10/02/2026 08:00
Arriva un pari che vale oro. La Drago Acireale, pur costretta ad inseguire per tutta la gara, centra un ottimo punto in casa dell’ex capolista Nausicaa: un campo nel quale, per essere chiari, Cus Palermo e Adrano hanno lasciato l’intera posta in palio. Il 4-4 finale (2 D’Arrigo,2 Gaetano Musumeci) però ha il classico sapore agrodolce per i granata; rilegge la sfida e analizza il valore del punto conquistato mister Antonio Marletta.
“È stata una partita molto bella. Con i padroni di casa che si sono fatti preferire nel primo tempo, hanno avuto una migliore circolazione palla rispetto a noi che abbiamo messo un po' di tempo per prendere le misure del campo e dell’avversario; nonostante ciò, siamo andati all’intervallo sotto 1-0 ma anche noi abbiamo avuto le nostre occasioni: ad esempio il gol dell’1-0 deriva da un salvataggio sulla linea su conclusione di Longo… e sul contropiede incassiamo il vantaggio dei padroni di casa”
Marletta prosegue con l’analisi della ripresa.
“Nel secondo tempo siamo scesi in campo con un piglio diverso. Abbiamo creato tanto, ma il rammarico è che non siamo mai stati in vantaggio, siamo sempre stati sotto, agguantando il pari. La Nausicaa ha trovato 3 gol (2 su corner, 1 su rilancio del portiere), per noi, invece, tante, troppe occasioni sprecate e a ripetizione. Alla fine, prendiamo un punto che ci può stare in casa di una delle migliori squadre del campionato. È un punto – conclude Marletta - tutto sommato giusto che ci permette di continuare la striscia di risultati utili che adesso dobbiamo continuare necessariamente”.
In un turno di campionato particolarmente difficile, la Drago Acireale porta a cinque i risultati utili consecutivi e si conferma al quinto posto a quota 23, ma perde punti sia rispetto alla quarta in classifica (il Mistral Palermo che vince a Siracusa e sale a quota 27), sia rispetto alla Gallinese che con la vittoria centrata a Viagrande si porta a -2 dai granata.
L'impressione però è che si tratti di un punto pesante che darà i suoi frutti più avanti.
Ludovico Licciardello