16/02/2022 14:50
Grande sorpresa ha provocato la riforma proposta dalla Divisione Calcio a Cinque, che sarà applicata nelle dette misure a partire già dalla prossima stagione e stravolgerebbe inevitabilmente il futuro del futsal in Italia, con conseguente riduzione della schierabilità dei giocatori "non formati". A tal proposito, la Gisinti Pistoia si è espressa tramite le dichiarazioni del presidente, Alessandro Vannucchi, e dell'allenatore, Nicola Lami.
Partiamo dalle parole del numero uno arancione.
“Accettiamo le riforme e siamo contenti quando si cerca di fare le cose per migliorare, anche se io ritengo sia comunque poco e che ci vogliano altri provvedimenti - specifica Vannucchi. - Ad esempio come fanno in altri Paesi in cui i bambini, fino all'età di 12 anni, praticano sia il futsal che il calcio. Bisognerebbe investire tanto anche nell'impiantistica sportiva, perché non ci sono strutture che possano fare da riferimento per i giovani italiani. Ci adegueremo, però sono veramente pochi quattro mesi di tempo per organizzarsi di conseguenza. Riforme di questa natura, forse, andrebbero pensate e messe in pratica con almeno un anno di anticipo".
Quindi, la palla passa all'allenatore del Futsal Pistoia.
“Premetto che non sono un politico sportivo, non ho la velleità di esserlo né la competenza per farlo. Siamo tutti coinvolti e secondo me vanno dette 2-3 cose: la prima è che questa riforma è comunque in fase di elaborazione, già rispetto alla prima versione che era trapelata, ci sono state delle modifiche - sottolinea Lami. - L'unica vera pecca, a mio giudizio, sono le tempistiche molto accelerate, rispetto ai processi societari, per adeguarsi a queste idee, che io condivido in pieno. L'altra cosa è che secondo me un allenatore deve gestire i giocatori che la società gli mette a disposizione, quindi queste tematiche le dovrebbe trattare più una dirigenza che un allenatore. Noi facciamo il nostro lavoro, ed è chiaro che un conto è farlo con dei professionisti che lavorano mattina e sera, altro conto è farlo con dei giocatori che arrivano dal calcio e che magari hanno un impiego alternativo, potendosi permettere di allenarsi la sera e ritenendo che otto sedute settimanali siano troppe. In tal caso per me sarebbe un po' meno professionale. È pur vero - chiude Lami - che così emergerà chi sa veramente trasformare dei giocatori utilizzando il calcio a cinque per farli crescere e per renderli adeguati anche ad alto livello".
Ufficio Stampa