13/06/2022 09:00
Anche se sono passati diversi giorni, l'emozione per la conquista dello scudetto Under 19 si taglia a fette nell’ambiente del PalaKilgour, quartier generale della Cioli Ariccia neo campionessa d’Italia. Ci si inizia comunque a rendere conto dell’impresa firmata a Salsomaggiore, come ammette Giacomo Argenti, titolare dei pali del quintetto di Rosinha: adesso, a mente fredda, come analizza il 19enne portiere castellano, capace di prendere solamente 26 gol in tutta la stagione, la due giorni della Emilia Romagna Arena? Come giudicare le vittorie su Fenice e Aosta e, più complessivamente, la stagione disputata da questa squadra, che è stata un crescendo continuo e costante fino alla vittoria dello scudetto?
“Sono sincero. A Salsomaggiore ancora non avevo realizzato di essere diventato campione d’Italia, solo adesso, a mente fredda, sto iniziando veramente a capire l’impresa che siamo riusciti a compiere”.
- Ritieni di aver dato un contributo importante al successo della tua squadra, sia contro la Fenice che contro l’Aosta, considerando soprattutto il tuo ruolo che in questa disciplina è il più importante da un punto di vista strategico?
“Sono state due partite molto difficili, come è normale che fosse arrivati a quel punto dei playoff. Contro la Fenice abbiamo disputato un primo tempo molto equilibrato, dove secondo me abbiamo giocato meglio noi e abbiamo finito meritatamente sopra, nel secondo abbiamo sofferto molto, abbiamo accusato la stanchezza ma siamo stati bravi a non prendere gol ed a difendere il risultato. La finale contro l’Aosta potrebbe essere sembrata più semplice vedendo il risultato, in realtà ci siamo trovati sotto 1-0 con un uomo in meno a fine primo tempo e in quel momento abbiamo dimostrato di avere anche carattere. Poi sappiamo tutti come è andata a finire”.
- Giacomo, a chi dedichi la vittoria dello scudetto?
“La vittoria dello scudetto la dedico in primis a mio nonno, che è stata la persona che mi ha spronato per iniziare questo sport. Vorrei poi dedicarla anche a tutte le persone che mi sono state vicino, dagli allenatori, ai parenti, la mia ragazza, gli amici che mi hanno supportato in questo percorso”.
Classe 2003, da sette anni tesserato per il club ariccino (“…ma allenato da mister Rosinha da quando avevo sei anni…”, ci tiene a puntualizzare), Giacomo Argenti ha saputo distinguersi per la sua grande reattività. Una sicurezza per la squadra, come dicono i soli 26 gol subiti.
“Sono molto soddisfatto della mia Final Four, specialmente della semifinale dove negli ultimi minuti ho compiuto due interventi che hanno salvato il risultato. Anche in finale ritengo di aver giocato una buona partita, anche se fortunatamente la squadra mi ha messo in condizione di non dover fare interventi particolarmente difficili ed importanti”.
La vittoria del gruppo: più chiaro di così…