breaking news
  • 18/04/2026 22:05 Serie C1 Sardegna, colpaccio della Ichnos: vince a Cagliari la finale playoff con il Cus (2-0) e si qualifica per la fase nazionale
  • 18/04/2026 21:54 Serie C1 Lazio, nella finale dei playoff la Pro Calcio Cecchina si impone per 4-3 sulla Forte Colleferro e accede alla fase nazionale
  • 18/04/2026 20:11 Serie C1 Puglia, impresa del Real Molfetta nella finale dei playoff: 3-2 in casa del Cassano delle Murge, ora c'è la fase nazionale
  • 18/04/2026 20:07 Serie C1 Molise, il Torremaggiore non si presenta alla finale dei playoff! La DV Venafro accede alla fase nazionale delle seconde
  • 18/04/2026 20:07 Serie C1 Sicilia, alla Clamar Akragas il titolo regionale: nella finale di Acireale battuto il Ferla con il risultato di 6-3
  • 18/04/2026 16:58 Serie C1 Umbria: il Rivo Subasio batte per 8-6 il San Martino nella finale dei playoff e accede alle finali nazionali delle seconde
  • 18/04/2026 00:39 Serie C1 Toscana, finale playoff: Vigor Fucecchio-Virtus Poggibonsi 5-5 d.t.s. Vigor qualificata alla fase nazionale delle seconde

29/02/2024 11:32

Il nostro futsal ha bisogno di progetti certi e regole che lo valorizzino: ecco il nostro decalogo

La prima riflessione, secca, che viene da fare dopo aver letto con attenzione il testo del comunicato diffuso dalla Divisione Calcio a 5 a seguito del Consiglio Direttivo di ieri, è quella che, mai come oggi, ci rendiamo conto che questa disciplina ha assoluta necessità di tornare indietro nel tempo per riappropriarsi di quelle regole che avevano permesso al nostro futsal non solo di regalare emozioni e spettacolo sui campi a tutti i livelli nazionali, ma anche di poter competere a livello internazionale alla pari delle grandi rappresentanti del pallone a rimbalzo controllato. 


Siamo in presenza di determinazioni che, detto nella totale franchezza, riteniamo del tutto inutili se mirate a valorizzare e sviluppare il futsal sul piano dell’italianità e, di conseguenza, della crescita dei nostri giovani: le persone che oggi governano questo sport non si sono ancora rese conto che la strada che è stata imboccata non è quella che porterà il nostro calcio a cinque a vivere una nuova fase di brillantezza, ma esattamente l’opposto, perchè invece di favorire l’innalzamento qualitativo delle competizioni e offrire dei banchi di prova che conclamino le capacità dei giovani in rampa di lancio, disponendo l’obbligo di inserire in lista due giocatori Under 23, ne faciliterà l’ulteriore ridimensionamento.


Abbiamo letto un passaggio a dir poco imbarazzante nel testo del comunicato della Divisione: “…evidenziando il grande lavoro svolto dalle società nel seguire la direzione tracciata dalla riforma rispetto all’impiego dei giovani, certificato dai numeri sull’età media delle distinte gara analizzati durante la seduta”. E poi “…Preso atto degli ottimi risultati raggiunti…”. Grande lavoro? Ottimi risultati? Non abbiamo parole! Si parla di dati sui giocatori messi in lista: perchè non si specifica chi ha effettivamente giocato? Perchè non si specificano i minuti che avrebbero prodotto questi numeri ma relativi a chi realmente ha calcato il campo di gioco e per quanto tempo? Eppure gli strumenti ci sarebbero visto che sul sito istituzionale non passa settimana che si snocciolano dati anche sugli aspetti meno significativi di una partita (di Serie A, ovvio).


Ma i governanti di viale Tiziano sono veramente sicuri di quello che affermano davanti al crollo di competitività che sta vivendo il futsal nazionale? Ma si sono resi conto che il futsal italiano si aiuta non con una politica di apparente valorizzazione del prodotto indigeno, che è esattamente quanto ha fatto la riforma, ma con un progetto di totale ridefinizione del percorso formativo? Ossia un percorso che parte dall’attività di base e si completa con l’introduzione nel sistema agonistico giovanile di una categoria che permetta concretamente alle società di disporre di giocatori che siano in grado di essere immessi subito nelle prime squadre e in grado di poter dare il proprio contributo immediato invece di limitarsi al ruolo di scalda panchine? Perchè questo è quello che accade nella stragrande maggioranza dei casi.


L’istituzione si è resa conto che il futsal non interessa a nessuno se non si attua un progetto che deve partire dalla realizzazione di un programma di base che sin dalla scuola calcio consideri il futsal elemento formativo di ogni futuro calciatore? Perchè in effetti è così, visto che l’attività di Primi Calci e Pulcini si svolge su campi di dimensioni ridotte, prima che vengano aumentati numeri di partecipanti al gioco e delle stesse ampiezze, che avviene normalmente nella categoria Esordienti indirizzando definitivamente i giovani calciatori in quelle successive in cui il preagonismo lascia il campo all’agonismo. 


E invece di intervenire alla base, cercando a livello istituzionale di introdurre quelle disposizioni che portino le società di calcio a fare del futsal le fondamenta dell’istruzione dei propri giovani, si preferisce disporre (o imporre?) alle società, chiaramente del nazionale, l’inserimento di due giocatori in fascia Under 23 che, ribadiamo, avranno un impatto di gioco estremamente relativo se non in quei casi in cui ci si trova davanti a elementi (pochi) di qualità. Ma chi ha previsto l’introduzione di questa norma lo ha fatto per rimediare alle batoste che la Nazionale “sperimentale” ha rimediato recentemente con il Marocco Under 23?


Come se non fosse bastato l’esperimento della Coppa della Divisione, che ha messo chiaramente a nudo i limiti della filiera giovanile manifestando al contempo quanto basso sia stato il livello dell’impatto degli Under 23 soprattutto nei club dei campionati apicali, visto che delle società di Serie A è rimasta in corsa solamente l’Olimpus (che ha investito nello specifico) e le altre semifinaliste - Lecco, Cioli Ariccia e Regalbuto - sono tra i pochissimi club che notoriamente hanno fatto dell’attività giovanile un punto di forza. Ricordiamo, per chi se lo fosse dimenticato, che il Regalbuto e la Cioli Ariccia hanno vinto lo scudetto Under 19 nelle stagioni 2020/2021 e 2021/2022. 


Se l’intento era quello di permettere alle società minori di entrare in competizione con i club di Serie A non c’era bisogno certo di dedicare la Coppa della Divisione agli Under 23 visto che quasi tutte le società partecipanti hanno schierato le rose dell’Under 19 essendo quasi impossibile il reperimento di giocatori rientranti nella “nuova” fascia d’età. Anzi, nel comunicato post-Direttivo leggiamo anche “…I lavori si sono chiusi con la valutazione e con la successiva delibera sulla nuova formula della prossima Coppa della Divisione, che garantirà una maggiore partecipazione delle società alla categoria stessa”. Altro che messaggio sibillino… possiamo immaginare cosa stia bollendo in pentola, conoscendo anche la diatriba in essere con i responsabili dei Comitati Regionali in merito anche all’indirizzo sul quale avviare quella che deve essere la riforma del campionato Under 19. In merito al quale Calcio a 5 Anteprima da tempo immemore ne invoca una profonda rivisitazione, visto che l’attuale strutturazione del campionato non offre alcun beneficio formativo ai ragazzi che vengono impiegati. Diciamo che per fortuna, oggi, in Divisione se ne sono accorti…


Per concludere, visto che da più parti la cosa è stata in un certo senso sollecitata, a prescindere dal fatto che possa apparire un messaggio pre-elettorale, ecco i punti salienti del programma riformistico-strutturale che piace a Calcio a 5 Anteprima relativamente all’attività maschile (per quella femminile ne parleremo in un prossimo servizio: la situazione è completamente diversa).


1) Ripristino dei limiti della partecipazione al gioco previsti dalla circolare CONI 1276/2004, per tutte le categorie nazionali, tanto maschili quanto femminili, ad eccezione della Serie A maschile


2) Per la sola Serie A maschile, impiego senza limitazioni di giocatori con doppia cittadinanza (i cosidetti oriundi) e dei giocatori provenienti da federazioni facenti parti di Paesi della Comunità Economica Europea, oltre a un massimo di due giocatori con lo status extracomunitario. Gli italiani? Se sono bravi e forti giocano per merito, qual è il problema?


3) Abolizione della quota di giocatori cosidetti fuori quota per tutte le categorie


4) Abolizione della Serie A2 Elite, totalmente inutile se la Serie A non acquisisce un reale valore qualitativo nella sua complessività


5) Riduzione dei gironi di Serie A2 da 4 a 2, ciascuno composto da 14/16 squadre


6) Riduzione progressiva dei gironi di Serie B da 8 a 6, ciascuno composto da 14 squadre, e poi da 6 a 4 per la successiva creazione di una Serie B2 composta da 6/8 gironi, ciascuno da 12 squadre, che faccia da categoria ammortizzatrice del salto tra regionale e nazionale, campionato al quale poter iscrivere squadre B composte da giocatori rientranti nella fascia Under 23


7) Strutturazione delle Delegazioni per il Calcio a 5 presso i Comitati Regionali che gestiscano l’attività dei campionati dalla Serie C1 in poi, ma anche quelli giovanili, la cui conduzione va demandata ad un Responsabile con specifiche competenze, senza più rientrare nell’attività del Settore Giovanile e Scolastico


8) Organizzazione del campionato Under 19 sulla base di promozioni e retrocessioni che consentano comunque anche alle società regionali e di puro settore giovanile di partecipare meritocraticamente all’attività nazionale (LEGGI AL RIGUARDO IL NOSTRO SERVIZIO DEL 23 AGOSTO 2023)


9) Reintroduzione del campionato Under 21 il quale va strutturato e organizzato anche alla luce della selettività introdotta con la ridefinizione dell’Under 19, introducendo il meccanismo delle promozioni e retrocessioni, con la fascia nazionale articolata su un numero massimo di 8 gironi da minimo 12 squadre ciascuno. Alle società di Serie A e A2 viene concessa la facoltà di prendere parte in alternativa al campionato di Serie B2


10) Riconsiderazione di tutte le Coppe Italia, con il ritorno di tutte le competizioni alla formula della Final Eight e determinazione delle premialità per le squadre vincenti e partecipanti.


Ma non vogliamo mettere troppa carne al fuoco, gli argomenti sono tanti: li affronteremo uno alla volta. E motiveremo (come facciamo sempre...) le nostre ragioni.