31/01/2026 23:00
E' vigilia di Italia-Spagna, ultimo quarto di finale di Euro2026 che si giocherà domenica sera alle 19.30 alla Stožice Arena di Lubiana. Direttamente dal ritiro della Nazionale azzurra, i nostri microni hanno intercettato a meno di 24 ore dall'incontro con la "Roja" le sensazioni ed emozioni di Michele Podda. Con il laterale sardo non c'è stato solo modo di analizzare quella che potrà essere la partita di questo weekend, ma anche di soffermarsi sul suo percorso che l'ha portato a essere chiamato dal ct Salvo Samperi in extremis, dopo la rinuncia per infortunio di Venancio.
- Michele, sei arrivato a questa fase finale all’ultimo secondo. Hai fatto la preparazione tra i preconvocati, però quanto è stato difficile aggregarti al gruppo ed essere subito pronto?
“Aggregarsi all’ultimo al gruppo non è stato un problema - ci spiega il classe 2000 in forza alla Meta Catania (in foto Michele affiancato dai compagni di club Giovanni Pulvirenti e Carmelo Musumeci, - è un gruppo con cui fortunatamente avevo già lavorato tante volte, un gruppo che cerca sempre di mettere a loro agio tutti, specialmente noi più giovani, che siamo un po’ i figli di tutti, quindi da questo punto di vista, ripeto, non ho avuto problemi. Sono arrivato, è vero, in maniera un po’ atipica, quando forse non me l’aspettavo più, però da quando ho saputo la notizia ho contato i minuti per poter raggiungere la squadra, quindi sono felicissimo che sia andata in questo modo”.
- Per questo arrivo all'ultimo non hai giocato la prima partita, nella seconda hai giocato un po’ di più e nella terza sei stato a lungo in campo, specie nel secondo tempo. Ti senti in crescita e al centro del progetto della Nazionale in questo momento?
“Mi aspettavo che potesse andare in questo modo, probabilmente è anche giusto che sia così per quello che abbiamo detto: ho raggiunto più tardi il gruppo e ho perso diversi giorni di lavoro. Penso, che a parte qualche giocatore più esperto, non ci sia un giocatore nello specifico al centro dell’attenzione; la forza è proprio la squadra, tutti stiamo avendo un buon minutaggio e spero di essere protagonista più in futuro, quando anch’io magari riuscirò ad avere più esperienza, questo sicuramente: è quello che mi auguro e quello per cui lavoro. Per ora sono qui per cercare in tutti i modi, che sia in campo o fuori, di aiutare la squadra, che è stata la mia idea da quando ho ricevuto la chiamata, e di godermi al massimo questa competizione”.
- Sei arrivato sui palcoscenici maggiori con la Leonardo, poi la L84 e infine i successi con la Meta Catania. Ti chiedo: guardandoti indietro ti aspettavi un percorso simile?
“Sinceramente no. Ogni volta che mi fermo a pensarci, onestamente ne resto anche un po’ stupito. Tuttora sono sicuro che nei giorni in cui sono stato finora qui mi sia capitato più volte di non realizzare quanto fosse importante il tipo di competizione a cui stavo partecipando e quanto fosse difficile arrivarci, però penso di non realizzarlo ora, neanche in minima parte. Sinceramente tuttavia, non ci penso tanto perché una cosa che ho sempre notato è che mi è venuto tutto molto spontaneo: sono uscito dalla Sardegna senza pensarci troppo, l’estate in cui sono passato alla Meta Catania non ci ho pensato troppo. Ho avuto la fortuna di fare le scelte giuste che è una cosa importantissima; chiaramente mi auguro che il lavoro che svolgo quotidianamente possa permettermi di fare altre scelte giuste”.
- Domani c’è la Spagna; come si affronta una partita del genere e che cosa serve per giocarsela fino alla fine?
“Sicuramente dovremo rispettarli, ma avere tantissima fiducia nei nostri mezzi. Credo che abbiamo tutte le carte in regola per poterli mettere in difficoltà. Sarà importante regalare il meno possibile, perché sono una squadra esperta e letale, molto cinica, con cui puoi permetterti pochi errori gravi. Però ripeto, credo che abbiamo tutte le carte in regola per poterli mettere in difficoltà, sempre cercando di stare in partita, perché alla fine lo sappiamo: finché stai in partita, poi questo sport si decide nei dettagli, quindi avremo speranze fino alla fine. Secondo me è una gara in cui loro comunque partono favoriti, dunque noi non abbiamo niente da perdere e possiamo giocarci tutte le nostre carte”.
Fabio Neroni