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13/10/2023 00:45

Dalla Coppa della Divisione alla centralità delle società: idee e progetti per il futsal che verrà

Come era facile desumere, il nostro articolo sulla utilità della Coppa della Divisione, almeno per come è stata impostata la formula dell’edizione 2023/2024, ha rivelato come una consistente parte degli addetti ai lavori si sia espressa in maniera contraria alle linee organizzative, che avevano fatto propendere la Divisione Calcio a 5 a indirizzare la partecipazione alla competizione ai giocatori nati dopo il primo gennaio 2001. Evidente l’insoddisfazione raccolta leggendo i tanti commenti degli utenti: la conferma diretta di quanto abbiamo asserito nella nostra analisi.


E ribadiamo ulteriormente la nostra forte perplessità in merito ai costi che gli impegni infrasettimanali imporranno alle società che porteranno avanti la loro partecipazione: avesse avuto almeno un fine formativo questa Coppa, ci saremmo quanto meno sforzati di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma così non è stato e non sarà. Un peccato, perché il senso di quella che era una competizione capace di promuovere il futsal di livello sui territori, ponendo a confronto realtà consolidate e di blasone con altre giovani ed emergenti, ossia il format che aveva caratterizzato le prime edizioni, si è andato a far benedire.


Per Calcio a 5 Anteprima, indipendentemente da come finirà e da chi si aggiudicherà la vittoria finale (a quale costo peraltro), questa Coppa della Divisione resta più che mai una iniziativa non in grado di dare risposte che possano supportare l’idea degli organizzatori. Anzi, la poco convincente formula ha finito per accentuare quello che è realmente il forte dubbio nutrito sulle politiche istituzionali messe in atto dalla Divisione Calcio a 5, facendo emergere la carenza di idee sulla necessità di vagliare una programmazione efficiente ed efficace, che sappia concretamente avviare un processo capace di incrementare e valorizzare l’attività giovanile nel futsal.


La Divisione Calcio a 5, nel momento di varare la riforma, non ha valutato a fondo il rischio che si sarebbe realmente corso, non avendo programmato un piano per sostenere attivamente il progressivo svuotamento delle caselle dei giocatori “non formati”, supponendo erroneamente che il “mercato degli italiani e dei formati” sarebbe stato in grado di offrire quelle soluzioni immediate e tali da sopperire al gap, anche attraverso l’impiego di nuove leve partorite dalla filiera giovanile: niente di più sbagliato, come si è potuto ben vedere.


La verità è che il nostro futsal necessita più che mai di un progetto complessivo di ristrutturazione che fondi le sue basi su una più oculata pianificazione delle categorie giovanili, tale da renderle funzionali nel tempo alle reali occorrenze della disciplina favorendo il processo di rinnovamento generazionale che la riforma si proponeva di ottenere sbagliando, però, clamorosamente i tempi di attuazione, estremamente ridotti per arrivare ad avere un favorevole riscontro a livello di risultati pratici. Andando poi ad estendersi ad una rivisitazione strutturale dei campionati che prevedano soluzioni innovative a livello regolamentare.


Dove vogliamo arrivare con il nostro ragionamento? A proporre delle idee che secondo il nostro punto di vista sono assolutamente funzionali alle tematiche sulle quali il futsal sta soffrendo. Idee che la nostra esperienza ci porta a ritenere compatibili con le reali esigenze della disciplina, che riteniamo possono contribuire ad armonizzare l’organizzazione e favorire la crescita di questo sport attraverso una progettualità che ponga concretamente le basi per il futsal di domani. Dall’aspetto strutturale dei campionati, alla completa rivisitazione della normativa sulla partecipazione dei calciatori al gioco finanche a risolvere le difformità regolamentari che tutt’oggi esistono tra nazionale e regionale, ma anche relativamente alla riorganizzazione dell’attività giovanile e, soprattutto, delle obbligatorietà, che a nostro avviso vanno del tutto ridefinite perchè quelle attualmente esistenti sono oltremodo contraddittorie e non risolvono le problematiche del settore.


GUARDIAMO AVANTI - Ci hanno detto che siamo già in clima elettorale: vero a metà. Tra la fine del prossimo anno e l’inizio del 2025 il calcio a 5 voterà il rinnovo della sua governance e sicuramente da questo pulpito partiranno suggerimenti che chi salirà sugli scranni di viale Tiziano potrà recepire per valutarne l’attuabilità. Non vogliamo certo essere coloro deputati a riscrivere le regole, lungi da noi quest’idea, ma ci teniamo a essere partecipativi al contrario di chi, invece, assiste indifferente a cosa accade sulla scena. Inutile negarlo: non siamo assolutamente soddisfatti dell’operato di questa governance, che ha prodotto atti dal timbro reazionario nell’errata convinzione di aver indotto quel cambio di marcia che il futsal si aspettava nell’era post-Covid. A noi non è parso assolutamente che sia stato così e le nostre discussioni in aperto contrasto con l’operato della Divisione lo stanno a testimoniare. Ma speravamo, siamo onesti, che dal dibattito alimentato sulle varie tematiche trattate venisse colta quell’opportunità di dialogo che puntava al miglioramento delle regole della nostra disciplina, inutilmente.


Chi scrive ha visto nascere il calcetto all’inizio degli Anni Ottanta, lo ha seguito nel suo percorso di crescita e di trasformazione nel calcio a 5; ha creduto fortemente che questo sport, una volta acquisita la terminologia di “futsal” potesse conquistare quell’effettiva autonomia programmatica e decisionale che sulla carta esiste realmente ma che di fatto resta solo qualche riga scritta e nulla più. Chi scrive crede nell’affermazione di questa disciplina e nel suo futuro ruolo, indipendente, all’interno della FIGC: ma questo processo avrà solamente un attore protagonista, l’unico statutariamente deputato e in grado di poter imporre il rispetto delle regole e l’attuazione delle norme esistenti a livello istituzionale e federale. Ciascuna società dovrà recuperare la sua funzione propositiva, e tutte quelle che hanno a cuore il futuro del futsal saranno chiamate a riprendere in mano la centralità nella conduzione della nostra disciplina, proprio come scrivono le regole. 


Questo è il concetto di partenza, il resto verrà da se.