21/04/2026 09:00
Enzo Cillari e Giuseppe Paradisi. Se fossero elementi di geometria si potrebbe dire la base e l’altezza della Clamar Akragas. D’altronde sono loro che rappresentano la spina dorsale della dirigenza agrigentina.
“Sto ancora godentomi le emozioni e le gioie che questo fantastico gruppo mi ha regalato - dice il presidente Cillari incalzandolo sulle operazioni da attendersi per l’Akragas che vedremo in Serie B. - Penso che sia un po' presto per fare dei programmi precisi per la prossima stagione, ovviamente cercheremo di puntellare dove necessario l'organico di quest’anno. Quello che posso dire che partiamo puntando ad una Serie B tranquilla: significa navigare per ottenere una buona classifica evitando il logorio dei playout, ma senza l'ossessione e probabilmente i costi spropositati della promozione immediata.
Una strategia per costruire una stagione solida, basata su sostenibilità e concretezza, visto che dobbiamo sistemare anche l’attività del settore giovanile”.
La stagione della Clamar Akragas è arrivata all’epilogo nella maniera che tutti si aspettavano: con l’ennesima vittoria. Stavolta a spese del Ferla, vincitrice del girone orientale della C1 siciliana ma valida antagonista nella finale che ad Acireale ha assegnato la corona regionale al club della Valle dei Templi.
“Una vittoria voluta, meritata, sudata, ottenuta contro un grande avversario a cui vanno i miei complimenti - commenta a riguardo Peppe Paradisi, autentico ‘deus ex machina’ agrigentino. - Credo che a fare la differenza sia stata la voglia di dimostrare con coraggio e ambizione di non essere sazi, sicuramente è stata la vittoria di un gruppo che sa, nei momenti difficili, non mollare ma esaltarsi, a mio avviso il coronamento di una stagione straordinaria che mi rende orgoglioso e felice per quello che siamo diventati in meno di due anni davvero proficui: basti pensare che siamo la squadra che ha fatto più punti di tutti in Italia, o ai tanti record che questa stagione lascerà agli annali siciliani. Due anni intensi, fatti di oneri e onori dove, per chi come me, arrivato dalla A2 e sposato questo ‘folle’ progetto ha accettato di mettersi in gioco ripartendo dalla Serie C2, perchè - ricorda Paradisi - quella era la nostra categoria. E non era affatto facile, visto il peso delle aspettative che, ahimè, era tante, ma grazie a un team straordinario il progetto si è rivelato vincente, con quella che è stata una giusta programmazione. Se le cose andranno per come devono andare la riproporremo anche nel nazionale: una crescita solida, sostenibile, senza voli pindarici ma costruita su basi concrete”.