21/06/2023 22:15
Sarà il 14 luglio prossimo il termine fissato per la scadenza delle iscrizioni ai campionati nazionali di futsal della stagione 2023/2024. Lo ha stabilito la Divisione Calcio a 5 con la pubblicazione dei comunicati numero 1207, 1208 e 1209 riportanti gli adempimenti organizzativi ed economici che le società del panorama nazionale, tanto maschili quanto femminili, saranno tenuti a osservare per perfezionare la propria partecipazione all’attività ufficiale dell’annata agonistica che scatterà ufficialmente il primo luglio.
Contestualmente è stato pubblicato anche il comunicato n. 1210 relativo agli adempimenti per la presentazione delle domande di ammissione e ripescaggio sempre nei campionati nazionali maschili e femminili. Le società interessate, facendo riferimento a quanto contenuto nei comunicati n.430 e 431, che stabiliscono i requisiti da possedere per procedere in merito, dovranno presentare dette domande entro il termine dell’11 luglio, rispettando gli oneri finanziari previsti entro le scadenze fissate appunto da piazzale Flaminio.
L’ITER - Una volta spirati i termini, e comunque entro la data del 14 luglio, tutti gli incartamenti verranno passati al setaccio dalla Covisod (la Commissione di Vigilanza delle Società Dilettantistiche, n.d.c.), che entro il 20 luglio comunicherà singolarmente ai club l’esito delle istruttorie, riferendolo al tempo stesso anche a Lega Nazionale Dilettanti e Divisione Calcio a 5. Le società che risulteranno non in regola coi requisiti avranno tempo fino alle ore 18 del 24 luglio per presentare ricorso e regolarizzare le proprie posizioni. La Covisod, entro il 27 luglio, esprimerà il proprio parere motivato (e definitivo) alla LND che nel primo Consiglio di Lega procederà con la formalizzazione delle società in regola con i requisiti, per poi demandare al Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5 il compito di procedere con la formazione dei gironi e il varo dei campionati della stagione 2023/2034.
I RAFFRONTI - La Divisione Calcio a 5 ha sostanzialmente mantenuto invariati gli oneri per l’iscrizione, comprendendo nella quota totale di ciascuna categoria anche quella al campionato Under 19 Nazionale. Oneri che per quanto riguarda la Serie A maschile (parliamo di 24800 euro) sono rapportati su un numero di partite pressoché identico a quelle disputate per la “regular season” della passata stagione (30 al netto di quelle di playoff e playout). Ma non certo poche sono state invece le perplessità sollevate in merito alle spese di iscrizione relative ai campionati di A2 Élite, A2 e B comparandole appunto a quelle delle pari categorie della passata stagione.
Per L’Elite, categoria di nuova istituzione, le società dovranno sborsare ben 19800 euro, ossia 5000 in più rispetto alla “seconda divisione” della stagione passata, mentre per l’A2 sono richiesti 14800 euro, vale a dire 6000 in più rispetto alla “terza divisione” della precedente annata (che era la Serie B); senza dimenticare che chi deve iscriversi al nuovo campionato di Serie B dovrà versare oneri per 8800 euro, ma con la differenza che la categoria cadetta, lo scorso anno, era come detto la “terza divisione” nazionale, per cui dovrà essere versato lo stesso importo della stagione 2022/2023 ma per giocare in quella che a tutti gli effetti è una categoria inferiore!
Non va ignorata la differenza di “soli” 5000 euro tra gli oneri fissati per la Serie A e l’A2 Elite considerando non solo la consistente disparità di budget tra i club delle due categorie, seppur apicali, ma anche il minor numero di partite che in Élite verranno giocate rispetto alla A (26 contro 30) con condizioni logistiche peraltro relativamente meno impattanti considerando le vastità territoriali dei gironi che si prospettano, al netto delle due trasferte aeree in Sardegna e le altrettante in Sicilia che attendono le partecipanti (verosimilmente le isole verranno divise tra i gironi settentrionale e centro-meridionale).
Stesso discorso vale anche per le fideiussioni bancarie che dovranno essere presentate al momento dell’iscrizione: 20000 euro per la Serie A, 15000 per la neonata A2 Élite, 10000 per l’A2 (nuova “terza divisione”) e 5000 per la B (che sarà l’istituenda “quarta divisione”).
A prescindere da quest’ultimo aspetto, che ha un valore relativo, non si può non paragonare il monte costi iniziali agli effetti - ampiamente previsti - circa l’infausto impatto della riforma nella seconda stagione di attuazione, che ha finito per contrarre la “forza non formati” di decine di giocatori riducendo pesantemente il livello di almeno tre delle quattro categorie nazionali, a fronte di un incremento ben poco sostenibile dei costi provocato dalla incontrollata auto-rivalutazione di tanti giocatori, italiani e formati, anche di modesto livello.
E se ci mettiamo la preoccupante incidenza dell’ormai imminente Riforma dell’Ordinamento Sportivo, che andrà a sommare altre spese di carattere amministrativo aggravando ulteriormente la situazione contabile dei club (che ribadiamo essere sempre associazioni dilettantistiche), il quadro che si rischia di ricavare da qui a poco meno di un mese - riferendoci al termine delle iscrizioni ai campionati nazionali - appare molto incerto e francamente anche imbarazzante.
Di fronte a un futsal chiaramente impoverito nei suoi valori tecnici e con le società prossime a dover fare i conti anche con una normativa fiscale imposta dallo Stato, dalla quale appare oltremodo difficile defilarsi, viene da domandarsi semplicemente una cosa: ma vale veramente la pena affliggersi ogni anno per svolgere questo tipo di attività in cambio di… che?