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31/01/2024 13:03

L'Italfutsal apre il ciclo dei test in Marocco: oggi alle 16 il primo atto. Ma perchè non c'è Tondi?

Inizia alle 16 di questo pomeriggio il “tour” della Nazionale di futsal in Marocco. Fino a domenica 4 febbraio sono in programma ben cinque amichevoli, quattro con  la selezione marocchina e l’ultima, che che appunto chiuderà la settimana nel paese nord-africano, con la Serbia. Sarà il primo appuntamento azzurro del 2024, il primo anche dopo la cocente eliminazione dai Mondiali uzbeki maturata poco più di un mese fa nella disastrosa prestazione di Faenza con la Spagna, che ha seguito di pochi giorni l’altrettanto contraddittoria gara di Lubiana nella quale la Slovenia ci ha rifilato quattro pallini e di fatto ha messo fine alle possibilità di qualificazione (per poi fare harakiri in Repubblica Ceca a, ma questo è solo un elemento di puro contorno). 


Ma sarà soprattutto il primo atto del programma di ricostruzione della rosa che dovrà difendere i colori dell’Italia alle prossime qualificazioni per gli Europei del 2026 che si svolgeranno in Lettonia e Lituania, Main Round che vedrà gli azzurri entrare in scena solamente a fine 2024. Insomma, c’è tutto il tempo per selezionare e lavorare sul nuovo gruppo che Max Bellarte dovrà iniziare a plasmare e ben vengano gli esperimenti che il Ct intende fare già a partire da questa trasferta marocchina, per la quale ha portato con se 25 giocatori e all’interno del cui ciclo di confronti un paio di test interesseranno la fascia proprio prettamente sperimentale, quella che giustifica la chiamata dei tanti giovani che sono stati convocati per questa occasione.


L’importante è lavorare con le idee chiare, facendo opportunamente tesoro degli errori commessi tra Lubiana e Faenza e cercando anche di prestare la massima attenzione a quello che offre oggi il massimo campionato e anche il torneo d’élite, in cui Bellarte ha pescato in proiezione appunto dei test riguardanti l’Italia B, quella che scenderà in campo già questo pomeriggio a Rabat. Ben vengano, insomma, le scelte dei vari Yaghoubian o Gattarelli, ma anche di Schettino, Adornato, Giulii Capponi, Pieri, Lavrendi, Ferretti e Siddi, tutti ragazzi che stanno comunque incidendo in maniera importante nei rispettivi club; un po’ azzardata la chiamata di Grosso dell’Aosta considerando anche i tanti altri giovani in odore di azzurro offerti dai tornei nazionali apicali. Però, ripetiamo, qui non stiamo affatto discutendo le scelte del Ct, al quale spetta il compito di valutare gli elementi più funzionali alle sue necessità anche e soprattutto in sede di sperimentazione, tenendo però sempre presente quelle che sono state le cause che hanno determinato la batosta dell’eliminazione iridata.


Parallelamente nulla da dire riguardo le convocazioni dei giocatori della cosiddetta prima fascia azzurra. Non è partito per il Marocco l'infortunato Etzi; Marcelinho ha preferito restare a casa per i sopraggiunti impegni familiari legati alla terza paternità (a Marcelo, anche se con un po’ di ritardo, le felicitazioni si rito da parte di Calcio a 5 Anteprima), ma non mancano certo le novità, che apprezziamo con particolare soddisfazione: la chiamata di Antonio Molaro del Vinumitaly Petrarca, che nella stagione che lo condurrà sull’altare sta regalando prestazioni al di sopra di ogni attesa e, soprattutto, tanti gol (ben 22, miglior realizzatore dell’A2 Élite), e quella di Leonardo Brunelli, capitano dello Sporting Sala Consilina, stella emergente del futsal italiano che riteniamo senza timore di sbagliare uno dei tre giocatori “non formati” presenti nell’attuale Serie A, più forti dall’alto di una completezza tecnica, tattica, agonistica e mentale praticamente totale.


Un appunto, però, non possiamo non farlo e non ce ne vorrà il Ct, che da queste colonne abbiamo sempre incoraggiato a portare avanti il suo programma di lavoro anche se talvolta abbiamo puntato l’indice su scelte non proprio convincenti, fatte comunque da semplici osservatori. L’argomento è quello dei portieri: al di là della chiamata di Yaghoubian della Fenice e Gattarelli del Lecco per i motivi sopra esposti, e considerando anche la fiducia ormai riposta in Bellobuono del Napoli e Pietrangelo della Came, quale motivo spiega il fatto di aver richiamato Berthod dopo gli eventi dell’Europeo olandese, scomodandolo dalla Spagna dove è andato a giocare (al Jimbee Cartagena)? La nostra Serie A era sprovvista di estremi difensori che fornissero garanzie e meritassero di vivere l’opportunità della maglia azzurra? 


Stiamo parlando (soprassedendo da un certo Mammarella e ci aggiungeremmo anche Molitierno) di Ducci dell’Olimpus, Parisi della Sandro Abate (comunque infortunato), Di Ponto del Genzano, lo stesso Dal Cin della Feldi Eboli, ma soprattutto di Fabio Tondi. Possibile che uno come Tondi, che da anni sta sfoderando prestazioni monumentali (prima tra i pali dell’Aniene, poi tra quelli della L84 dove milita attualmente) non riesca a trovare spazio nemmeno per poter giocare un tempo con la maglia azzurra addosso e dimostrare il suo valore che per noi è probabilmente il più elevato (non ce ne vogliano gli altri, sia ben chiaro) tra tutti i portieri che oggi giocano in Serie A? Francamente non riusciamo a comprenderne il motivo, ma un suggerimento lo vogliamo dare al nostro amico Max: Tondi vale la Nazionale, non perdere l’occasione di concedergli un’opportunità che ha dimostrato di meritarsi sul campo, sfoggiando bravura e una grande professionalità.