27/01/2023 18:03
Quel passaggio a vuoto nella ripresa contro la Lisciani ha sollevato qualche ragionevole perplessità, tanto che la nostra chiacchierata con Fabiano Di Muzio comincia proprio mettendo sotto la lente d’ingrandimento il secondo tempo di Teramo.
- Mister, la squadra ha avvertito la fatica di un gennaio ben più impegnativo del solito?
“Nella partita di sabato scorso abbiamo pagato più che altro una flessione, a mio parere, mentale.
Era un timore che portavo con me dopo la vittoria della Coppa e che credo possa essere in qualche modo giustificabile nella giovane età della rosa che ho a disposizione. Quando in distinta su 12 giocatore ne schieri 10 al di sotto dei 20 anni credo possa essere fisiologico sbagliare una partita contro una squadra tra l’altro ben organizzata come il Teramo. Poi io sono dell’idea che i risultati sono spesso frutto di episodi e diciamo che sabato scorso ci è girato tutto male”.
Ad ogni modo la classifica non è cambiata di molto: le aspettative continuano ad essere quelle di puntare minimo ai playoff? Oppure ritieni che la promozione diretta resti sempre l'obiettivo privilegiato?
“Le aspettative mie e della società non sono mai cambiate: dobbiamo far crescere i molti giovani che abbiamo in rosa, formarli caratterialmente e come mentalità, creare in loro una sorta di cultura di calcio a 5 e renderli il più possibile pronti ad affrontare campionati di più alto livello. La classifica la guardo poco e niente, penso sabato per sabato ed ora sono proiettato alla difficile gara contro il San Vincenzo”.
- Domani, appunto, affrontate la Virtus, primo impegno di un ciclo che per diverse settimane vi opporrà a formazioni di medio-bassa classifica. Un calendario del quale dovrete approfittare per arrivare al massimo della condizione agli scontri diretti che decideranno il campionato. Condividi questa analisi? Sarai al compoleto?
“Credo che nel girone di ritorno si disputi un altro campionato rispetto all’andata poiché entrano in giochi le motivazioni legate al raggiungimento dei vari obiettivi, per cui può capitare che una squadra sulla carta più blasonata risulti meno agguerrita rispetto ad una che lo è meno ma ha maggiore voglia e fame. Non sono ipocrita nel ritenere tutte le partite ugualmente difficili ed impegnative, anzi, per mia deformazione, temo maggiormente compagini che sono sotto di noi in classifica. Secondo me l’aspetto mentale e psicologico è preponderante in questo sport. Dalla partita di domani mi aspetto una grossa reazione da parte della mia squadra, li ho visti ‘cattivi’ in allenamento e sono certo faremo una grossa partita domani, a prescindere da assenze o defezioni”.
Foto: Abruzzo News