09/02/2021 12:55
Che sia stata una
giornata deludente da parte delle Leprotte, non si può davvero negare. Ci si
aspettava da parte dell'ambiente biancorosso sicuramente tutta un'altra
prestazione da parte delle ragazze in campo: le biancorosse non sono riuscite a
dare quello che fino a questo momento non è mai mancato ovvero la voglia di
combattere dal primo all'ultimo minuto.
I numeri della gara lo
dicono chiaro: allo scouting ciò che viene fuori è una prestazione fatta di
tanti errori personali e soprattutto una difesa che, c'è da dirlo, non si era
mai vista così poco attenta e concentrata. Quello che sicuramente brucia è che
la peggior prestazione della stagione è arrivata forse nella partita più
importante dell'anno quando si poteva chiudere definitivamente il discorso
salvezza e guardare avanti con serenità e tranquillità.
Così non è stato e
quindi il Capena si ritrova a dover tornare in campo e cercare il riscatto. Riscatto
che potrebbe passare con il fanalino di coda Cagliari che sta attraversando un
momento molto duro causa Covid e quindi non potrà garantire il ritorno in
campo; si attendono buone notizie in settimana. Alcuni spunti buoni però della
gara di Firenze ci sono e vanno considerati: innanzitutto la continuità di
alcuni punti fermi della squadra da cui non si può prescindere vedi capitan
Neka migliore, numeri alla mano, in campo.
In secondo luogo, l'esordio
di Oliveira che, sempre numeri alla mano, ha sfornato all'esordio una
prestazione fisicamente e caratterialmente molto positiva. Quindi se la fase
difensiva è stata sempre un punto fermo fino a ora e va semplicemente ripresa
tale e quale dalla prossima partita in calendario, la fase offensiva
sicuramente conforta e può essere l'elemento base per migliorare il lavoro
visto prima della giornata storta di Firenze. Adesso toccherà alle Leprotte
fare quadrato nello spogliatoio e ritrovare lo spirito che fino a ora ha
contraddistinto la compagine biancorossa ovvero il saper lottare dal primo
all'ultimo minuto senza pause o sosta.
Ufficio Stampa
Luca Pellegrini
Foto Luca Pagliaricci