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23/09/2025 21:03

Cuore, orgoglio, grinta e umiltà, con un pizzico di fortuna: questa Italia ci ha fatto emozionare!

Il cuore gettato oltre l’ostacolo, il carattere e l’orgoglio a spingere gli Azzurri nella missione quasi impossibile di Astana, dove la squadra di Salvo Samperi ha regalato al nostro futsal una delle pagine epiche della storia della disciplina dell’ultimo ventennio. Lo sapevamo che per superare il Kazakhstan serviva un’impresa e tutto quello che occorreva per riuscire a realizzarla: attenzione, grinta, tanta umiltà e anche fortuna. Si, certo, la fortuna che come recitano i vecchi andanti aiuta sempre gli audaci. Un proverbio che i saggi di un tempo hanno coniato e che le tradizioni ci hanno tramandato nel corso dei secoli.


E ogni tanto può accadere che la fortuna baci l’Italfutsal, anche se crediamo che qualcuno nei suoi commenti abbia decisamente esagerato nel definire la nostra Nazionale “fortunatissima”. Addirittura! Beh, costoro hanno la memoria cortissima, perchè l’autorete di Adriano Foglia ai Mondiali del 2008 di Rio de Janeiro, nella semifinale con la Spagna, a un secondo dalla fine dei tempi supplementari che ci costò una delle sconfitte più amare della storia del nostro futsal, batte per distacco qualsiasi episodio fortunoso di cui i ragazzi di Samperi hanno beneficiato nel doppio confronto con il Kazakhstan, una sfiga clamorosa che nemmeno la somma di tutte le “fortune” di Fasano e Astana riesce a compensare.


E questo per azzittire coloro che hanno anteposto in maniera inspiegabile la buona sorte ai meriti di una squadra che ha ribaltato completamente i pronostici. A questi disattenti commentatori ricordiamo - e lo facciamo con grande piacere - che il Kazakhstan non solo ci aveva spedito a casa prima a Belgrado 2016 e poi a Groningen 2022, ma ci dava un distacco impari nei ranking sia della FIFA che dell’UEFA. 


Per un momento ci è venuto di fare una nostalgica comparazione con Italia-Brasile di Spagna 1982, quella partita in cui - ricordate? - tutti ci davano per spacciati, in cui - ricordate? - il Brasile avrebbe dovuto vincere a spasso, in cui tutto - ricordate? - andava contro di noi, che invece vincemmo con tre perle di Pablito Rossi. Ecco, l’Italia di Astana ci ha riportato alla memoria la Grande Italia del calcio che vinse quel Mondiale, che chi scrive ebbe la fortuna di vivere in tutte le sue emozioni nel pieno della sua gioventù, quando il calcio era il vero calcio e quei giocatori che ci fecero sognare vincendo un Mondiale erano Calciatori con la C maiuscola.


Ragazzi, siete stati epici: avete scritto una pagina incredibilmente bella del grande libro del futsal italiano. Una qualificazione così la commenta da sola il 4-3 finale, non serve altro. Ci avete fatto vivere un pomeriggio magico e chi ama il futsal ve ne sarà per sempre grato. Agli Europei sarà certamente un’altra storia, ma in attesa di poterla scrivere intanto ci viviamo l’ebbrezza di una vittoria che mai era stata tanto desiderata. Oggi ci basta questo.