04/04/2025 10:09
Centinaia di gol nelle categorie regionali umbre di calcio a 5 e, da tecnico, il primo campionato vinto in carriera sulla panchina dell’IBS Le Crete. Andrea Bernardini (nella foto assieme a Juan Pina, capocannoniere della C1 toscana), classe 1977, ha guidato i biancoblù a una storica promozione in Serie B.
Il suo legame con il club nasce nel 2019, quando la squadra disputa il suo primo campionato di Serie C1 toscana. Dopo sei anni di crescita e lavoro, è arrivato il grande trionfo. Ma qual è stato il percorso che ha portato fino a questo successo?
“Questo successo è sicuramente il risultato di un percorso tutt’altro che semplice - premette Bernardini. - Ai ragazzi ho detto che la nostra strada sarebbe stata una salita sempre più ripida e stretta man mano che ci avvicinavamo al traguardo, senza margine di errore. Dare il massimo poteva non bastare, ma sapevamo che ciò che accadeva a noi poteva accadere anche agli altri. E così è stato. Non provarci sarebbe stato un delitto. Dodici vittorie consecutive sono tante: i ragazzi sono stati eccezionali”.
- C’è stata una partita che ha rappresentato la svolta per la promozione?
“La partita chiave è stata probabilmente la prima del girone di ritorno contro la Vigor Fucecchio. Venivamo dalla sconfitta contro il Pisa, che ci aveva portato a -7 proprio da loro, e dall’eliminazione in semifinale di Coppa, che ancora mi fa rosicare. Dopo il primo tempo eravamo sotto 2-0, senza coraggio. Nell’intervallo non sono stato esattamente pacato, ma qualcosa dovevo fare. Siamo rientrati in campo e in tre minuti abbiamo ribaltato il risultato. Da lì in poi, i ragazzi hanno sempre giocato con grande determinazione. Qualche timore è tornato quando da inseguitori siamo diventati inseguiti, ma alla fine è andata bene”.
- Può raccontarci qualcosa sul suo rapporto con i ragazzi e con la società?
“Inizio dalla società: c’è sintonia totale. Non chiedo mai nulla, perché so che mi danno sempre il massimo possibile. Sono persone speciali. Se potessi, regalerei loro un palazzetto all’altezza degli sforzi che fanno. Con i ragazzi baso tutto sul rispetto reciproco. Non voglio alzare la voce per farmi rispettare: deve esserci fiducia alla base. Ascolto tutti per trovare il giusto equilibrio. Poi si sa, per i giocatori l’allenatore bravo è quello che li fa giocare sempre e correre poco…”.
- La promozione è già in tasca, ma stasera vi attende l’ultima partita in casa del CUS Pisa, con cui vi siete giocati il titolo fino all’ultimo respiro. Come affronterete questa sfida?
“Con serenità. A gennaio avremmo firmato per arrivare a questa partita con la promozione in tasca, ma siamo andati oltre. Non posso dire che farò giocare chi ha avuto meno spazio, perché ho sempre cercato di far ruotare tutti. Sarà una partita come le altre, con il ritorno di capitan Polvani giusto in tempo per mettere la firma, ma purtroppo senza Piroli, che ci lascia per un’esperienza di lavoro all’estero. Una perdita enorme per il futuro: stava quasi diventando… un giocatore”.
- Un messaggio ai tifosi che vi hanno sostenuto e che vi accompagneranno in questa nuova avventura in Serie B?
“Grazie di cuore per il sostegno. Non è stato facile seguirci, visto che da Rapolano ci siamo dovuti spostare ad Asciano e, per le ultime due in casa, addirittura a Torrita. Ma loro ci sono sempre stati. È stato emozionante vedere tanta gente commossa. Ora speriamo che il prossimo anno siano ancora di più: ne avremo bisogno”.