27/04/2023 14:57
Un progetto nato recentemente e che ha trovato nel futsal un'immediata valvola di sfogo agonistico, considerando che in soli due anni il Gela, dalla C2 è arrivato in Serie B valorizzando ulteriormente la disciplina in questo angolo di Sicilia che da sempre ha espresso importanti realtà anche sulla scena nazionale. A guidare il club è Maurizio Melfa, imprenditore con un passato da calciatore, in Prima Categoria a Palermo, che rappresenta un po’ la pietra angolare di questa iniziativa a sportiva che abbraccia non solo il calcio a 5 ma anche il calcio e il basket gelese.
- Presidente, questo progetto come è nato e come si articola?
“Il progetto nasce due anni fa quando con un incontro con il mister Enzo Fecondo e Francesco Incardona il dirigente, abbiamo deciso di avviare questo percorso comune condividendo principi e valori. Un progetto ambizioso sin dall’inizio, fondato sulla disponibilità del PalaLivatino che all’epoca era un palazzetto abbandonato, mentre ora è stato rilanciato. Proprio in questi giorni verrà il Ministro dello Sport Abodi in visita a Gela, ci sarà una cena di gala per accendere i riflettori e fare l'indomani un incontro con tutte le scuole del territorio. Quindi grande attenzione alla nostra città, estesa alla nostra Sicilia, che ha tanto bisogno di partire con un progetto di crescita. Solo l'entusiasmo dà grandi risultati per raggiungere grandi traguardi. Come dicevo, il nostro ancora oggi è un progetto ambizioso. La Serie B ci piace molto, vogliamo vederlo però questo progetto secondo una prospettiva di crescita costante”.
- La stagione, insomma, è stata in linea con quelli che erano i principi definiti la scorsa estate. Vi ritenete totalmente soddisfatti oppure crede che ci possa essere qualche rimpianto come ad esempio la mancata partecipazione alla Final Four della Coppa Italia di Serie C?
“La stagione è stata emozionante ed avvincente. Quando abbiamo deciso di non sostituire Cesar Cosano lo abbiamo fatto perchè ci credevamo e abbiamo puntato sui giovani e sui nostri giocatori: siamo convinti che tutto passi dai giovani, il futuro appartiene a loro. Certo hanno bisogno di giocare, anche se spesso non sono ancora pronti. Ma solo giocando possono crescere e quindi diventare patrimonio per la squadra della nostra città. La partecipazione alla Final Four se ci fosse stata sarebbe stato meglio, ma ci siamo concentrati completamente sul campionato che abbiamo vinto senza arrivare ai playoff. Siamo soddisfatti al cento per cento del risultato raggiunto”.
- Come ha vissuto fuori dal campo questo lungo duello con la Vigor San Cataldo? Pur avendo avuto sempre in mano la leadership del girone siete riusciti a scrivere la parola fine sulla corsa alla promozione solamente all'ultima giornata. Quali sono stati gli aspetti vincenti che hanno permesso al Gela di avere ragione dei suoi antagonisti?
“Ho vissuto l'ultima giornata in un modo davvero avvincente ed è proprio questo il senso dello sport. Ti regala grandi emozioni, eravamo in collegamento telefonico con San Cataldo. Eravamo con tutta la squadra, quando è arrivato il 4-4 è stata una gioia per tutti. Un grande momento di felicità perchè in quell'attimo è passato davanti a noi tutto un anno, soprattutto per i nostri giocatori per i quali questa vittoria ha rappresentato l'avverarsi di un sogno. Ma anche per me lo è diventato. E' stata una gioia incontenibile. Abbiamo avuto la leadership del girone per tutto l'anno, poi siamo stati agguantati dal San Cataldo, io penso che il risultato sia sempre un algoritmo frutto di tanti fattori, ci sono momenti in cui la ruota gira bene e altri male. Del resto arrivare primi in classifica all'ultima giornata non può non essere un risultato apprezzabile e sotto questo aspetto siamo assolutamente contenti”.
- La Serie B rappresenterà sicuramente un importante banco di prova non solo dal punto di vista tecnico ma anche strutturale. Sta già lavorando sul rafforzamento societario e quali sono gli obiettivi che si vuole porre sia per la prima stagione nel nazionale che per il futuro agonistico del suo club?
“Gli aspetti vincenti che hanno permesso al Gela di avere la meglio sugli avversari sono stati quelli mentali: è una squadra che mette in campo tutta se stessa. La Serie B sarà un importante banco di prova. Abbiamo due SSD tra calcio a 5, calcio e basket e perciò salire significa crescere a livello organizzativo, di marketing ed economico. Perciò non ho mai voluto acquisire titoli. Per il futuro ne riparliamo dopo i playoff di calcio”.