25/03/2021 11:30
“Anche se oramai era dato
quasi per scontato, visto l’evolversi della situazione – fanno sapere dal
quartier generale del G.S. Casaluce C5 - oggi, con un comunicato ufficiale, la
FIGC, ha messo definitivamente la parola fine a tutte le competizioni sportive
della stagione in corso eccezion fatta per quelle riconosciute dal CONI di
preminente interesse nazionale, annullando altresì, anche tutte le classifiche.
“Ebbene – dichiara il presidente del Casaluce, Salvatore Fusco a nome e per conto della società – siamo delusi, amareggiati ed ovviamente anche tanto arrabbiati, per una decisione che reputiamo molto tardiva, dannosa, penalizzante, iniqua e discriminatoria. Speravamo fino all’ultimo di poter riprendere le attività, eravamo molto fiduciosi, ed invece siamo costretti a prendere atto del totale fallimento di chi invece avrebbe potuto e dovuto evitare che ciò accadesse, di chi avrebbe potuto e dovuto tutelare e perorare la causa di tante società, come la nostra, che in questi mesi e almeno fino a 15 giorni fa, si è adoperata per non farsi trovare impreparata ad una eventuale ripartenza, sostenendo ingenti costi di gestione, impegnandosi con numerosi sponsor e sostenitori, e dedicando tempo e lavoro sottratto non solo a noi stessi ma anche alle nostre famiglie, ed oggi, questo è il risultato, questa è la considerazione che hanno avuto nei nostri confronti tutti coloro che ci rappresentano. Serviamo solo a fare numero, a pagare costi di iscrizione e quant’altro, e a rappresentare un bacino di voti sicuro in occasione dei vari rinnovi dei consigli direttivi della LND.
In tutto questo ci saranno sicuramente delle
responsabilità da parte di più di qualcuno nella lunga filiera degli incarichi
che ci rappresentano, perché non pensiamo sia dovuto solo alla pandemia o alle
decisioni del Governo, altrimenti, se stop doveva esserci, doveva essere per
tutti, e non fare figli e figliastri. Riteniamo che il format adottato per la
C1 e lo stesso protocollo anti-covid potevano essere benissimo applicati anche
per la nostra categoria alle stesse condizioni, in quanto non vediamo
sostanziali differenze tra una società di Serie C1 e una di C2 se non quella di
categoria, ma oramai la frittata è bella che fatta. Speriamo solo che chi di
dovere, a questo punto, prenda atto del grave danno arrecatoci e faccia seguire
al comunicato della FIGC gli adeguati ed opportuni provvedimenti del caso, che
vadano a rimediare il torto subito, altrimenti, valuteremo l’ipotesi di far
valere le nostre ragioni nelle sedi opportune, perché non siamo gli zimbelli
di nessuno ma soprattutto, perché il diritto allo sport non deve essere visto
come un privilegio per soli pochi ma un diritto di tutti”.
Ufficio Stampa