16/05/2025 15:56

Fabinho Previdelli torna a Genzano con il suo Quartu U.13: "Quanti bei ricordi! Sarà emozionante"

Era l’estate del 1999 quando in Italia sbarcava un certo Fabio Cesar Previdelli. Lo avevano preso i presidenti Vannutelli e Iannilli per metterlo a disposizione di Agenore Maurizi nell’allestimento di quell’Intercart Genzano che sbancò i pronostici del campionato di Serie A a cavallo del Terzo Millennio, conquistando prima la Coppa Italia in una drammatica finale con l’Augusta, e poi lo storico primo scudetto genzanese, in una memorabile doppia finale con la Lazio. I nostalgici di quei tempi lo ricordano oggi come allora: la sua destrezza nell’uno-contro-uno, la sua velocità sulla corsia destra, il tiro tanto efficace quanto pulito, col pallone destinato quasi sempre in fondo al sacco (37 furono le reti segnate in quel torneo spettacolare): Fabinho, che aveva da poco compiuto 24 anni, fece innamorare la Genzano del futsal, costituendo con Carlos Sanchez e Dadà Franzoi un terzetto di assi sudamericani rimasto nella storia del futsal italiano.


Dopo venti anni Fabinho torna a Genzano, a respirare l’aria del PalaCesaroni. Molto diverso da quello che aveva lasciato nel 2003 al termine della militanza con l’allora Click Ufficio, alternatasi all’anno con la Roma RCB (era la stagione 2001/2002) prima di decidere di tornare in Spagna per poi riprendere la strada dell’Italia per giocare a Napoli e, quindi, trasferirsi in Sardegna. Ma come sarà ritornare indietro nel tempo? Fabinho come sta vivendo l'attesa di tornare nuovamente in quel PalaCesaroni che lo aveva visto grande protagonista ai tempi dell'Intercart?


“Ho già provato la sensazione di rientrare nel PalaCesaroni ed è stata davvero meravigliosa. Ci sono stato quando mio figlio Luca (promessa del Quartu, n.d.c.) è stato convocato con la Nazionale Under 17 e l’ho seguito nei quattro giorni di allenamenti che si sono svolti proprio lì, in quel palazzetto nel quale ho vissuto tantissime emozioni. E posso dire non sono state poche, perché vincere lo scudetto e la Coppa Italia nel primo anno che sono arrivato in Italia non è stato roba di poco conto. Non tornavo a Genzano da venti anni e farlo vedendo mio figlio impegnato in un raduno con la Nazionale è stata la cosa più bella che potesse capitarmi”.


- Il tuo percorso agonistico alla fine ti ha portato in Sardegna dove hai concluso la tua carriera ma dove hai anche... piantato le tende stabilendoti con la tua famiglia. Cosa ti ha spinto oltre ogni altra cosa a scegliere la Sardegna per i tuoi progetti?


“Devo dire che sono tornato prima in Italia per mio figlio, e poi ho scelto la Sardegna e la squadra del Quartu Ca5 perché qui c'è una persona che ha preso mio figlio in braccio quando era appena nato, che è il nostro presidente Fabrizio Righetto, che da sempre, con me e con la mia famiglia, è stato una persona a dir poco meravigliosa; e quando mi chiamava e mi chiedeva di tornare in Sardegna non potevo proprio dire no

E oggi vedo che è stata una scelta giustissima, anche il fatto di ritrovare persone con le quali ho vissuto tantissimi momenti meravigliosi quando giocavo mi ha fatto ancora più piacere”.


- Sei entrato a far parte del corpo tecnico del Quartu, dove hai modo di collaborare a stretto gomito con Serginho e Ricardo Braga, altre vecchie conoscenze di quei primi Anni Duemila. Come sei stato coinvolto nel progetto partorito dal presidente Righetto?


“Sono arrivato e mi sono inserito subito nel contesto della squadra come dirigente e anche uno dei allenatori dei ragazzi dell’Under 13, nella speranza di poter portare sempre qualcosa in più a questi ragazzi che stanno dimostrando veramente di essere molto bravi nonostante il poco tempo che praticano questo sport”.


E domenica proprio gli Under 13 disputeranno il concentramento di Genzano sfidando Romulea e Fenice Academy nel triangolare che vale l'accesso alla finale nazionale della manifestazione organizzata direttamente dal Settore Giovanile e Scolastico. 


- Qual è intanto il tuo giudizio sul gruppo che guidi insieme a Checco Cara e cosa ti aspetti a livello di risultato arrivato a questo punto del percorso?


“Io e Checco abbiamo iniziato questo meraviglioso percorso con i ragazzi dell’Under 13 e stiamo ogni giorno provando ad inserire sempre qualcosa in più per la crescita e per il loro percorso in questo nuovo sport che hanno iniziato a praticare da quasi cinque mesi, e ti posso dire che siamo veramente soddisfatti della risposta che stanno dando in campo. E questo ci porta ogni giorno a far arrivare a loro quello che abbiamo acquisito praticando questo sport. In relazione al triangolare, sappiamo che saranno delle sfide difficilissime e posso dire che ci proveremo fino alla fine a dare la dimostrazione di essere una vera squadra ma, al tempo stesso, cercando di far divertire il più possibile i nostri ragazzi. Poi, come risultato, spero che i ragazzi riescono a esprimere sempre con leggerezza e con il sorriso sui volti, l'allegria che questo sport porta ogni giorno che si va in campo, ma sinceramente dico che ci proveremo, in tutto, tutto fino all'ultimo secondo”.