30/01/2023 09:00
E’ proprio vero. Quello che la vita ti prende prima o poi te la ridà, e alla stregua si può dire che in queste ultime settimane è accaduto proprio questo se vogliamo parlare dell’Hatria. Perché la squadra di D’Ambrosio, proprio nel momento in cui si era accaparrata la vetta della classifica, era entrata in una spirale negativa che nel giro di poche settimane gli costava la perdita del primato (attualmente detenuto dal Magnificat) prima in favore del Città di Chieti e poi dello Sport Center Celano.
Evidentemente negli ultimi tempi il vento è girato nuovamente alle spalle degli uomini del presidente D’Eusebio, che sono riusciti a venire fuori dal tunnel e - udite udite - sabato scorso a mettere la freccia sullo Sport Center, uscito con le ossa rotte dal confronto con un Ripa totalmente rigenerato rispetto alla settimana precedente, quando dovette incassare una pesantissima (e ineccepibile) sconfitta sul campo dell’Hatria. Corsi e ricorsi storici, insomma, ma con il dato di fatto che l’Hatria, oggi, ha un solo punto di ritardo dal Magnificat con una situazione psicologica in chiara ascesa.
Dunque, pratica La Fenice archiviata ma con grande fatica, va detto, perchè se è vero che Angelozzi e compagni hanno saputo gestire il possesso palla per quasi tutta la prima frazione, è altrettanto vero che le occasioni più ghiotte per segnare le hanno avute i marsicani, che quando hanno tenuto in campo la stella Bajouri sono riusciti a tenere sempre sulle spine la retroguardia atriana. Ne era la riprova l’1-1 col quale si andava al riposo, con il gap del vantaggio di Virgilio annullato dalla rete di Casciano, bravo mettere in rete un pallone messo al centro da Maura.
Nella ripresa, il canovaccio passava nelle mani dei padroni di casa ma era Giorgini a cambiare l’inerzia del punteggio, con un sinistro dal limite che non dava scampo al portiere locale. Sotto di un gol, La Fenice cercava la via della rete ma ci pensava Di Sante a calare la saracinesca con una serie di interventi provvidenziali. Quando sul cronometro mancavano 40” al termine, La Fenice usufruiva di un rigore concesso forse con un eccesso di magnanimità, che veniva trasformato da Bajouri. Ma la provvidenza stavolta assisteva gli uomini di D’Ambrosio: a sei secondi dalla fine gli arbitri assegnavano un tiro libero molto contestato dai giocatori di casa, che Angelozzi trasformava firmando il 3-2 che vale il secondo posto alle spalle come detto del Magnificat.
E tra due settimane, a Montesilvano, lo scontro diretto promette scintille.