08/02/2026 19:45
È uno di quelli che la notte prima di una partita, probabilmente, sogna già gli schemi da disegnare in panchina insieme a Tonino Martino. Humberto Honorio, condottiero della Cadì Antincendi Futura, dopo il rocambolesco 2-2 in casa del Pescara raggiunto con due gol a raffica negli ultimi, incredibili, 30 secondi, non nasconde l’orgoglio. Anzi, lo sbandiera. Perché quella rimonta non è un punto rubato, ma il sigillo di un’identità.
«È il bello di questo sport, però - esordisce con un sorriso carico di adrenalina Honorio. - Abbiamo dimostrato per l'ennesima volta che gli attributi ci sono, che la voglia di vincere c'è. È stato durissimo. All'inizio loro sono stati compatti una squadra che palleggia bene, dinamica, con tanti buoni uno contro uno. Ben allenati. Ma la nostra squadra è questa: non vogliamo, dobbiamo arrivarci con tutto cuore ai play-off. E il bello di questo sport è proprio questo».
Poi arriva l’aneddoto, il momento in cui la fede si trasforma in profezia.
«Mancava 1 minuto e 50, eravamo sotto 2-0. Ho detto ai ragazzi: 'Guardate, c'è ancora tempo'. Ed è quello che è successo».
La voce di Honorio si fa più calda quando parla del pubblico.
«È successo qualcosa di bellissimo, ancora una volta, anche per questo pubblico che non ti lascia mai solo. Sul 2-0 nessuno ha abbandonato il palazzetto: vuol dire che ci credevano. Loro ci sostengono prima ancora che l'arbitro fischi l'inizio, e a volte fanno tanto rumore che non riusciamo neanche a parlarci in campo».
Onore al merito, ma anche uno sguardo al futuro. Honorio,non può fare a meno di illuminarsi parlando del giovane connazionale Kadu.
«Sta facendo veramente cose bellissime. Ho giocato con suo zio,Vampeta che mi disse: 'Lui in Brasile stava provando a giocare a calci'. Io dissi: 'Fallo venire, vediamo'. Sono passati 4 mesi e può crescere tantissimo. Speriamo che faccia come lo zio, leggenda della nostra disciplina».
Ora, però, si guarda avanti. La strada è una sola.
«Adesso corsa per i play-off. Non si deve mollare niente. Dobbiamo continuare così, partita a partita, senza pensare a lungo. Fare piccoli passi, migliorare ancora perché ci sono ancora qualche “difettuccio”. Lavoreremo per arrivarci fino in fondo».
Infine, un pensiero da padre. Honorio ha un figlio che milita nell’Under 17 e 19 del vivaio ed è in pianta stabile nelle selezioni azzurre. «Quello che dico a loro, ai nostri giovani, è di non guardare il risultato», spiega con tono pacato ma fermo. «Devono vedere la crescita che fanno. Noi genitori li guardiamo da fuori, non come tifosi. Stanno migliorando tantissimo, imparando a giocare il nostro sport. Quando arrivo prima agli allenamenti e li guardo, vedo ragazzi che stanno migliorando. E questo è tutto».
Ufficio Stampa Pol. Futura