13/06/2023 13:50
Guardare la carta d’identità sarebbe l’errore più grande che si potrebbe commettere nel momento in cui si deve valutare la figura di Matias Patricio Lara. Sarebbe troppo riduttivo dire che a 37 anni, l’attaccante argentino, nato a Buenos Aires ma formato italiano, è un giocatore che il suo tempo nel mondo del futsal lo ha fatto: perchè è proprio davanti a un personaggio come Mati Lara che ci si rende conto quanto la professionalità nel lavoro e la serietà nel gestire il proprio quotidiano possano condurre a stare sulla breccia da quasi un ventennio. E sempre ai massimi livelli, con tanto di presenze nella Nazionale maggiore argentina.
Perché Lara, che in Italia è arrivato poco più che quindicenne, la sua carriera l’ha fatta sapendo garantire sul campo tutto quel positivo che accompagnava il suo arrivo in questa o quella società. Lo è stato nei primi anni tra Montesilvano (dove ha debuttato in Serie A a soli 17 anni), Ancora e Porto San Giorgio (era compagno di squadra di Maxi Rescia), ha continuato a far fruttare una striscia di accrediti favorevoli nelle esperienze successive al Caos, Potenza e Latina, con nel mezzo la stagione al Futsal Isola che approdò in Serie A. Il ritorno a Pescara, condito dalla conquista della Coppa Italia e della Supercoppa nel 2015, fece da trampolino di lancio verso la Luparense regina d’Italia, con cui conquistò lo scudetto nella stagione 2016/2017: un biennio in Veneto prima di optare per Ortona e sbarcare a Genzano. Con il Lido di Ostia la corsa verso la serie A si è chiusa in maniera decisamente amara, motivo in più per cercare un’altra opportunità per dimostrare che Mati Lara, al nostro futsal, può ancora dare molto.
Anche se la carta d’identità non è più verde: ma il fisico c’è, la testa idem, la voglia è rimasta quella di quel Mati che nel 2002 lasciava l’Argentina per cercare fortuna in Italia. Che lo ha eletto figlio adottivo e che spera di continuare a vederlo giocare ancora per tanti anni. Di sicuro i pretendenti non mancano: priorità al Lido di Ostia, com’è giusto che sia, ma le tentazioni di Mati sono veramente tante…