31/05/2025 09:45
Circa 24 ore separano la Dibiesse Miane da uno degli appuntamenti più importanti della sua trentennale storia. Domani mattina, alle 11, presso il Carisport di Cesena, la formazione Under 21 si giocherà lo scudetto con il Club Sport Roma, dopo aver ottenuto il pass per la finale superando nel triangolare di qualificazioni gli emiliani degli Original Celtic Bhoys e i piemontesi del Top Five. Chissà che cosa passa in questo momento per la testa dei giovani talenti biancoverdi, quali le emozioni che ribollono dentro i loro animi; per provare a rispondere a questa domanda, abbiamo intercettato le sensazioni alla vigilia del capitano dei trevigiani Aurelio Grishaj, autore di una stagione splendida, tra prima squadra e Under 21 appunto, tanto da meritarsi di indossare la fascia anche al recente Torneo delle Regioni con la maglia della Rappresentativa Veneta Under 19.
- Aurelio, quali sono le sensazioni del gruppo in vista di questa finale? C'è serenità o un po' di tensione si avverte?
"Da capitano, più che tensione, avverto voglia di dimostrare, dimostrare che non è stata la dea bendata a portarci in finale o il destino, ma noi, noi che in campo abbiamo sputato sangue dalla prima partita fino ad ora. Sappiamo chi siamo, cosa possiamo fare, e quanto valiamo, oggi come non mai, e vogliamo dimostrarlo un’ultima volta, per il nostro paese, per chi ci segue da casa, per onorare questo meraviglioso percorso".
- Come si prepara una partita così importante contro una squadra che non conoscete?
Una partita del genere non si può preparare, è impossibile; dobbiamo lavorare e allenare solo ed esclusivamente la testa, perché nelle finali conta quello, non vince mai la squadra più forte, ma quella più affamata, quella più “matta” lasciatemi passare il termine, quella che non si ferma davanti a niente e nessuno, chi entra in campo con il coltello tra i denti, chi lotta su ogni contrasto, su ogni duello quando saltano gli schemi e la pressione ti mangia. Noi siamo pronti".
- Da capitano, hai un messaggio particolare per i tuoi compagni?
"Ai miei compagni posso solo trasmettere la mia fame, la mia voglia di vincere, la mia fame di gol, e rassicurarli, nel caso riuscissi a trasmettergli quello che provo in questo momento, tra gioia, determinazione e ambizione personale; sono sicuro che potremo regalarci più di una soddisfazione".
l.m.