12/08/2023 00:10
Non è facile cercare di far finta di niente quando ti trovi davanti manifestazioni come la Coppa della Divisione edizione 2023/2024 obiettivamente senza alcun senso. Vi domanderete: perchè senza alcun senso quando proprio Calcio a 5 Anteprima aveva valutato positivamente la scelta (all’epoca ancora orientativa, va precisato) di far disputare la rassegna adottata dalla Divisione Calcio a 5 a squadre Under 23? (LEGGI QUI IL NOSTRO SERVIZIO DEL 17 MAGGIO)
In quell’idea, come si ricorderà, avevamo visto finalmente l’attenzione da tempo richiesta all’organismo istituzionale, di promuovere con atti concreti l’attività di quella categoria che va a interessare una fascia d’età di enorme importanza nella gestione del ricambio generazionale dei club di futsal, in quanto l’Under 23, più dell’Under 19, è in grado di assicurare ai componenti del gioco uno standard formativo importante nel momento in cui le squadre di questo livello vengono inserite in campionati performanti come possono esserlo quello nazionale di Serie B oppure il regionale di C1. Fermo restando che anche l’organizzazione di un campionato per questa fascia rappresenterebbe lo strumento adeguato per consentire ai partecipanti di arrivare ad un livello di preparazione ideale per entrare nel contesto delle prime squadre.
Un principio questo al quale si ispirano le principali federazioni europee, quella spagnola in primis, permettendo alle cosiddette “squadre B” anche di crescere in termini di categorie di partecipazione attraverso i meccanismi di promozione. Per molte società del nostro futsal sarebbe una vera e propria opportunità per la valorizzazione dei giocatori che escono dall’Under 19 ma che evidentemente non sono ancora pronti per il salto in prima squadra, come testimoniano i riscontri statistici anche dell’ultima stagione sull’utilizzo dei giovani in Serie A. Ma i vertici del calcio dilettantistico italiano, a cui fa riferimento la Divisione Calcio a 5, non sembrano essere di questo avviso, tanto da tarpare sistematicamente qualsiasi proposta in merito, come tra l’altro è successo nelle ultime ore al Petrarca Padova, che ammesso a partecipare con la squadra Under 23 al campionato regionale di Serie C2 del Veneto, si è vista negare la possibilità dalla decisione contraria presa dalla LND: una cosa semplicemente e clamorosamente assurda!
Tornando al discorso legato, invece, alla Coppa della Divisione, l’aspettativa di chi scrive, pur avendo elogiato l’idea di riservare la competizione ai giovani della fascia Under 23, è andata innegabilmente delusa dalle regole che disciplinano lo svolgimento della rassegna. Per la stragrande maggioranza delle società partecipanti, il percorso si esaurirà dopo aver disputato solamente due partite: per questo ci domandiamo a che cosa serve, dunque, riservare la partecipazione alla Coppa della Divisione a squadre Under 23 quando sono solamente un manipolo di formazioni a usufruire della progressiva partecipazione ai turni successivi e, quindi, a beneficiare degli effetti formativi (se così li possiamo definire) dell’iniziativa?
Che senso ha indire una competizione obbligando le società a dover allestire organici rispondenti alla “regola” dell’Under 23, ma composti prevalentemente da giovani in età Under 19, nella consapevolezza che per molte squadre la Coppa della Divisione sarà solamente una tappa di passaggio e verosimilmente poco significativa nel contesto stagionale? Che poi strada facendo possa diventare un evento in grado di gratificare le formazioni che resteranno in lista nessuno lo contesta, ma per tutte coloro che usciranno di scena al primo turno sarà una presenza a dir poco inutile e, francamente, senza senso.
Sinceramente, insomma, ci troviamo davanti a una iniziativa dell’organo istituzionale che avrebbe potuto ricevere adeguate valutazioni offrendo alle partecipanti la stimolante possibilità di cimentarsi in una manifestazione organizzata con criterio e che avrebbe potuto dare risposte concrete a quelle che sono le esigenze ormai dichiarate di tanti club della sfera nazionale. Non sarà così e, anzi, il fine della limitazione all’Under 23 non apporterà benefici significativi perchè è facilmente prevedibile che gli impegni non saranno attenzionati nella giusta maniera dai club interessati, per ovvii motivi.
Il futsal italiano non ha bisogno di una competizione “mordi e fuggi” come questa Coppa della Divisione così come è stata progettata per la nuova edizione, ma di un vero e proprio campionato riservato alla categoria Under 23, che è risaputo rappresentare per le giovani leve il vero e autentico trampolino di lancio verso le prime squadre, e non solo per la Serie A. Riteniamo che ci sia ancora il tempo sufficiente affinché gli estensori di questa competizione si rimettano a tavolino e rivedano una formula che, fatta in questa maniera, non offre alcuna opportunità di crescita, al di là della sporadica possibilità che regalerà il calendario di vedere società di stanza in Serie B misurarsi con le principali realtà del mondo a rimbalzo controllato italiano.
La bocciatura per questa Coppa della Divisione è inevitabile. Se però si avrà l’attenzione di rivalutare la formula attuale con una che possa assicurare alla competizione un adeguato collocamento e il giusto riconoscimento a livello formativo dei giocatori che la disputeranno, si farà sicuramente l’interesse non solo della rassegna stessa ma anche degli obiettivi propedeutici che questa manifestazione può esprimere in funzione delle maggiori opportunità offerte ai giovani protagonisti che la affronteranno sul campo di gara.
cas.