breaking news
  • 18/04/2026 22:05 Serie C1 Sardegna, colpaccio della Ichnos: vince a Cagliari la finale playoff con il Cus (2-0) e si qualifica per la fase nazionale
  • 18/04/2026 21:54 Serie C1 Lazio, nella finale dei playoff la Pro Calcio Cecchina si impone per 4-3 sulla Forte Colleferro e accede alla fase nazionale
  • 18/04/2026 20:11 Serie C1 Puglia, impresa del Real Molfetta nella finale dei playoff: 3-2 in casa del Cassano delle Murge, ora c'è la fase nazionale
  • 18/04/2026 20:07 Serie C1 Molise, il Torremaggiore non si presenta alla finale dei playoff! La DV Venafro accede alla fase nazionale delle seconde
  • 18/04/2026 20:07 Serie C1 Sicilia, alla Clamar Akragas il titolo regionale: nella finale di Acireale battuto il Ferla con il risultato di 6-3
  • 18/04/2026 16:58 Serie C1 Umbria: il Rivo Subasio batte per 8-6 il San Martino nella finale dei playoff e accede alle finali nazionali delle seconde
  • 18/04/2026 00:39 Serie C1 Toscana, finale playoff: Vigor Fucecchio-Virtus Poggibonsi 5-5 d.t.s. Vigor qualificata alla fase nazionale delle seconde

30/07/2023 13:22

Il premio 5Stars Futsal lo conferma: la Riforma non ha prodotto gli effetti attesi per il movimento

La pubblicazione da parte della Divisione Calcio a 5 dei risultati della votazione per eleggere i migliori giocatori del campionato di Serie A maschile (ma anche di quello femminile) dell’ultima stagione, ha fatto sorgere l'ennesimo dubbio su quella che per noi è stato un flop: la Riforma sull'impiego dei calciatori formati. Un flop confermato non solo dai dati di queste votazioni, alle quali hanno partecipato addetti ai lavori e giornalisti della stampa specializzata, ma anche dai riscontri di un #futsalmercato dove, se da un lato si percepiscono chiaramente le difficoltà dei club a impostare squadre di alto livello come quelle in campo fino al 30 giugno dello scorso anno a causa proprio della scarsa reperibilità di giocatori italiani e "formati" di valore destinati a invertire le proporzioni sulle scelte tecniche auspicate dalla Riforma Bergamini; dall'altro si evidenziano costi sostanzialmente invariati legati alla 'giusta' interpretazione delle nuove regole da parte di quei giocatori indigeni che hanno logicamente afferrato al balzo l'occasione di dare una concreta svolta economica alle proprie carriere.

Ma cosa dicono, nella sostanza, i risultati del premio 5Stars Futsal? Che i migliori giocatori, quelli sui quali sono convertite le maggior parte delle preferenze di chi è stato chiamato a esprimere il suo giudizio, sono tutti di estrazione brasiliana. Con la sola eccezione (definiamola così) di Carlos Dal Cin, portiere della Feldi Eboli campione d'Italia, che è "formato". Miglior centrale Venancio Cini Baldasso sempre della Feldi, migliori laterali l'altro ebolitano Fabricio Calderolli e Leandro Cuzzolino della L84, Marcelinho proclamato miglior pivot. E in campo femminile la sostanza delle cose non cambia. E gli italiani dove stanno?

Una domanda che sorge più che mai spontanea: se l'unico giocatore beneficiario della riforma, ossia Dal Cin, è stato eletto miglior portiere in un ruolo dove la totalità di estremi difensori della massima serie rientra in questa voce, non vedere in questo quintetto di vincenti il capitano della Nazionale azzurra Carmelo Musumeci, tanto per citare quello che è il giocatore più rappresentativo prodotto dalla nostra cantera, la dice lunga di quanto i giocatori "non formati" continuino ad impattare sulla gestione tecnica di un campionato dove l'effetto-riforma, oggi, non sta producendo il benché minimo vantaggio. 

E ci basta andare a raccogliere i dati statistico-anagrafici dei giovani che proprio la Riforma avrebbe dovuto catapultare ai fasti della popolarità sportiva, per renderci conto che, esclusi i nomi dei soliti noti che viaggiano ormai a cavallo dei 30 anni, i ragazzi della fascia Under 19 mandati in campo con l'auspicio che potessero già far sentire il loro peso si contano (se ci arrivano…) sulle dita di una mano. Anzi, se proprio la vogliamo dire tutta, se c'è un giovane che più di ogni altro rappresentante dell'ultima generazione ha saputo imporsi nelle scelte del proprio allenatore, non facciamo alcuna difficoltà a citare Anthony Isgrò, che è comunque un classe 2002, il solo calciatore che è emerso dall'Under 19 dimostrando con i fatti di poter già fare la differenza non solo in Serie A ma anche in Nazionale maggiore.

La cosa che poi fa maggiormente sorridere è la valutazione superficiale che viene data sul campionato di Serie A: adesso, grazie alla Riforma, c'è più equilibrio. Ma certo che c'è più equilibrio! Nei quintetti di partenza, però, visto che quasi tutte le squadre partono sistematicamente coi quattro "non formati" di movimento che di fatto permettono di esprimere un tasso di competitività piuttosto omogeneo. Il problema sta poi nelle rotazioni: è li che la differenza la fanno gli italiani o "formati" di maggior qualità, finendo per far prevalere quei club che dispongono di budget più consistenti e quindi possono presentarsi al tavolo delle contrattazioni con maggior possibilità di successo nelle scelte rispetto a quelli più parsimoniosi. 

Ma ricordiamoci anche un altro aspetto, che molti addetti ai lavori probabilmente avranno fatto scivolare in secondo piano. Nella prossima stagione, la Serie A perderà un ulteriore atleta "non formato": il piano di ridimensionamento originario prevedeva lo scalare progressivo fino a schierare nove giocatori "formati", obiettivo che si raggiungerà nella stagione 2024/2025, in cui assisteremo al definitivo collassamento del campionato di vertice del nostro movimento, privato di altri giocatori di qualità (ricordiamo che al momento del varo della Riforma i "non formati" utilizzabili erano 7, considerando le liste da 14, mentre l'anno prossimo saranno solamente 3!) a fronte dell'innesto di novità che ridurranno ulteriormente le capacità della nostra Serie A, anche nel raffronto con le altre realtà continentali.

In autunno avremo le prime riprove al nostro grido d'allarme, in campo internazionale, tanto nella Champions con la Feldi Eboli (ma fortunatamente il Main Round appare accessibile per la squadra di Samperi) quanto nell'Elite Round delle qualificazioni mondiali, in cui gli azzurri andranno a confrontarsi con la Spagna (che non battiamo da una vita), la Slovenia (nostra bestia nera) e la Repubblica Ceca (che non è certo l'avversario più docile del ranking). Avremo la possibilità di mettere dentro Merlim e Motta, i nostri giocatori di punta a livello mondiale (chiaramente anche loro brasiliani di origine, tra l'altro militanti in Portogallo e Spagna), ma con tutto ciò non siamo affatto tranquilli. Speriamo che almeno il campo ci possa contraddire…