08/06/2022 13:00
Per più di un motivo Matteo Ramacci ha vissuto con grande trasporto emotivo l’avventura tricolore della Cioli Ariccia. Un po’ perchè è il capitano della squadra che sabato si è laureata campionessa d’Italia Under 19; un po’ perchè da sette stagioni vive il quotidiano del club castellano, che condivide peraltro col padre Alberto, braccio destro di Luca Cioli ai vertici del club. Insomma, un giocatore che ha nel sangue i colori celeste-amaranto del sodalizio castellano e al quale è venuto, come prima domanda, chiedere come ha vissuto, proprio dall'alto del suo ruolo e di tutte queste condizioni, questa incredibile stagione e soprattutto il trionfo di Salsomaggiore.
“Sicuramente è stata un’emozione incredibile, soprattutto alzare la coppa come rappresentante di una squadra formata ormai da parecchi anni non ha veramente prezzo, un’esperienza che porterò con me per tutta la vita”.
- Battere prima la Fenice e poi l'Aosta, ossia due super-potenze a livello giovanile, quali sensazioni ha prodotto e in particolare, vincere così nettamente la finale come ti porta a giudicare tutto il percorso fatto per arrivare a questo punto?
“Il nostro percorso non è stato totalmente limpido e scorrevole, ci sono state alcune incomprensioni interne, poi per fortuna messe da parte per il bene del gruppo. Fino a due mesi fa un traguardo del genere veniva visto come un’utopia, poi iniziando i playoff abbiamo maturato giorno dopo giorno la consapevolezza di potercela fare e le vittorie contro Fenice e Aosta mostrano come siamo arrivati uniti e consapevoli dei nostri mezzi a un appuntamento decisamente importante come quello di Salsomaggiore. Non voglio essere retorico ma è stato proprio il gruppo il nostro punto di forza, venutosi a creare in maniera quasi inconsapevole, giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento siamo diventati una famiglia pronta a rimboccarsi le maniche per superare eventuali difficoltà, basta pensare che nelle ultime quattro partite dei playoff abbiamo sempre iniziato in svantaggio le partite disputate. A livello tecnico siamo un organico completo, ognuno così diverso dall’altro ma tutti decisamente complementari”.
- Da sconosciuti a "celebrità": dal punto di vista anche professionale cosa ti aspetti adesso dopo questa splendida impresa?
“Sicuramente la nostra impresa ha portato moltissima notorietà per la squadra e per i suoi componenti, mi auguro che ognuno faccia la scelta che reputa più giusta, sempre onorando la maglia che ci ha portato fin qui”.