08/04/2025 13:45
La cosa che continua a lasciarci stupiti è come l’Ufficio Comunicazione della Divisione Calcio a 5 continui a ostentare attestati di globale soddisfazione per i riscontri delle sessioni di Coppa Italia andate in scena nelle Marche per il maschile (a marzo) e in Puglia, la scorsa settimana, per il femminile. E’ giusto e doveroso riconoscere l’importanza dei numeri fatti registrare dai due “maxi eventi”, è giusto e doveroso rimarcare la soddisfazione delle società per le esperienze che hanno potuto vivere: sono sempre eventi, di qualsiasi natura essi siano, i quali rappresentano le premialità riconosciute a risultati sportivi ottenuti sul campo come, appunto, la qualificazione alle fasi finali di Coppa Italia.
Ma ancora una volta va fatto un distinguo e chiarito un aspetto tutt’altro che irrilevante: il boom c’è stato, è vero e non possiamo dire assolutamente il contrario, ma solo per le competizioni riservate alla Serie A, perchè su tutti gli altri fronti il flop è stato generale. E’ perfettamente inutile mascherare con notizie di propaganda un risultato di gradimento che ha ottenuto gli osannati riscontri esclusivamente per le rassegne più importanti, dove effettivamente i numeri sono stati tali da poter esprimere commenti e valutazioni pregni di soddisfazione. Ma tanto a Mola quanto a Falconara e Porto San Giorgio, il mese scorso, i vuoti sulle tribune sono stati qualcosa di desolante e bastano i fermo immagine delle dirette sul canale YouTube istituzionale (che pubblichiamo nella nostra gallery) a certificarli.
Vogliamo parlare di “maxi evento”? Va benissimo, perchè coinvolgere 32 squadre del maschile nelle Marche e 18 del femminile in Puglia significa aver portato a competere per le coccarde tricolori praticamente un quinto delle società che compongono la schiera nazionale (e comprendiamo nel lotto anche le sei formazioni del regionale presenti alle rassegne). Ma facciamo attenzione quando si vanno ad analizzare le singole competizioni, perché se non fosse stato per i 3500 del PalaTriccoli di Jesi e i 2500 del PalaPinto di Mola, su tutti gli altri campi interessati il dato degli spettatori, alla resa dei conti, è stato ineluttabilmente insufficiente. E non consideriamo in questo le presenze alle finali delle coppe sia di A2 maschile che di B femminili (mettiamoci anche quelle dell’A2 Elite di Jesi), praticamente sotto-clou delle finali di Serie A disputate successivamente.
Ma chi ha memoria storica di questi eventi non fa difficoltà a dire che siamo molto lontani dai sold-out che, restando in campo femminile, le Final Eight di Serie A facevano registrare ai tempi di Montesilvano e Pescara, quando sin dalla prima partita della fase finale, al di là della presenza delle scolaresche, chi saliva sui gradoni del PalaRoma o del PalaGiovanniPaoloII aveva difficoltà a trovare un posto a sedere! Al contrario di quanto si è visto sugli spalti del PalaPinto in occasione delle gare in cui non ha giocato il Bitonto, che ovviamente ha fornito il suo contributo in fatto di seguito portando puntualmente centinaia di tifosi al proprio seguito, come d’altronde già accaduto l’anno scorso a Bisceglie (e come ha fatto il Città di Falconara negli eventi organizzati al PalaBadiali). E ripetiamo, ci sono le immagini su YouTube che avvalorano quanto stiamo sostenendo: chi vuole provare a sconfessarle lo faccia pure.
E poi un’altra cosa. Il “maxi evento”… non è certo una novità, perchè le edizioni di Coppa Italia sulla Costa abruzzese, in cui venivano concentrate Serie A maschile, Serie A femminile e Under 21 maschile hanno sempre fatto il pienone, anche quando la finale rosa la vinse l’ei-fu Sinnai (lo ricordate? Era il club che portò in Italia una certa Lucileia…). E in ogni giorno delle varie competizioni, non a spot prestabiliti come quando gioca “la squadra di casa”. Cosa che invece andrebbe assolutamente fatto per le altre categorie se si vuole vedere il pubblico assistere alle finali di Serie B o C femminile, così’ come - rinnoviamo il nostro concetto - per le analoghe categorie maschili.
E sempre chi ha memoria storica ricorderà certo la “prima volta” del tanto decantato “maxi evento” femminile: stagione 2017/2018, scenario sempre la Puglia, palco principale il PalaFlorio di Bari, impianto di appoggio il Palasport di Noicattaro. Con grandi vuoti sugli spalti. Anche li, lo diciamo per correttezza di informazione, dove venne dirottata la C femminile. E chi fu l’ispiratore di quel “maxi evento” che si svolse interamente nella settimana della Festa delle Donne? Il tanto contestato Andrea Montemurro. E non vogliamo stare nemmeno a ricordare chi curò la “regia” di tutto l’evento a livello di produzione streaming (non c’era ancora alcun accordo con Sky)…
Per cui diamo a Cesare quello che è di Cesare e, soprattutto, diamo alle società delle categorie che non siano la Serie A altre opportunità, sia in campo maschile che in quello femminile. Perchè il “maxi evento” sarà pure bello, e nessuno dice il contrario, ma quando vinci una Coppa Italia nel deserto e festeggi il tuo successo con pochi intimi… non fa certo piacere a nessuno. La formula è per niente vincente. Altro che sognare a occhi aperti!
Rassegna fotografica (immagini tratte dalle dirette streaming)
Gallery 1: finale Coppa Italia Serie C femminile, Fasano
Gallery 2: prima semifinale Coppa Italia Serie B, Fasano
Gallery 3: seconda semifinale Coppa Italia Serie B, Fasano
Gallery 4: quarto di finale Pescara-Tikitaka Coppa Italia Serie A, Mola
Gallery 5: semifinale Falconara-Kick Off Coppa Italia Serie A, Mola
Foto copertina: © Divisione Calcio a 5