18/02/2022 09:42
Dopo la settimana di riposo che possiamo dire è giunta al momento opportuno, soprattutto per poter rinsaldare le fila dopo il ko con il Terracina e ritrovare il giusto spirito di gruppo, il Città di Anzio sta preparando il ritorno in campo: quella di sabato con l’History Roma 3Z sarà il primo atto di un mese di grandi sfide che attende la squadra di Marco Di Fazio.
“Siamo fermi da due settimane intere, e ora si riprende con un tour contro squadre di grandíssimo spessore. Nel girone di ritorno, in un girone cosi livellato, l'atteggiamento di gara é la determinante principale, elemento che puó esser anche più importante delle qualità d'organico. Noi abbiamo sfruttato questo periodo per lavorare su dettagli per i quali serve tempo e tanto campo”.
- Sabato con l'History parte questo ciclo di sfide che deciderà con ogni probabillità la vostra stagione: una dopo l'altra affrontate tutte le squadre di vertice. Il tuo piano per questo mese di grandi impegni?
“Il piano é portare i ragazzi davanti ad avversari cosi quotati con l'umiltà di chi vuole mantenere la categoría, lottando per limitare le qualità avversarie, tentando l'esaltazione delle proprie. Serve una forte coesione per poter affrontare gare cosi importanti”.
- Concentriamoci sull'History, all'andata vi ha battuto: quel risultato ti ha suggerito qualche utile consiglio per la gara di domani? Che tipo di approccio e che tipo di prestazione hai chiesto ai tuoi ragazzi? Saranno tutti a disposizione?
“La 3Z é una splendida realtà, che ha fatto del far crescere i giovani un reale motto e non una semplice pubblicità. É una squadra organizzata e molto frizzante. Credo che uscirà una partita poco bloccata e totalmente giocata a viso aperto”.
Infine, una puntata sul tema caldo della settimana: la riforma dei “non formati”. Un problema che interessa marginalmente al Città di Anzio, ma Marco Di Fazio è da quindici anni che segue l’evoluzione del futsal nel nostro paese.
“Sono allenatore dal 2006, e da sempre la lamentela era quella che agli italiani non fosse dato spazio. Gli stranieri hanno alzato moltissimo il livello, e credo che la loro presenza sía fondamentale. Il tema basilare credo sia legato ai settori. Non esiste sport che vuole un futuro, senza un settore forte, e qui andrebbero messe costrizioni. Chi non crea settore, non deve pagare la multa, ma non puó fare certe categorie. Concordo sul mettere dei limiti agli stranieri ma forse una riforma va fatta per gradi, per dare tempo alle società di gestire tutte le modifiche. Quindi, a mio parere la riforma deve puntare a far crescere i settori giovanili ed avere un número regolamentato di stranieri”.