29/07/2022 11:36
Il Domus Chia Calcio a 5 riparte con un nuovo progetto dalla C1. La scorsa stagione ha visto la squadra sarda retrocedere dal girone E di Serie B: di quell’esperienza ci parla Luca Agus (nella foto in primo piano), ex presidente che ha assunto adesso il ruolo di direttore sportivo.
“Tante sono state le difficoltà nell'affrontare la stagione passata. In primis parliamo di chi ha deciso di inserire noi, unica società sarda nel girone laziale, umbro, toscano. Questa scelta ci ha penalizzato non poco, visti i costi e gli orari dei voli rispetto al girone A in cui sono state inserite le altre squadre sarde. Fa strano che non ci abbiano inglobato con le altre formazioni della nostra regione, scelta che avrebbe agevolato sia noi che anche. La Federazione, e soprattutto chi rappresenta nelle sedi opportune la Sardegna - sottolinea Agus - dovrebbe tutelare e vigilare affinchè non esistano questa disparità. Chi investe capitali in questo sport esige attenzione e professionalità nelle scelte federali che delle volte comportano gravi danni economici alle società”.
La stagione 2021/2022 è ormai parte del passato. Con Luca Agus parliamo di questo nuovo progetto che già sta suscitando un notevole interesse nel quadrante sud-occidentale della Sardegna.
“Ci siamo mossi per tempo, già dalla scorsa stagione, per dare più stabilità economica e gestionale alla società. Per questo abbiamo formato un direttivo con l'ingresso di nuovi soci, che ci daranno la giusta tranquillità per alzare l'asticella già da questa stagione. È stata una nostra scelta quella di non presentare richiesta di ripescaggio e ripartire dalla C1, per rifondare le basi, sia in prima squadra che nel settore giovanile, per i prossimi anni. Stiamo lavorando per imbastire una rosa che ci permetta di tornare in campo nazionale il prima possibile”.
Ovviamente è impossibile non parlare della nuova riforma.
“Agevola nettamente le società situate in comuni demograficamente numerosi. Ha tagliato fuori i piccoli centri urbani, impossibilitati a formare numeri congrui di giocatori anche italianizzati. Le riforme dovrebbero essere eque per tutto il territorio nazionale. Sappiamo bene che nel futsal, oggi giorno, creare settori giovanili con la concorrenza delle società di calcio è impossibile, visto pure l'organizzazione dei campionati di futsal giovanili poco utili e poco congeniali per la formazione dei ragazzi in questa disciplina”.