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05/03/2021 07:30

Oggi c'è Consiglio Federale: la ripartenza dei campionati regionali sul tavolo della discussione

“…attività dilettantistica: determinazioni in merito alle competizioni della stagione sportiva 2020/2021”.


E’ uno dei punti all’ordine del giorno del Consiglio Federale della nuova governance della Federcalcio, che si riunisce questa mattina, in modalità webinar, alle ore 11, per la prima volta dopo la tornata elettiva che ha condotto alla rielezione di Gabriele Gravina alla massima carica della FIGC per il quadriennio 2021/2024. 


Dunque, per farla breve, domani dovremo capire con una certa esattezza che cosa ne sarà dei campionati regionali, bloccati oramai da oltre quattro mesi. Intendiamo i campionati regionali di vertice, ossia quelli - Serie C1 maschile e C femminile nello specifico per il futsal - che la Lega Nazionale Dilettanti intende considerare a carattere nazionale in virtù dell’interazione con i campionati della Divisione Calcio a 5 sui meccanismi di promozione e retrocessione. 


Sull’argomento, come avevamo già chiarito la scorsa settimana, si è già pronunciato il CONI, che ha sostanzialmente rimbalzato alla FIGC, e a cascata alla LND, la determinazione di quei campionati da considerare a carattere nazionale, limitandosi a recepire quanto indicato in materia dalla componente calcistica. Quindi, se il passo ritenuto chiave è stato compiuto ottenendo nella sostanza la concessione all’autodeterminazione dell’attività a carattere nazionale, adesso bisogna cercare di capire come muoversi nell’ambito specificatamente riorganizzativo.


La LND presenterà al Consiglio Federale la richiesta di riconoscimento dei campionati di vertice regionali alla stregua di quelli a carattere nazionale (autorizzati allo svolgimento dai DPCM che si sono succeduti dalla fine dello scorso mese di ottobre), che per quanto riguarda il futsal interessa tra le quattrocento e le cinquecento società. Quindi, questo significa che mentre per C1 maschile e C femminile si potrà presto pianificare un discorso realistico sulle date della ripartenza, condizionato comunque da una indispensabile rivisitazione delle formule di svolgimento inevitabilmente da ottimizzare sulla base dei tempi rimasti a disposizione prima della conclusione della stagione sportiva, per i campionati minori, ossia C2 e D ma anche la stessa attività giovanile, si andrà incontro alla conclusione di fatto della stagione.


Il problema, una volta ottenuto il via libera dal Consiglio Federale, sarà intanto capire quali saranno i Comitati Regionali che riusciranno a rimettere in moto l’attività e, soprattutto, in quali condizioni e a quali condizioni. Due sono gli aspetti che incidono sull’eventuale ripartenza: la facoltatività assicurata alle società di decidere di non riprendere nella certezza di non perdere il titolo sportivo e poter presentare l’iscrizione alla medesima categoria la prossima stagione; ma, soprattutto, il peso che comporterà l’attuazione del Protocollo che sarà chiaramente quello attualmente vigente per i dilettanti, il quale rappresenta il nodo centrale della riluttanza più o meno marcata che emerge dai quattro angoli della Penisola. 


Insomma, possiamo dire con sufficiente certezza che i campionati di Serie C1 maschile e C femminile potrebbero ripartire nelle prossime settimane, ma va di per sé che bisognerà superare in tempi brevi gli scogli di carattere normativo e organizzativo che potrebbero ostacolarne la rimessa in moto. Fermo restando che il tempo a disposizione per rimettere in piedi i campionati adottando formule che garantiscano un minimo di regolarità, una volta superati gli aspetti burocratici sopra esposti, sono decisamente ristretti e ne consegue che i Comitati Regionali dovranno studiare il da farsi non solo nei rispettivi ambiti, ma anche di concerto con la Divisione Calcio a 5, cercando di individuare le situazioni che permettano la miglior ottimizzazione possibile dell’attività e dei sincronismi legati alle promozioni e alle retrocessioni.


Calcio a 5 Anteprima ha già dato un proprio suggerimento per venire incontro alle esigenze complessive di Comitati e società nel rispetto di tempistiche certe e costi per il Protocollo contenuti, puntando tutto sulle varie edizioni regionali della Coppa Italia che potrebbero ricevere, attraverso una deroga alle NOIF, il beneplacito per trasformare in titolo sportivo il titolo comunque conquistato sul campo che, a livello territoriale, ordinariamente, non assegna alcun diritto. Una formula più articolata, rivista per l’occasione con il necessario azzeramento dei turni disputati prima della sospensione, cementerebbe tutte le necessità assicurando tempi brevi e limitando le spese sanitarie, al momento gravate unicamente sui club.


Domani, intanto, vediamo che verrà fuori dal Consiglio Federale. Poi avremo modo di tornare sull’argomento e capire con maggior dovizia di particolari, cosa potrebbe configurarsi a breve sul difficile ma non tormentato percorso che conduce alla ripartenza dei campionati regionali di vertice.