05/06/2023 18:05
La parola 'impossibile' non appartiene al vocabolario dello sport, specie a quello del futsal. L'ennesima dimostrazione l'ha data sabato scorso il match di ritorno della semifinale playoff di Serie C1 tra Forlì e Audax 1970 S.Angelo . I marchigiani, sconfitti 4-0 in casa all'andata, sono infatti riusciti in terra romagnola a ribaltare il risultato, imponendosi con un 6-1 che ha permesso loro di approdare alla finale con il New Real Rieti. Una partita incredibile in cui un ruolo importante l'ha ricoperto il bomber Jacopo Antronaco; il pivot classe 1992 è stato autore di quattro gol, ma nel corso della nostra chiacchierata, lui ammette di non volersi prendere troppi meriti: in fondo il giocatore giallorosso è stato il terminale offensivo di una macchina che nell'ultimo weekend si è dimostrata essere perfetta.
- Jacopo, quella compiuta sabato a Forlì è stata un'impresa incredibile: quali fattori, mentali e tecnici, hanno reso possibile la grande rimonta?
"Penso che la vera forza di questa squadra sia la coesione tra noi ragazzi, il mister, lo staff e tutta la società. Eravamo molto delusi dopo la partita di sabato scorso, soprattutto perché si era conclusa con un risultato secondo me eccessivo. Dal lunedì successivo però abbiamo iniziato a preparare la gara di ritorno, consapevoli della difficoltà della partita che ci aspettava: tutti noi ci credevamo, perché sappiamo quanto valiamo, anche se la montagna da scalare sembrava insormontabile. Forse però proprio questo ci ha dato quella spinta, quella forza e quel coraggio che uniti al valore tecnico del collettivo ci ha permesso di fare qualcosa di incredibile. Onore a questo gruppo".
- Quindi rispetto alla partita d'andata che cambiamento c'è stato?
"Forse all'andata abbiamo sentito un po' troppo la partita, abbiamo commesso qualche errore di troppo riguardo alla precisione nella costruzione, non riuscendo ad esprimere il nostro gioco. Vanno dati anche i meriti al Forlì; loro sono una squadra solida, fisica, che pressa molto bene, ha giocatori esperti: all'andata avevano meritato di vincere. La cosa che è cambiata è stato il nostro approccio alla partita; avevamo serenità nonostante la situazione non fosse delle migliori, ma c'erano anche tanta convinzione e consapevolezza di potercela fare. Ognuno di noi sapeva che in fondo dipendeva anche un po' da loro e che potevamo scrivere qualcosa di unico. Molti forse ci davano già per eliminati e questo ci ha trasmesso un agonismo, una rabbia sportiva e un'unione di intenti che ci hanno permesso di fare una partita praticamente perfetta. Diciamo che è il premio per tutto il sacrificio fatto, e per il valore umano di ognuno dei miei compagni e della società, che viene prima di quello tecnico: se lo meritano tutto".
- Hai trascinato la squadra con quattro gol: se alla vigilia ti avessero detto che avresti calato il poker, ci avresti anche creduto?
"Ma sinceramente no, anche perché quando arrivi a giocare queste partite ,non ci sono squadre facili da affrontare e te le devi sudare fino all'ultimo. Non mi piace dire che ho trascinato la squadra, non è così: siamo stati tutti a spingerci verso la vittoria, chi ha giocato di più e chi di meno. I quattro gol sono solo il risultato di un gruppo magnifico, dove ognuno cerca sempre di migliorarsi e dove ci si aiuta a vicenda, sempre! I gol sono nostri, non miei: senza loro non avrei fatto niente e sicuramente staremo parlando di delusione. Sono orgoglioso di giocare con ognuno di loro, di allenarmi con loro, di essere allenato da un mister come Petrolati e di essere in una società che ci ha sempre supportato".
l.m.
Foto: Facebook Audax 1970