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14/02/2022 21:36

Anche i tecnici della Serie A contrari alla riforma: ''Necessario un percorso condiviso e formativo"

Anche gli allenatori di Serie A non vedono di buon grado la riforma, sottolineando in una lettera indirizzata al presidente Bergamini e ai componenti del Consiglio Direttivo tutte quelle problematiche che tra l’altro noi di Calcio a 5 Anteprima abbiamo già rimarcato nei nostri servizi. Ma con un aggiunta: dati sull’utilizzo dei giocatori, sia della Nazionale a Euro ’22, che i minutaggi acquisiti nelle prime 14 giornate di campionato che dimostrano intanto come “il risultato sportivo della Nazionale non rappresenti lo stato del campionato italiano” e sei giocatori italiani risultato tra i 18 atleti più impiegati nel massimo campionato.


Questo il testo della lettera firmata da 15 allenatori della Serie A.


“Alla cortese attenzione del 

Presidente della Divisione Calcio a 5

Consiglio direttivo Divisione Calcio a 5 


Con la presente, intendiamo sottoporre alla Vs. attenzione il punto di vista dei tecnici della Serie A sulla prospettata riforma dei limiti di utilizzo dei giocatori non formati per la S.S. 2022/2023. 


Non è nostra intenzione occuparci di politica sportiva. Tuttavia, riteniamo utile per il nostro movimento farvi pervenire il parere degli allenatori, che vivono quotidianamente il Calcio a 5 dalla prospettiva del rettangolo di gioco. 


Dalle dichiarazioni a mezzo stampa del Presidente della Divisione Calcio a 5, pare di comprendere che l’annunciata riforma sia collegata ai risultati ottenuti della Nazionale Italiana nel recente Campionato d’Europa. 


A tal proposito, senza voler entrare nel merito delle scelte del C.T., riteniamo che il risultato sportivo della Nazionale non rappresenti lo stato del campionato italiano, come dimostra l’analisi statistica riportata nell’Allegato 1 (fonte: Istat, in gallery). 


Attualmente il campionato italiano di Serie A, che conta ben 16 squadre, è uno dei più forti, spettacolari e competitivi al mondo. Basti pensare che nell’ultima finale di Coppa del Mondo in campo erano presenti 10 giocatori che militano in serie A: la nostra massima serie è risultato quindi il campionato con il maggior numero di giocatori in lista (seguita dal campionato portoghese con 9 giocatori).


Come dimostrano le statistiche riportate nell’Allegato 2 (fonte: Istat, in gallery), in un campionato di così alto livello già giocano con minutaggi importanti diversi giocatori di formazione italiana (6 giocatori nei primi 18). Tuttavia, comprendiamo che il numero resta alquanto esiguo e concordiamo che vada incrementato per il bene del movimento. 


A nostro avviso, tra le ragioni che spiegano il maggiore ricorso a giocatori di formazione non italiana possono annoverarsi le seguenti: 


• mancanza di settori giovanili e relativi campionati che devono essere organizzati su scala nazionale aumetandone la competitività. Mancanza di tecnici qualificati che possano lavorare alla formazione dei giocatori di domani; 


• il campionato nazionale di Serie A richiede un impegno notevole, che implica spesso doppie sedute e lunghe trasferte; ciò risulta inconciliabile con gli impegni professionali dei molti giocatori di formazione italiana che svolgono contestualmente un’attività lavorativa; 


• il territorio italiano è, morfologicamente e demograficamente, estremamente frastagliato ed in molte zone di piccoli paesi e piccoli centri, a differenze delle grandi città, è difficile reperire giocatori di formazione italiana che possano iniziare un percorso sportivo;


Infine, riteniamo che anche noi tecnici abbiamo delle responsabilità per il mancato inserimento e utilizzo di giocatori formati, la cui valorizzazione dovrebbe essere un obiettivo sportivo condiviso con i club e la federazione, fermo restando il principio del merito sportivo. 


Tuttavia, ci preme richiamare la Vs. attenzione sulle conseguenze numeriche della prospettata riforma: 


• in Serie A, qualora si decidesse di ridurre il numero di giocatori non formati a 3, ogni squadra avrebbe bisogno di 12 giocatori formati: 12 giocatori per 16 squadre significa 192 giocatori formati a fronte degli attualmente impiegati 54 (tesserati in Italia prima dei 14 anni e che abbiano giocato almeno 20 minuti fonte: Istat) 


• In serie A2, con ipoteticamente un massimo di 2 giocatori non formati, ogni squadra avrebbe bisogno di 13 giocatori formati: 13 giocatori per 49 società significa 637 giocatori. 


Appare evidente che tali numeri non sarebbero sostenibili nell’attuale sistema. I rischi incorsi includono a nostro avviso: 


• la diminuzione del numero di giocatori impiegati in gara, il che comporterà inevitabilmente un abbassamento del livello del campionato, della sua spettacolarità e della sua competitività; 


• la ricerca, da parte delle società, dei giocatori formati già disponibili in Serie A, favorendo i Club che riusciranno a tesserarli e creando un forte squilibrio tra le squadre; 


• la ricerca di giocatori formati nelle categorie inferiori, probabilmente con esperienze pregresse nei campionati nazionali; ciò non favorirà l’inserimento in rosa di giocatori giovani ma paradossalmente causerà un innalzamento dell’età media; 


• la difficoltà di reperire giocatori non formati di livello internazionale che vogliano disputare un campionato di livello inferiore; 


• un aumento del numero di giocatori formati in campo, i quali però giocherebbero non per merito ma per necessità. Inoltre, abbassandosi notevolmente il livello del campionato, risulterà estremamente difficile far migliorare i giocatori formati stessi.


Evidenziamo inoltre che l’eventuale utilizzo di giocatori provenienti dal calcio a 11, grazie alla possibilità del doppio tesseramento, può risultare molto utile per l’attività giovanile e per l’implemento di giocatori in categorie inferiori, ma è impensabile che giocatori provenienti dal calcio a 11 possano essere impiegati nell’immediato in un campionato di Serie A di calcio a 5, in quanto il cambio di attività richiede un lungo periodo di adattamento. 


Riteniamo che gli aspetti critici su cui si dovrebbe lavorare per migliorare il nostro sport siano da ricercare nella sostenibilità e nella visibilità che ha il nostro movimento, come pure nella mancanza di strutture sportive adeguate allo svolgimento di una disciplina indoor che richiede campi con una superficie 40x20 metri. 


Bisognerà sicuramente lavorare per aumentare il numero e il livello dei giocatori formati che giochino nel campionato nazionale di Serie A. 


A nostro avviso, tuttavia, il migliore percorso da intraprendere per giungere a tale risultato è quello che parte dalla formazione continua e costante nel tempo dei tecnici che devono essere obbligatoriamente inseriti in tutte le categorie giovanili con il compito di guidare e accompagnare la formazione dei giocatori a partire dai settori giovanili, per concludersi con l’inserimento nelle prime squadre. 


Firmato: Alvaro Martinez, Carmine Tarantino, Daniel Ibanes, Fausto Scarpitti, Fulvio Colini, Lorenzo Nitti, Luca Giampaolo, Massimiliano Monsignori, Maurizio Grassi, Piero Basile, Ramiro Diaz, Rodrigo De Lima, Salvo Samperi, Saverio Palusci, Sylvio Rocha”.


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