09/06/2023 22:40
E' passata quasi una settimana dalla promozione in Serie A2 del Celano. Eppure l'emozione resterà indelebile nei cuori del popolo gialloblù per settimane, forse mesi: il 7-7 ottenuto nella finale di ritorno con il Real Fabrica o ancor prima la grande rimonta nella semifinale con il Sulmona sono partite già entrate nella leggenda, imprese di cui è ancora difficile realizzarne la portata. Di questo ce ne siamo resi conto quando con Rolando Lancia siamo andati a ripercorrere i momenti salienti di una post-season fuori da ogni logica, in cui lo stesso Rolando è stato uno dei principali protagonisti.
- Che pensieri ti sono passati per la testa dopo aver realizzato di aver centrato la promozione?
"È stata un'emozione grandissima - ci racconta il laterale classe 1994, autore di 31 rete stagionali -. Sinceramente comincio a realizzare solo da un paio di giorni il gran risultato ottenuto. Spesso mi viene in mente tutto l'anno trascorso, le gioie, le difficoltà, i momenti duri, le sconfitte che hanno fatto davvero male, ma pensando a come è finita, sembra una storia perfetta, come se ogni cosa (il risultato, la partita) sia stata la preparazione ad un finale epico come quello che abbiamo vissuto. Abbiamo lasciato tutto in mezzo al campo in ogni partita e allenamento, non abbiamo mai mollato e la maglia è stata sempre onorata, da tutti! Non poteva che esserci un epilogo così. Sono felicissimo. Vedere esplodere la gioia in città per merito nostro ci rende orgogliosi".
- La partita di ritorno con il Real Fabrica è stata una vera e propria battaglia: dopo ogni botta e risposta dei laziali, c'è stato per un attimo il pericolo di vacillare e compromettere la situazione?
"La partita è stata dura come ci si aspettava, due squadre che volevano salire a tutti i costi. Sicuramente l'avvio non è stato dei migliori, ma sul 2-0 e con il palazzetto in fiamme siamo stati bravi a mantenere la calma, segno, a parer mio, di grande fiducia ed organizzazione. Non ci siamo mai scomposti e abbiamo costruito la nostra promozione minuto dopo minuto. Colgo l'occasione per congratularmi con il Fabrica, abbiamo regalato al pubblico un bellissimo spettacolo: queste sono le partite che avvicinano la gente al futsal".
- Oltre alla finale playoff, c'è un momento della stagione che ricordi con affetto?
"Non posso non pensare alla semifinale playoff di ritorno contro il Sulmona. Con un parziale di 5-0 per loro, vista la sconfitta dell’andata 6-3 e il risultato di 1-3 per loro a 8' dalla fine, siamo riusciti prima a pareggiarla nei tempi effettivi e poi ribaltarla ai supplementari. Incontro persone ancora adesso che non credono a cosa sia successo quel giorno. Sono partite che non si vincono solo perché sei bravo a giocare a calcio a 5, ma scatta qualcosa che va oltre l’aspetto tecnico: l’orgoglio personale, l’appartenenza, il rigetto totale della sconfitta. Ringrazierò sempre i miei compagni e mister Cimini per non aver mollato nemmeno un centimetro quando sembrava ormai tutto perso. Questa promozione ce la siamo sudata partita dopo partita e ce la siamo meritata più di chiunque altro, e nessuno potrà mai negarlo! Rinnovo i complimenti anche alla società, al presidente, al mister che è stato un grande, a tutto lo staff tecnico perché grazie a voi un gruppo di ragazzi è riuscito a realizzare un sogno. Ce l'abbiamo fatta".
Lorenzo Miotto
Foto: Fabrizio Passini