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06/10/2023 21:55

Calderolli al cubo scaccia le streghe: l'Italia piega (6-5) la Repubblica Ceca. E l'11 si replica

Al PalaErcole di Policoro va in scena uno show assoluto che rappresenta l’ennesimo grande spot per il futsal: l’Italia, in occasione della terza giornata dell’Elite Round per la qualificazione ai Mondiali uzbeki del 2024, conquista una preziosa vittoria per 6-5 contro la Repubblica Ceca grazie alla rete Calderolli a 10” dalla fine. Certo, è stato un match all’insegna della sofferenza per gli Azzurri, con alcune situazioni sfortunate o gestite in maniera imperfetta, ma gli uomini di Bellarte non hanno mai mollato per un secondo, nemmeno nei momenti più difficili, come dopo l’avvio shock che ha portato al 2-0 ceco o la rete beffarda del 5-4 boemo a 4’ dalla fine. E intanto la Spagna rallenta in Slovenia dove le Furie Rosse pareggiano 1-1 con i ragazzi di Horvat; ora gli iberici sono a una sola distanza dagli Azzurri. Azzurri che mercoledì 11 saranno nuovamente in campo, sempre contro la Repubblica Ceca, ma a Plzeň, per la quarta giornata del girone.

LA CRONACA – Bellarte opta per il quintetto base già visto in Spagna con Pietrangelo tra i pali alle spalle di Musumeci, Donin, Motta e Merlim. Dopo una quarantina di secondi ci prova lo stesso Gabriel Motta in contropiede. Al 2’24” però Pavel Drodz manda in vantaggio la Repubblica Ceca ribattendo in rete la respinta di Pietrangelo su conclusione ravvicinata del fratello David Drodz. L’Italia cerca immediatamente una reazione con Donin che in profondità viene anticipato da Vahala; al 5’ poi si accende una serpentina di Musumeci a tagliare in diagonale il campo sfruttando lo spazio creato dai movimenti di De Matos, ma l’iniziativa del capitano della Nazioanale, si esaurisce in rimessa laterale.

A 5’22” Slovacek chiude il triangolo con Pavel Drodz portando sul 2-0 la formazione ospite; lo stesso Drodz poco dopo si vede negare la personale doppietta dalla chiusura di Pietrangelo. Poco dopo il time-out, la Repubblica Ceca con grande personalità inserisce Seidler come quinto di movimento per una manciata di secondi, finché gli Azzurri non recuperano il possesso del pallone. All’8’ l’Italia accorcia le distanze con Fabricio Calderolli che tutto solo ribatte in porta la rimessa laterale di Motta. Sulle ali dell’entusiasmo Merlim prova la conclusione potente dalla distanza in contropiede. Il pareggio italiano finalmente arriva a 7’45” quando Gabriel Motta da due passi intercetta il missile dello stesso Merlim sganciato dalla fascia sinistra. L’asso dello Sporting Lisbona poi prova a crearsi una nuova opportunità, ma senza fortuna. A 10’44” giallo per Donin che spende il fallo tecnico fermando la ripartenza di Drodz.

Poco dopo però, a 10’57” arriva il pareggio boemo di Zaruba che devia in rete la volée di Pavel Drodz. Al volo su corner ci prova anche Lo Cicero ma il suo tentativo finisce diversi metri sopra la traversa. Musumeci incontra ancora la resistenza di Vahala che a 14’12” si ripete dicendo no alla conclusione da distanza ravvicinata di Musumeci. A 15’29” Pietrangelo devia il tiro sporco centrale di Drodz che si divora il gol del 4-2. A 16’28” pareggio azzurro a firma di Isgrò dopo una bellissima azione: il talento siciliano classe 2002 fintando il tiro sterza eludendo l’intervento di Pavel Drodz e bucando il muro innalzato da Vahala. A 17’09” giocata da urlo di Calderolli che in rovesciata porta in avanti l’Italia per la prima volta nel match; il pallone scheggia il palo, rimbalza su Vahala, ma il gol è tutto di Fabricio. A questo punto Neumann gioca ancora la carta del quinto di movimento, questa volta optando per Slovacek. A 30 secondi dalla fine nuovo tentativo di Calderolli che dalla fascia tira, ma Vahala si dimostra ancora attento.

Trascorrono due minuti dall’inizio della ripresa quando Motta, cercando di raggiungere un pallone in allungo, forse si stira ed esce per verificare le proprie condizioni. Una volta rientrato in campo, è proprio del giocatore in forza al Cartagena la prima occasione davvero pericolosa del secondo tempo con un tiro che finisce sopra la traversa. Al 7’ la Repubblica Ceca prova ad accendere il match con l’inserimento di Holy come quinto di movimento: la mossa paga perché lo stesso numero 13 si sgancia dalla marcatura e una volta servito sulla fascia serve con un cioccolatino Vnuk che da solo davanti a Pietrangelo non può sbagliare, firmando la marcatura del 4-4.

La reazione dell’Italia è affidata ancora a Musumeci, ma il tiro del giocatore della Meta Catania sugli sviluppi di un corner spedisce la palla sul fondo. A questo punto ci prova De Matos in ripartenza, ma Vahala è sempre attento. Lo stesso Cainan poi si sacrifica con una super-chiusura ai danni di Zaruba che si era involato verso la porta degli Azzurri. Quando mancano circa 9 minuti e mezzo Holy scende ancora in campo per il power-play ceco, riproposto ogni volta che la formazione di Neumann ritrova il possesso del pallone. La mossa dei boemi, infatti, regala nuovi brividi al pubblico di Policoro, ma Pietrangelo fa buona guardia. Al 14’ anche Bellarte punta sul quinto di movimento con Pietrangelo sostituito da Merlim

A 14’43” proprio Merlim scheggia la traversa, la sfera viene successivamente scaraventata dai cechi in avanti, ma Pietrangelo rientrato temporaneamente in campo blocca, accendendo la ripartenza; tuttavia, il nuovo tentativo di Isgrò trova l’opposizione perentoria della retroguardia ceca. A 15’10” De Matos non riesce a capitalizzare il passaggio potente del gioiellino dell’Olimpus Roma. A 16’06” però l’Italia viene letteralmente beffata: gli Azzurri costruiscono con il power-play un’iniziativa pericolosissima a cui manca solo il marchio del gol, ma quando Zaruba si ritrova poi il pallone tra i piedi lo scaraventa di prima in avanti insaccando a porta vuota dalla lunga distanza.

A 16’41” Motta, tuttavia, ristabilisce l’equilibrio del punteggio: a seguito della respinta della Repubblica Ceca su un’iniziativa dell’Italia con il power-play, Gabrile di prima spedisce la sfera in rete con tracciante violentissimo. I boemi allora controbattono subito con Holy, nuovamente dentro come portiere di movimento; in sostanza comincia un botta e risposta tra le due nazionali che alternano il power-play per cercare di piegare l’avversario. Un giro di lancette separa il match dalla sirena finale: Calderolli tenta a porta vuota, Pietrangelo si supera sull’azione successiva. A 10” secondi dalla fine infine l’apoteosi: Calderolli fa esplodere il PalaErcole, servito da Merlim in un contropiede contorto e contratto, riuscendo a piegare le resistenze di un Vahala da applausi.

Lorenzo Miotto