11/03/2025 09:59
Dovrà giocare apertamente in contrasto con una delle regole del pallone l’Italfutsal stasera nella gara contro Malta. Quel “primo, non prenderle”, dovrà assolutamente trasformarsi in un “primo, bisogna darle”, perchè a scanso di equivoci, visto che potrebbero sussistere le condizioni che il Gruppo 2 si possa risolvere con la differenza reti, allora meglio… prevenire piuttosto che curare.
E la prevenzione passa attraverso una doverosa goleada a discapito di Malta, che abbiamo già battuto mercoledì scorso per 11-1 ma contro la quale non possiamo restare a fare calcoli e tutta quella caterva di gol che sono rimasti appuntati sul nostro taccuino alla voce “occasioni sprecate” vanno tradotti in numeri che magari, il 16 aprile prossimo, quando arriveremo alla resa dei conti, potrebbero anche non servire. Ma meglio intanto pararsi la schiena.
In vista di Malta-Italia di questa sera, quarto appuntamento con il cammino azzurro verso Euro 2026, riprendiamo quanto abbiamo sostenuto in sede di presentazione della gara di Reggio Emilia: serve solo vincere e segnare più tanto che si può, perchè per convincere non sarà certo - con tutto il rispetto possibile - la prestazione con goleada contro gli isolani a dare le indicazioni sufficienti per tastare il polso alla condizione della squadra di Samperi.
Di sicuro, restando in tema di andanti, vincere aiuta a vincere ma, nel caso dell’Italfutsal, serve vincere tanto a poco perchè dopo l’11 aprile, quando affronteremo a Gzira la Bielorussia, per caso la classifica dovesse restare immutata, ricordiamoci che il 16, mentre noi affronteremo la Finlandia, la Bielorussia chiuderà il suo percorso proprio contro Malta. E siamo certi che se servirà vincere con tanti gol di scarto Selyuk e compagnia non si metteranno di certo a farsene un problema.
Samperi sa bene che stasera non conta altro e che per gli esperimenti per l’Europeo baltico ci sarà tempo e modo da dopo la metà di aprile. Pensiamo al sodo, ossia rendere il più ampio possibile il differenziale dei gol con la Bielorussia. Fermo restando che l’11 aprile, a Gzira, facciamo secchi i nostri contendenti e tutto quello che abbiamo detto finora resterà solo una chiacchiera teorica.
Ma intanto oggi è la teoria che conta. Perchè in fin dei conti, la simpatia per Malta c’è tutta, ma quando bisogna fare i duri le simpatie contano fino a un certo punto. Per cui... mano al pallottoliere.