05/06/2025 19:14
Sono giorni di grande festa per l'AEK Atene e per Alessio Trovato. Il club giallonero della capitale greca ieri ha infatti vinto nuovamente il titolo nazionale, superando come l'anno scorso la concorrenza del Doukas; decisivo per gli ateniesi il successo interno per 4-3 ottenuto in gara-5 nella finalissima di Superlega, un trionfo a cui va sommato anche il bis in supercoppa. L'avventura nell'Ellade regala quindi un'altra soddisfazione al laterale scuola Acireale, classe '93, che per l'occasione Calcio a 5 Anteprima ha avuto il piacere di intervistare telefonicamente, facendosi raccontare dall'ex, tra le altre, di Augusta, CMB, Corigliano e Came, le emozioni di questa nuova vittoria centrata dalla storica polisportiva greca.
- Anche quest'anno vittoria del campionato. Ha un sapore diverso rispetto a quella della passata stagione?
"Ogni vittoria ha una storia a sé, un sapore diverso. Questa stagione è stata veramente intensa oltre che lunghissima, quasi senza sosta, dato che finendo a gara-4 a giugno nella passata stagione e riprendendo a luglio per i preliminari di Champions, praticamente ci siamo fermati solo per qualche settimana".
- Ti saresti mai aspettato di vivere delle stagioni così piene di soddisfazioni in Grecia?
"Essere riusciti a vincere la supercoppa ed il campionato per il secondo anno consecutivo ed aver giocato per la prima volta la Champions League sono sicuramente grandissime soddisfazioni che non mi sarei aspettato di vivere".
- L'Alessio Trovato di oggi come è cambiato rispetto a quello che arrivò in Grecia due anni fa?
"Per me, al di là delle vittorie, è sicuramente un motivo di orgoglio essermi messo in gioco fuori da quelli che sono i nostri schemi, andando a giocare come straniero in un altro campionato".
- Ora che ti aspetti dal futuro? Si profila una permanenza ad Atene o senti che è arrivato il momento di una nuova avventura...magari tornando in Italia?
"Futuro? Ancora è incerto: sicuramente è tempo di staccare un attimo la spina per poi a mente serena vedere e valutare cosa sia meglio fare".
Lorenzo Miotto