28/03/2025 16:40
Novità importanti giungono dal Consiglio dei Ministri convocato stamane dalla premier Giorgia Meloni. Come annunciato dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il CdM ha approvato la riforma della norma che concede la cittadinanza italiana a discendenti di emigrati secondo il cosiddetto ‘ius sanguinis’, ossia il “diritto di sangue”.
Grazie alla legge 91 del 1992, infatti, finora è stato possibile richiedere il passaporto italiano anche da parte di discendenti di terza o quarta generazione, considerando il discendente di emigrato italiano legittimato a invocare a sua volta la cittadinanza italiana. Questo nel tempo ha generato, in alcuni casi, una serie di abusi e speculazioni, con diversi caso anche in ambito sportivo.
“Il decreto-legge approvato oggi – riporta il Corriere della Sera - prevede che gli italo-discendenti nati all'estero saranno automaticamente cittadini solo per due generazioni: solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino dalla nascita”.
Lo stesso Tajani ha però chiarito che “non verrà meno il principio dello ‘ius sanguinis’ e molti discendenti degli emigrati potranno ancora ottenere la cittadinanza italiana, ma verranno posti limiti precisi soprattutto per evitare abusi o fenomeni di ‘commercializzazione’ dei passaporti italiani”.
Le procedure di riconoscimento non faranno inoltre più capo ai consolati all'estero ma direttamente alla Farnesina.
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Foto: governo.it