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18/10/2024 18:15

L'Altovicentino è ripartito da Michele Ferraro: "Siamo un cantiere aperto, ma c'è tanto entusiasmo"

Dopo la retrocessione dalla Serie A2 Elite, in casa Altovicentino ci si è rimboccati le maniche, avviando subito con entusiasmo un nuovo progetto sportivo che possa dare i suoi frutti in questa stagione di A2. A raccontarcelo è stato l'allenatore della formazione berica Michele Ferraro, che in estate ha rilevato la panchina appartenuta nell'annata precedente a Marco Boschetto prima e al player-manager Yuri Bacoli poi. Con Ferraro abbiamo fatto una panoramica su quello che il nuovo corso dell'Altovicentino, per poi analizzare naturalmente questo avvio di campionato che ha visto la squadra rossazzurra cadere sul campo emiliano dell'Olimpia Regium sette giorni fa e che la vedrà invece domani impegnata in casa contro i lombardi del Videoton, per la seconda giornata del girone A.

- All'Altovicentino si sta costruendo un nuovo ciclo. L'estate scorsa l'addio di Valter Ferraro, poi sostituito da Marco Boschetto e infine da Yuri Bacoli. Quest'estate i saluti di Pedrinho e di tanti altri protagonisti: in tutto questo, mister, quali sono le tue sensazioni per questa nuova stagione e le responsabilità che hai nel progetto? 

 "Da quest'anno ti confermo che per volere mio, avallato dalla società che ringrazio perché mi ha messo a disposizione qualsiasi mia richiesta, si è deciso di cambiare sia a livello societario, con l'arrivo del team menager Tedeschi Riccardo, sia di staff tanto che è rimasto solo il preparatore dei portieri Michele Trafico, sia di giocatori: infatti abbiamo solo quattro elementi in rosa della passata stagione. L'aspetto organizzativo tramite il direttore generale Pasquariello, il ds Apolloni, il presidente Tomasi, il vice Lobba e tutta la dirigenza è al top, quindi questo ci ha permesso di lavorare tanto e bene in queste settimane. Certo, definisco il nostro progetto un "cantiere aperto" e c'è tantissimo lavoro da fare avendo cambiato così tanto, soprattutto dopo aver preso quasi tutti giocatori che vivono questo sport come una passione e non come un lavoro; questo per me è fondamentale dato che questa è una disciplina non ancora riconosciuta in tal senso". 

- Venite da una sconfitta su un campo ostico come Reggio Emilia. Con quali buoni propositi vi avvicinate invece ora alla prima casalinga con il Videoton? 

"A Reggio abbiamo disputato un ottimo primo tempo dove eravamo addirittura in vantaggio di due gol. Poi sono venute fuori la forza, l'esperienza e la compattezza dell'Olimpia Regium che obbiettivamente ha meritato la vittoria.  Noi dal canto nostro abbiamo tratto molte cose positive e ovviamente abbiamo cercato di sistemare le cose che non sono andate bene, anche in vista del Videoton che onestamente non conosciamo. Lo spirito del nostro gruppo però è quello di affrontare ogni partita guardando prima a noi stessi e al nostro lavoro, poi agli avversari. Questo cambiamento iniziale ha portato tanto entusiasmo e una nuova mentalità; la sconfitta di sabato non ha scalfito nulla in questo lato: sappiamo tutti infatti che il nostro obbiettivo è la salvezza e lotteremo con tutte le nostre forze per ottenerla".


Lorenzo Miotto