere nel corso della storia del calcio a 5 nostrano, non tanto per il significato sportivo che il punteggio di Astana determinerà (partiamo con due risultati su tre a favore nella corsa alla qualificazione alla fase finale di Euro 2026) quanto per il il valore del livello di maturità che la nostra Nazionale dovrà riuscire ad esprimere nei 40’ in assoluto più complicati degli ultimi anni.
Oggi gli uomini di Samperi dovranno dimostrare di essere veramente uomini. Dovranno dimostrare che nell’arena di Astana entreranno 14 combattenti decisi a riscrivere la storia del nostro futsal, al cospetto di un Kazakhstan che fa indubbiamente paura ma il quale, però, avrà tutta la pressione addosso di dover comunque ribaltare il ko di Fasano per portare dalla sua parte l’esito della più assurda delle sfide del barrage prodotta dall’urna di Nyon. Sappiamo bene che davanti a loro i nostri ragazzi avranno dei titani, giocatori di valore mondiale, che non a caso hanno portato la Nazionale kazaka nell’élite del futsal planetario; nell’occasione, poi, Kakà riavrà a disposizione pedine come Douglas Junior, il nostro castigatore di Groningen; Leo Jaraguà e Orazov, uno dal gol facile, che se sommiamo agli Higuita, ai Knaub, agli Edson, ai Tursagulov, ai Yesenamanov trasformano il Kazakhstan in una potenza globale a tutti gli effetti.
Questo lo scenario che si cala davanti ai nostri giocatori. Ma guai pensare che l’esito della sfida di oggi possa essere segnata. La storia anche sportiva è disseminata di tanti Davide che abbattono il Golia di turno e questo lo vogliamo credere: che la squadra di Samperi oggi faccia dell’umiltà e del coraggio le sue armi vincenti, o quanto meno le armi che potranno contrastare un avversario che i ranking mondiale prima ed europeo poi (dove abbiamo recuperato tre posizioni rientrando nella Top Ten), ci pongono di gran lunga avanti a noi. Guai pensare di affrontare il Kazakhstan con il timore di uno sfidante che avrà dalla sua parte tutto il popolo di Astana a fare il tifo per lui; anzi, proprio questa dovrà essere la molla che deve caricare ancora di più capitan Musumeci e tutti gli altri Azzurri, trovare nell’ostilità dell’ambiente che troveranno ad accoglierli, quella carica che può spingerli a cambiare la storia di questa doppia sfida. Crederci è un obbligo e i nostri giocatori lo sanno bene.
I numeri, al di là della storica vittoria di Fasano, la prima in tre confronti con il Kazakhstan, non ci sorridono perchè dicono con evidenza che gli altri due scontri diretti, peraltro giocati in condizioni a dir poco rilevanti (i quarti degli Europei serbi e la terza sfida del girone di qualificazione di Groningen tre anni addietro), sono stati favorevoli ai nostri rivali. Ma Fasano ha segnato una svolta che non va sottovalutata e che deve far pensare in positivo, smentendo anche quegli inopportuni gufi che invece di plaudire il coraggio azzurro in gara-1, hanno preferito risaltare la superiorità espressa dai kazaki finendo quasi per rendere una casualità quella vittoria che ci permetterà, oggi, di presentarci in campo con il vantaggio dalla nostra parte. Che noi dovremo certamente difendere, ma che il Kazakhstan soprattutto dovrà cercare di ribaltare.
Noi ci crediamo (alla faccia anche dei gufi), i nostri portacolori ci credono. Sarà difficile, è la partita più complicata che mai avremmo voluto giocare, ma gli Europei stanno lì che ci aspettano. E noi faremo di tutto, ma veramente di tutto, per andarci. Forza ragazzi… riscrivete la storia!