16/06/2025 18:40
Il sogno Serie B è diventato realtà per il Baraccaluga che la vittoria interna per 3-2 nella finale playoff d'andata di Serie C, si è imposto con lo stesso risultato anche a Perugia, ribaltando la Gadtch tra la fine del primo tempo e il secondo l'iniziale svantaggio di due gol. Tra gli artefici di questo storico traguardo per il club piacentino c'è sicuramente il timoniere della ciurma biancorossa, mister Cristiano Tagliavini (in foto insieme al fratello Fabrizio, collaboratore tecnico che ha potuto festeggiare la promozione proprio nel giorno del suo compleanno). Chissà quante emozioni e quanti pensieri nel cuore e nella testa dell'allenatore degli emiliani: ecco perché a poco più di 48 ore dal successo ottenuto in terra umbra abbiamo risposto a questo interrogativo interpellando lo stesso interessato.
- Mister, quali sono i pensieri e le emozioni dopo questa promozione? Tra le più belle della tua carriera?
“C’è tanto orgoglio a fine di questa stagione, perché la testa torna a cinque anni fa, quando il presidente Danilo Prencipe mi invitò a far parte di questa società, dicendomi: “Mister, ho un sogno, andare in Serie B; tu vieni da Reggio Emilia, ci sei già riuscito, insegnaci la strada”. In questa comunità di Lugagnano Val d’Arda e Castell’Arquato che sono i due paesi che ci ospitano nella nostra attività l’amore per il Baraccaluga è sempre stato tanto e mi hanno accolto come un figlio fin dal primo giorno. Questo calore che hanno espresso anche personalmente verso di me sentivo di doverlo ripagare in qualche modo, portando a termine il sogno del presidente che è diventato il sogno di tutta una comunità, quindi il pensiero è andato lì, al cammino fatto in questi cinque anni, alla mia crescita personale, societaria e di squadra che ci ha permesso di coronare sul campo questo sogno. C’è davvero tanto orgoglio. Riguardo la carriera, beh, tutte le promozioni sono belle perché in carriera sono più le stagioni e le partite che non vinci rispetto a quelle in cui si riesce ad avere frutti, quindi tutte le vittorie sono importanti: lo è stata la Coppa Italia, lo è stata la promozione dalla B con l’Olimpia Regium o il terzo posto nazionale con la juniores del Kaos. Sono state tutte annate straordinarie e questa vittoria è stata bella come le altre perché tutte le vittorie vanno assaporate e godute, non è mai facile vincere”.
- Cosa hai pensato quando il primo tempo di Perugia era finito 2-1 in favore della Gadtch?
“Ti direi piuttosto cosa ho pensato quindici-venti secondi prima di segnare il gol del -1. Ho pensato tra me e me che dovevamo riuscire a fare almeno un gol prima che scadesse il primo tempo; se tornavamo negli spogliatoi sotto di un gol, fondamentalmente pari, nella ripresa avremmo sicuramente potuto ribaltare del tutto il risultato perché lavoriamo molto bene fisicamente, e così è stato. Sul gol di Araut del 2-1 avevo la certezza che comunque sarebbe stata dura, com’è stata, perché la Gadtch ha fatto una partita eccezionale, però sapevo che potevamo farcela: i miei ragazzi hanno disputato una gara incredibile, su un campo difficilissimo, con un caldo allucinante e un viaggio molto lungo alle spalle. Ero sereno e negli spogliatoi ho dato questa serenità alla squadra perché ero convinto che ce l’avremmo fatta”.
- Quale parola riassumerebbe al meglio questa stagione del Baraccaluga?
“Direi ‘storica’, non c’è altro aggettivo sinceramente. Il Baraccaluga è stata l’unica squadra dei playoff nazionali ad aver vinto tutte le partite di questa fase, vantando la miglior difesa. Potevamo accontentarci a volte di un pareggio, anche di una sconfitta come con il Gagliole al ritorno dove potevamo perdere di due-tre gol passando comunque il turno, ma abbiamo fatto di tutto per vincere; per questo ringrazio la società e i giocatori che hanno condiviso questa mentalità voluta fortemente da me e dal mio staff. Siamo stati costruiti per provare a vincere tutte le partite, questo lo dobbiamo noi stessi, al club e a chi ci viene a vedere. È stata una stagione storica per tutti quanti, abbiamo scritto la storia dei nostri paesi e di questa società che non ci ha mai fatto mancare niente e che ringrazio tantissimo nella figura del presidente Prencipe, la figura che rappresenta e ci unisce tutti quanti”.
l.m.