09/06/2025 12:11
Al di là dell’aspetto emotivo e dello spettacolo regalato in campo, anche perchè è sempre bene ricordare che chi giocava lo faceva per contendersi un titolo, le Futsal Finals di Cesena hanno complessivamente disatteso le aspettative, al netto della Future Cup che si giocherà nei prossimi giorni.
Non vogliamo passare anche in questa circostanza come i soliti bastian contrari, i disinformati, coloro che vedono nero anche laddove c’è bianco: Calcio a 5 Anteprima è stata l’unica testata di settore presente, sia nel primo che nel secondo weekend cesenate di immersione nel futsal (a proposito, ma dov’era la tribuna stampa?), ma quello che abbiamo potuto constatare con i nostri occhi è stato esattamente ciò che abbiamo potuto vedere alla fine di marzo in occasione delle finali di Coppa Italia maschile disputate nella triplice sede di Jesi, Falconara e Porto San Giorgio, ossia tribune tristemente vuote. O meglio, poche decine di spettatori dispersi sulle gradinate del Carisport, in qualsiasi partita, con i picchi maggiori registrati nelle finali di A2 del 30 maggio, dove la “folla” era prevalentemente costituita dalle tifoserie delle squadre finaliste. E il resto da pochi addetti ai lavori e giocatori…
Insomma, un altro flop. Perchè quando a partite dove si assegnano quattro promozioni (due dall’A2 in Elite, due dalla B in A2) e tre scudetti (Under 21, Under 19 Femminile e Under 19 Maschile), assistono in media un centinaio scarso di spettatori, un qualcosina in più in occasione di MGM-Atlante e Sulmona-Bitonto giocate sette giorni prima, di tutto si può parlare fuorché di successo di pubblico. E detto sinceramente, vedere le squadre vincenti esultare nel deserto, quasi andando a cercare sugli spalti chi le ha seguite nella trasferta (in questo caso a Cesena) per festeggiare “in famiglia”, il risultato ottenuto, detto onestamente, è alquanto desolante.
Non vogliamo stare a sindacare le scelte della Divisione Calcio a 5 che continua a decidere di andare a disputare le partite decisive per assegnare i suoi trofei stagionali nelle località più disparate (tanto per non addossare le “colpe” solo a Viale Tiziano diciamo che anche alle finali scudetto Under 17 e Under 15 giocate a Fondi organizzate dal Settore Giovanile e Scolastico è successo altrettanto, seppur stiamo parlando di campionati giovanili), ma riteniamo che dopo gli insuccessi di Salsomaggiore, Policoro, Faenza, Rimini, Falconara, Porto San Giorgio (non citiamo Jesi solo per il fatto che vi ha giocato la Serie A) e adesso Cesena, sia arrivato il momento di cominciare a valutare la necessità di fare un passo indietro e tornare al vecchio sistema delle finali in doppia gara.
Perchè? Perchè i fatti (con tanto di numeri) hanno dimostrato che assegnare quanto meno le promozioni in campo neutro è sinonimo di perdita di pubblico e interesse (se poi vedere sugli spalti una cinquantina di sostenitori per squadra sfidante costituisce un successo…). Perchè sempre gli stessi fatti e sempre gli stessi numeri hanno confermato che assegnare gli scudetti giovanili al termine di fasi finali ridotte, o portare in campo neutro squadre, sempre giovanili, dal Veneto e dal Lazio per giocare una finale tricolore della categoria Under 21, non ha senso. Perchè non interessa a nessuno al di fuori del contesto degli appassionati della nostra disciplina.
E allora, suggeriamo noi, perchè non cambiare e tornare alle vecchie maniere? L’assegnazione e l'emozione di una promozione, obiettivo di una stagione alla fine per poche elette, perchè non si deve permettere di venire vissuta davanti ai propri tifosi, nel calore del proprio palazzetto, laddove una partita che vale un anno intero può mobilitare intere comunità come si visto decine e decine di volte in passato? Che senso ha avuto, ieri sera, la vittoria dell’Alta Futsal al termine di una memorabile finale playoff con il Cures, quando sulle tribune del Carisport c’era una manciata di “sostenitori” pugliesi (foto in gallery 1)? E la festa dei ragazzi della Roma 1927 (foto in gallery 2)? La Jesina è stata un po’ più fortunata perchè dalle Marche sono salite a Cesena alcune decine di persone (foto in gallery 3), stesso discorso per MGM 2000 e Sulmona la settimana precedente. Ma noi possiamo dirlo, perchè a differenza di altri, noi siamo stati gli unici (e ribadiamo, gli unici!) presenti in tutte e cinque le giornate di gare e non c’è nessuno che può smentire quanto stiamo sostenendo.
Presidente Castiglia, evitiamo in futuro di mettere in piedi altri eventi così deludenti sul piano della partecipazione. Non parliamo della Final Eight della Coppa Italia di Serie A, che anche se si dovesse giocare a Pantelleria (dove da pochi giorni ha riaperto il locale centro sportivo) farebbe registrare il sold-out, ma di tutto il resto. Quelle competizioni che riguardano le categorie minori, dove si respira profondamente l’aria della competizione e della rivalità sportiva, che hanno bisogno di vivere gli eventi più importanti della stagione sui campi delle finaliste che devono giocare davanti alle loro calorose tifoserie. Ne avremo la riprova già da questo fine settimana quando si giocherà l’andata della finale dei playoff di A2 Elite tra Academy Pescara e CDM: lo spettacolo del futsal è lì che vivrà la sua completa esaltazione, dimostrando che la scelta da fare è unicamente in quella direzione. E allora ci domandiamo: perchè questo vale per la Serie A (e quest’anno per l’A2 Elite) ma non per tutto il resto?
I “grandi eventi” che vengano congegnati per altre manifestazioni. Si parla tanto di un futsal del prossimo futuro a dimensione dei giovani calciatori di oggi. E allora perchè non regalare un finale di stagione rivolto unicamente a loro, concertato con il Settore Giovanile e Scolastico, e mettere in un’unica programmazione tutti gli appuntamenti da scudetto per una vera Festa del Futsal Giovanile, maschile e femminile, magari Torneo delle Regioni per il calcio a 5 compreso?
Tutto il resto, presidente Castiglia, ci dia retta, torniamo a viverlo come una volta.
cas.