24/06/2025 21:55
Classe, reattività, personalità. Daniele Dovara è uno di quei portieri che lasciano il segno. Cresciuto nella scuola della Meta Catania, dove ha esordito giovanissimo in Serie A, alternandosi all’epoca con un nome esperto come quello di Seby Tornatore, Dovara è oggi un portiere maturo, che continua a collezionare esperienze importanti. Dopo una prima parte di stagione a Manfredonia in Serie A, ha chiuso l’annata a Melilli, club che conosce bene, avendo già difeso i pali della squadra iblea in A2 Elite lo scorso anno.
Ma cosa riserva il futuro per questo estremo difensore talentuoso? In questa chiacchierata, Daniele ci racconta la sua annata, la crescita tecnica e umana, ma soprattutto apre lo sguardo sul futuro che verrà.
- Daniele, partiamo dalla stagione appena conclusa. Come la valuti nel complesso?
«È stata una stagione particolare. Tornare a giocare in Serie A col Manfredonia è stato emozionante, un ritorno a un livello che conosco e che sento di poter affrontare con maturità. Poi, per motivi indipendenti dalla mia volontà, ho dovuto cambiare, ma ritrovare il Melilli è stato come tornare a casa. Ho dato tutto per contribuire ai playoff, come lo scorso anno».
- Hai avuto un percorso importante nella Meta Catania: quanto ha inciso nella tua crescita?
«Tantissimo. È lì che ho imparato cosa significa fare il professionista. Difendere i pali in A già a quell’età, condividere lo spogliatoio con giocatori esperti, ha accelerato la mia maturazione. Meta Catania mi ha dato fiducia e la porterò sempre nel cuore».
- Un portiere moderno deve essere anche un giocatore di movimento. In questo senso, quanto è stato importante lavorare con Mister Mittelman?
«Fondamentale. In due stagioni, sotto la sua guida, ho affinato molto il gioco con i piedi. Oggi mi sento un portiere completo, capace di aiutare la squadra anche in fase offensiva. È stato un grande step nella mia evoluzione».
- Il futuro? Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?
«Sono in attesa della chiamata giusta. So quello che posso dare e sento di meritare un progetto in Serie A. L’A2 Elite è una categoria che ho affrontato con professionalità, ma credo di poter essere utile a un club della massima serie».
- Catania ti manca?
«Catania è casa. Ma sono pronto a difendere qualsiasi maglia, con la stessa fame e la stessa voglia di crescere».
- Definisci con tre parole le tue qualità da portiere…
«Reattivo, determinato, lucido».
- Serie A o A2 Elite: se oggi ti arrivassero due proposte, cosa sceglieresti?
«Serie A, senza dubbio. È il livello che sento mio, quello dove voglio stare e dimostrare il mio valore. Ma Anche in A2 elite potrei portare il mio bagaglio di esperienza a chi punta a raggiungere la massima serie».
- Cosa sogni nel tuo futuro prossimo?
«Un progetto serio, in una società che crede in me. Voglio sentirmi importante, lottare ogni giorno per un obiettivo e continuare a crescere».
- Nell’avvenire, dove ti vedi tra qualche mese?
«Aspetto la chiamata giusta. Se la Meta mi volesse a difesa dei pali io sarei sempre pronto: il primo amore non si scorda mai. Ma sento di poter dire ancora molto e voglio farlo nella massima serie, ovunque mi chiamino, a qualsiasi latitudine. Sono pronto».
Determinato, consapevole, pronto: Daniele Dovara ha le idee chiare. La sua è la storia di un talento che ha già dimostrato di poter reggere la pressione del massimo livello e che oggi cerca la chiamata giusta per rilanciarsi in un progetto ambizioso. Perché chi nasce con il fuoco della Serie A come quello dell’Etna, sa che prima o poi, quella porta si riaprirà. E lui sarà lì, pronto a difenderla.