20/02/2026 18:40
“Ā, upane! Ka upane! Ā, upane, ka upane! Whiti te rā! Hī!”. Queste sono le ultime parole con cui si chiude la ‘Ka Mate’, celebre “haka” maori nata tra le guerre tribali in Nuova Zelanda a inizio ‘800 che gli “All Blacks”, una delle più forti e vincenti nazionali di rugby, hanno sdoganato poi in tutto il mondo rendendola una delle danze predilette da compiere prima dell’inizio della partita insieme alla più minacciosa “Kapa o Pango”.
Ma cosa vogliono dire esattamente queste parole? Quello che c’è dietro è il perfetto messaggio da lanciare prima di una sfida (in questo caso sportiva) più che decisiva. “Ancora uno scalino, ancora uno scalino, un altro fino in alto! Il sole splende! Alzati!” recita la traduzione. Versi chiari e potenti, che anche a 19.000 chilometri di distanza sembrano parlare direttamente alla città di Spello, dove i Grifoni domani affronteranno la Tip Power Ternana in una partita tutt'altro che banale come un derby, da vincere a ogni costo per evitare di dover dire già addio alla Serie A2.
Gli uomini di mister Picchietti devono quindi farsi coraggio e fare loro le grida di battaglia che i maori lanciavano prima di gettarsi nella mischia (per fortuna, ai giorni nostri, solo rugbistica). Ad aiutarli ci sarà sicuramente chi gli “All Blacks” li conosce bene, anche perché ci gioca nella sua versione “futsalistica”, vale a dire Matthew Peden, centrale classe 2003 di Wellington e giocatore della Nazionale neozelandese, arrivato in rossoblù a ottobre (l'anno scorso giocò al Terzigno, in C1, n.d.r.). Nessuno meglio di lui poteva presentare questo match dal peso incalcolabile.
- Matthew, innanzitutto, prima di passare al campionato, cosa diresti della tua esperienza vissuta finora al Grifoni?
“La mia esperienza ai Grifoni finora è stata fantastica. Mi sto godendo il tempo trascorso qui con loro. Non è facile arrivare in un nuovo paese e a volte ci si può sentire un po’ soli, ma loro sono stati di grande aiuto e gentilezza, il che ha reso più facile per me ambientarmi”.
- Immagino che anche in Nuova Zelanda il futsal non sia così popolare come altri sport. Quanto è importante per giocatori come te fare esperienza all'estero? Senti di avere delle responsabilità anche in questa tua missione lontano da casa, cercando di raccogliere informazioni ed esperienze che possano aiutare il movimento neozelandese a crescere?
“Sì, per me direi che è molto importante fare esperienza all'estero, non solo riguardo allo sport ma anche come opportunità per crescere come persona, per imparare una nuova cultura, una nuova lingua e un nuovo modo di vivere. Siamo solo in pochi a giocare in altri paesi e a cercare di migliorare. Per il resto sì, ho sicuramente delle responsabilità. Il futsal in Nuova Zelanda cresce lentamente ogni anno e sento un senso di responsabilità nel riportare tutto ciò che ho imparato e provare a crescere e spingere questo sport. Penso che sia una cosa meravigliosa poter condividere le conoscenze che ho acquisito con tutti i vari giocatori nel mio paese d'origine e mi rende molto felice poter fare una cosa del genere”.
- Parlando della partita di sabato, che prestazione servirà? Senti anche tu la pressione di una partita sostanzialmente decisiva nella corsa alla permanenza nella categoria?
“Sì, avremo bisogno di una prestazione forte, con una buona intensità e intelligenza. Dobbiamo essere attenti e concentrati dal calcio d'inizio fino alla fine. C’è sempre pressione riguardo a queste partite nella corsa per restare nella categoria, ma secondo me abbiamo chiaro cosa dobbiamo fare, il che a mio avviso rende tutto molto semplice e di conseguenza allevia un po’ la pressione”.
- Provieni da un paese famoso per la sua Nazionale di rugby, una squadra che, oltre ad essere valida tecnicamente, lo è anche a livello attitudinale. Ci vorrà anche un po' della personalità che hanno gli All Blacks per provare a portare a termine la missione?
“Sì, assolutamente, credo che riuscire a far emerge un po' di quella grinta e determinazione che hanno gli “All Blacks” ci aiuterà in questo percorso”.
Lorenzo Miotto