07/01/2026 20:45

Clamar Akragas, si riparte da Palermo. Fecondo: "Il San Vincenzo? Su quel campo è tosta per tutti"

E’ stata una sosta che ha permesso a staff e giocatori della Clamar Akragas di mettere a punto un po' di cose e richiamare comunque la preparazione per affrontare al meglio il girone di ritorno. A mister Enzo Fecondo abbiamo chiesto come ha visto i suoi ragazzi in questi giorni.


“Non possiamo parlare di un vero e proprio richiamo, ma nonostante i pochi giorni a disposizione per via delle feste e della disponibilità del palazzetto, ci siamo allenati con intensità e devo dire che i ragazzi hanno risposto molto bene, il ché mi fa ben sperare per questo girone di ritorno”.


- Si riparte con un test comunque da non sottovalutare con l'Oratorio San Vincenzo, che sul suo campo ha creato problemi a tutti. Che partita sarà e come chiederai di approcciarla?


“La forza della nostra squadra è anche di non sottovalutare nessuno, perché sappiamo che ogni avversario è un potenziale pericolo da superare sempre, come fosse uno scontro diretto e a maggior ragione in un campo all'aperto e scivoloso dove è difficile giocare, perché l'Oratorio San Vincenzo ha ottime individualità che si esaltano molto nel suo impianto. Quindi affronteremo questa partita sapendo che è un passaggio fondamentale del nostro percorso”.


- Un piccolo passo indietro. La Coppa Italia è stata vinta dal Palermo ma è stata una Final Four dagli altissimi contenuti tecnici. Un tuo giudizio su come è andata ma anche quanto ti ha seccato il fatto di non essere presente con l'Akragas? 


“Complimenti intanto al Palermo C5 per la vittoria della coppa, ma la Trombatore non è stato da meno e questo ha dato vita ad una finale molto divertente e dagli alti contenuti tecnici e tattici. Ciò non toglie che il rammarico di non averla giocata è tanto perché praticamente eravamo a meno di un passo dalla Final Four e ci sarebbe piaciuto confrontarci anche con le prime della classe dell'altro girone, ma abbiamo deciso di dimenticare quella partita per tuffarci anima e corpo nel campionato perché evidentemente doveva andare così… e si sa che non tutti i mali vengono per nuocere: continuare in coppa richiede un dispendio molto alto di energie fisiche e mentali, soprattutto per chi lavora oltre che giocare”.